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Armi di delusione di massa

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La disinformazione riguardante la presunta pianificazione di attacchi nucleari o l’uso di armi biologiche domina le narrazioni dei media filocremlini e dei media statali cinesi.

Un esempio emblematico dello sviluppo di una narrazione disinformativa nell’ecosistema della disinformazione filocremlina è la storia del presunto sviluppo di armi nucleari ucraine. In questa narrazione, l’Ucraina avrebbe potuto ottenere armi nucleari nel giro di pochi mesi, come avrebbe apparentemente riferito a TASS una fonte interna a un’agenzia russa di sicurezza statale.

«Secondo le conclusioni di esperti occidentali, il regime di Kyiv era estremamente vicino a creare un ordigno esplosivo nucleare basato sul plutonio ottenuto clandestinamente da combustibile nucleare esaurito stoccato sul territorio del Paese. Specialisti ucraini avrebbero potuto realizzare un simile ordigno nel giro di diversi mesi», ha affermato la fonte, secondo quanto riportato da Ria e RT Russian. Ria ha rincarato la dose aggiungendo che gli Stati Uniti avrebbero trasferito plutonio all’Ucraina (RT DE). Inoltre, i media filocremlini hanno continuato ad affermare che l’Ucraina avrebbe parzialmente distrutto e spostato documenti relativi allo sviluppo di armi nucleari (Ria, Diario Octubre).RT russo e VZ hanno avuto un’idea: gli scontri alla centrale nucleare di Zaporizhzhia potrebbero essere avvenuti perché lì veniva conservata la documentazione pertinente.

Nelle fantasie nucleari filocremlino, il presunto programma di armi nucleari non basta: serve anche una narrazione sull’effettivo uso delle armi nucleari. A tal fine, Lenta, Gazeta, Tsargrad, Regnum e Sputnik sostengono, con amplificazione da parte dell’Ambasciata russa in Spagna, che il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU), insieme a “militanti” del battaglione Azov, stia preparando una provocazione con possibile contaminazione radioattiva nella regione di Kharkiv. Non volendo essere da meno rispetto a una semplice contaminazione, Pravda ha suggerito che la NATO stesse usando l’Ucraina come un cavallo di Troia per un attacco nucleare contro la Russia.

Oltre agli attacchi nucleari in preparazione, in Ucraina si starebbero anche sviluppando armi biologiche.Pubblicando diversi documenti presumibilmente “ufficiali” da parte di dipendenti di presunti laboratori biologici ucraini, l’ecosistema propagandistico del Cremlino (RT Russian, RT DE, Tvzezda, Ria, Ria on Telegram) ha cercato di far intendere che in Ucraina venissero sviluppati componenti di armi biologiche in stretta prossimità del territorio russo.

Il Ministero della Difesa russo ha promosso una narrazione secondo cui Kyiv si sarebbe affrettata a coprire le tracce del suo programma biologico militare finanziato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, come diligentemente riportato da Ria e Pravda. La storia è stata amplificata da account diplomatici su Twitter (MFA, Ambasciata russa in Spagna, Ambasciata russa in Macedonia del Nord). Gli account diplomatici hanno anche promosso un sito web che ospita online i presunti documenti.Inoltre, organi di informazione filocremlino come Pravda, Veterans Today, Anti Spiegel e Journal Neo hanno diffuso il messaggio secondo cui la Russia avrebbe pubblicato documenti che provano che gli Stati Uniti hanno preparato non solo un attacco nucleare contro la Russia, ma anche un attacco con armi biologiche nel Donbas.

Il Ministero degli Affari Esteri cinese e i media ad esso affiliati si sono inoltre inseriti ripescando una vecchia e smentita narrazione complottista filocremlino sui biolaboratori statunitensi in Ucraina e nel resto del mondo. L’articolo ha invitato gli Stati Uniti a divulgare informazioni su e a proteggere i propri laboratori di armi biologiche in Ucraina, che presumibilmente immagazzinano grandi quantità di virus pericolosi, citando dubbie prove russe. La rete televisiva statale cinese CGTN ha collegato i bio-lab statunitensi, che sarebbero presenti in tutto il mondo, a focolai di malattie locali. Nel complesso, i media cinesi controllati dallo Stato si basano nella loro copertura dell’Ucraina per lo più su fonti russe, fornendo così quantomeno un tacito sostegno e un’amplificazione delle narrazioni del Cremlino.

Al di fuori dell’ambito delle armi di distruzione di massa, la Missione russa presso l’ONU a Ginevra continua a essere l’epicentro della campagna di disinformazione #DonbassTragedy, promuovendo contenuti su diverse piattaforme di social media.Dal 1° marzo, gli organi di diffusione della campagna hanno pubblicato video, documenti “ufficiali” e presentazioni Prezi nel tentativo apparente di continuare a diffondere il pretesto del “genocidio”, già smentito, sotto l’ombrello di #DonbassTragedy. Questo contenuto, spesso sgradevole e violento, è stato ulteriormente amplificato da oltre 60 account diplomatici russi su Twitter, Facebook, Instagram e Telegram. La prima occorrenza dell’hashtag è stata osservata sugli account della Missione russa a Ginevra e continua a promuovere questo contenuto tossico.

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