Catene di email e altri strumenti di propaganda nell’Europa centrale e orientale
I messaggi della disinformazione pro-Cremlino possono differire da Paese a Paese, così come gli strumenti e i canali per diffonderla. Ma un aspetto è comune: l’approccio negativo nei confronti dell’UE e della NATO.
Questa è una delle conclusioni del recente studio “Guerra dell’informazione su Internet: contrastare la disinformazione pro-Cremlino nei Paesi dell’Europa centro-orientale” pubblicato dal Centro per le Relazioni Internazionali con sede a Varsavia. Il documento copre lo spazio informativo nella Repubblica Ceca, in Ungheria, Moldavia, Polonia, Slovacchia e Ucraina.
In primo luogo, vengono analizzati i canali utilizzati per diffondere la disinformazione pro-Cremlino in ciascun Paese. Mentre nella Repubblica Ceca sono coinvolti circa 40 siti web, e in Ungheria addirittura da 80 a 100, in Polonia gli autori sottolineano l’uso delle sezioni dei commenti dei mezzi d’informazione.
Tra gli strumenti meno analizzati, ma estremamente influenti, vengono menzionate le catene di email. Sono molto difficili da monitorare, ma si diffondono ampiamente soprattutto tra la popolazione anziana. In questo studio, l’Ungheria è indicata come il Paese in cui questo canale è usato di più. Anche il quotidiano online ceco Aktualne.cz ha menzionato recentemente questo strumento.
“Le élite globaliste hanno pianificato la crisi dei rifugiati”
La seconda sezione di ciascuna parte dello studio relativa ai vari Paesi tratta delle principali narrazioni diffuse dai media orientati alla disinformazione.In alcuni paesi, i messaggi chiave sono adattati al pubblico locale – nella Repubblica Ceca, ad esempio, i canali pro-Cremlino si concentrano su messaggi anti-rifugiati e sull’accusare le “élite globaliste” di pianificare questa cospirazione.
Anche in Polonia, gli organizzatori della campagna di disinformazione devono essere molto ricettivi rispetto alle specificità di un pubblico locale che difficilmente sarebbe persuaso da messaggi più apertamente pro-Cremlino. Pertanto, la propaganda in Polonia si concentra soprattutto sull’indebolire le relazioni tra questo paese e l’Ucraina.
Ma, come leggiamo nello studio, “la disinformazione pro-Cremlino contro l’Ungheria ha prodotto sorprendentemente pochi contenuti adattati specificamente al pubblico ungherese.Si tratta di una differenza importante se paragonata alla Polonia.” E in Moldavia, anche alcuni mass media russi possono avere un successo notevole – il che significa che perfino messaggi assurdi come “la NATO prepara una guerra nucleare con la Russia e la Moldavia sarà uno dei campi di battaglia” vengono diffusi in questo Paese.
Gli autori concludono il loro studio con alcune raccomandazioni, tra cui:
- fornire prodotti di debunking dei miti nelle lingue nazionali, attraverso canali mainstream;
- utilizzare sistemi di allerta per informare funzionari governativi e giornalisti del rischio di disinformazione;
- convocare workshop regolari per i dipendenti pubblici;
- svelare chi c’è dietro i siti web che diffondono disinformazione filocremlino;
- indicare e mettere alla gogna gli autori delle storie di disinformazione;
- sensibilizzare sulla disinformazione filocremlino attraverso i mass media.
Leggi lo studio completo qui.