Figura della settimana: 55%
Tra maggio e luglio 2019, i bot hanno rappresentato uno sconcertante 55% di tutti i messaggi su Twitter in lingua russa riguardanti la presenza della NATO negli Stati baltici e in Polonia, rivela uno studio del NATO Stratcom Centre of Excellence.
Ciò rappresenta un aumento dell’attività dei bot rispetto al secondo trimestre di quest’anno, quando il 47% dei messaggi su Twitter in lingua russa sulla presenza della NATO proveniva dai bot.
Di cosa stanno twittando?
I bot in lingua russa erano particolarmente interessati alle esercitazioni militari della NATO che si sono svolte negli Stati baltici e in Polonia durante questo periodo.
Infatti, secondo il NATO Stratcom Centre of Excellence, che ha studiato l’attività robotica negli ultimi tre anni, esiste uno schema ben preciso: ogni volta che si svolge un’esercitazione militare, la copertura da parte di organi di disinformazione filocremlini viene sistematicamente amplificata da account non autentici.
La rete di disinformazione viene attivata per mettere in evidenza le notizie di Sputnik e spingere le narrazioni più ampie, sostenendo che la NATO cerca di aumentare il confronto con la Russia, usa falsi pretesti per accerchiare la Russia e minaccia la sicurezza globale (vedi anche qui).Allo stesso tempo, i paesi che ospitano esercitazioni militari internazionali vengono rappresentati come militanti e indigenti.
Nel frattempo, i bot in lingua inglese, sebbene meno attivi rispetto all’inizio dell’anno, amplificavano comunque attivamente i messaggi di disinformazione pro-Cremlino sulla decisione degli Stati Uniti di schierare truppe aggiuntive in Polonia. Questa decisione, secondo i media pro-Cremlino, è una provocazione contro la Russia e una violazione di precedenti trattati (in realtà non è né).
Cosa c’è di nuovo nel mondo dei bot?
Lo studio a lungo termine dell’attività dei bot ha inoltre rivelato cambiamenti netti nelle tattiche dei bot su Twitter. Poiché la piattaforma mira a prevenire attività non autentiche, gli attori malevoli adattano il proprio comportamento per evitare di essere individuati.
Nel 2017, la maggioranza dei bot era costituita dai cosiddetti “post-bot”, che condividevano messaggi di testo semplice con titoli di notizie o link. In un solo anno, la proporzione di questo tipo di bot è diminuita, anche se non in modo così marcato come ci si potrebbe aspettare, dato quanto siano primitivi. Oggi rappresentano ancora oltre il 25 per cento dei bot di Twitter in lingua russa.
Negli ultimi due anni, si è inoltre registrato un aumento dei “news-bot” russi.Questo tipo di pubblicazione automatica è in realtà utilizzato da molte testate giornalistiche legittime, i cui account ripubblicano contenuti dai loro siti web. Ma nell’ecosistema della disinformazione, i “news-bot” vengono usati per diffondere contenuti provenienti da siti web marginali o di fake news. L’aumento di questo tipo di bot è probabilmente collegato al fatto che gli account che fingono di essere testate giornalistiche hanno meno probabilità di essere rimossi dalla piattaforma.
A partire dall’estate 2017, il NATO CoE ha anche osservato l’emergere dei “mention-trolls”: account falsi che twittano solo ad altri utenti. Il loro obiettivo è inondare gli account di giornalisti e istituzioni con feedback falsi, rendendo impossibile qualsiasi tipo di discussione significativa.
Poiché le dinamiche del comportamento coordinato e inautentico online stanno cambiando, è più importante che mai rafforzare le nostre capacità di individuarlo. Ecco come:
Qual è il modo migliore per mantenere puliti Facebook/Instagram/Twitter? Ecco alcuni consigli! pic.twitter.com/FBuMJXojTO
— EU Mythbusters (@EUvsDisinfo) 16 dicembre 2018
