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Hai capito tutto male: la Russia è innocente, date sempre la colpa all’Occidente

Timbro rosso
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Secondo fonti pro-Cremlino, questa settimana gli americani dovrebbero essere orgogliosi di aver organizzato con successo le proteste dei «gilet gialli» in Francia e dell’autocéphale in Ucraina. Eppure i media legati al Cremlino affermano anche che gli americani sono sempre più innamorati della Russia e del presidente Putin.

Ma cominciamo da Bruxelles e dall’UE che – secondo i media russi – è un vassallo obbediente di Washington e al momento sta molestando i paesi che desiderano normalizzare le relazioni con la Russia.

E non si dovrebbe scherzare con gli americani, secondo i complottisti pro-Cremlino: guardate cosa è successo in Francia: gli Stati Uniti e il Regno Unito, apprendiamo, hanno organizzato le proteste dei «gilet gialli» per rimuovere il presidente Macron dal potere e, con astuzia, poi hanno accusato la Russia di esserne dietro. Secondo i media pro-Cremlino, cercare prove che la Russia possa essere stata coinvolta nelle proteste dei «gilet gialli» è solo uno stratagemma per coprire questo illecito politico.

Infine, sugli stessi americani: come accennato sopra, fonti pro-Cremlino annunciano un’ondata di ammirazione per la Russia e per il presidente Vladimir Putin negli Stati Uniti.In realtà, però, gli atteggiamenti degli americani nei confronti della Russia sono ora ai livelli peggiori dalla dissoluzione dell’URSS.

Poster con bandiera americana e elenco puntato di affermazioni (Descrizione generata dall'IA)

Russofobia

La vecchia narrazione sull’Occidente come anti-russo è stata nuovamente alimentata questa settimana. Un chiaro esempio questa volta, si è sostenuto, è stata la risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che esorta la Federazione Russa a ritirare le proprie forze militari dalla Crimea e a porre fine all’occupazione lì. Secondo i canali di disinformazione, gli ucraini sarebbero incoraggiati, attraverso questa risoluzione, a commettere “nuovi crimini” e provocazioni in nome delle ambizioni politiche occidentali.

Ci è stato anche comunicato, ancora una volta, che la Russia è stata accusata ingiustamente dell’avvelenamento degli Skripal! Ad alimentare il flusso di “prove” provenienti da canali pro-Cremlino – oltre quaranta false narrazioni finora – abbiamo sentito che il fatto che gli Skripal siano tenuti nascosti alla vista del pubblico è la “prova” che il Regno Unito stesso è colpevole del loro avvelenamento.

No, l’Ucraina non è un aggressore

Secondo i media del Cremlino, l’Ucraina è un aggressore e questa settimana abbiamo appreso che il suo presidente ha dichiarato guerra alla Russia, tramite una nuova legge che consente alle forze armate ucraine di fermare e sparare a vista contro tutte le navi russe nel Mar Nero.Oltretutto, esiste un piano per una provocazione chimica a Mariupol – con l’aiuto di quegli specialisti britannici che avvelenarono gli Skripal, ovviamente.

Complotto

La ciliegina sulla torta della disinformazione è l’inquietante teoria del complotto secondo cui in un laboratorio georgiano ci sarebbero a quanto pare stanze frigorifere, e che lì verrebbero testati materiali pericolosi. Non vogliamo dare idee ai troll del Cremlino, ma pensiamo che ci siano stanze frigorifere nella maggior parte dei laboratori, e anche in parecchie case comuni. Si chiamano dispense. Possiamo solo immaginare che tipo di materiali pericolosi si potrebbero trovare lì.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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