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Invece dei grandi classici, i canali pro-Cremlino continuano a riproporre sempre lo stesso disco rotto

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Per gli spin doctor pro-Cremlino, una catastrofe umanitaria in avvicinamento rappresenta un’opportunità

Se siete stati così sfortunati da seguire da un po’ di tempo la playlist propagandistica del Cremlino, avrete notato che continua a ripetere all’infinito gli stessi vecchi cavalli di battaglia. Invece di sfornare nuovi “successi”, continuano a risuonare gli stessi vecchi cliché, come “Nazi qui, Nazi là, Nazi ovunque”, “Oh, povera Madre Russia, accerchiata e in pericolo”, e “Non è l’uomo nero appostato sotto il tuo letto, è la NATO”.

Se siamo fortunati, ogni tanto ci arriva una compilation, in cui vecchie canzoni vengono riutilizzate in modo nuovo, come la più recente, in cui coronavirus è stato sostituito da uno spauracchio più recente, il vaiolo delle scimmie, originato, non sorprendentemente, da biolaboratori statunitensi in tutto il mondo. In ogni caso, possiamo stare tranquilli: anche se le melodie del Cremlino sono vecchie o riciclate, continuano a martellare messaggi cinici a sostegno della loro agenda politica e della loro visione del mondo.

Invece di un’immensa sofferenza umana, il Cremlino vede un’opportunità di manipolazione

I canali pro-Cremlino e il servizio diplomatico continuano allo stesso modo a spingere narrazioni di disinformazione sulla sicurezza alimentare.La colpa per le imminenti crisi della sicurezza alimentare, causate dall’invasione russa dell’Ucraina che ha destabilizzato i mercati globali dei prodotti alimentari e agricoli, è stata attribuita all’Occidente e alle sanzioni imposte alla Russia.

Un filone di quella messaggistica malevola continua a sostenere che le esportazioni di grano dell’Ucraina, che arrivano a goccia a goccia sui mercati globali attraverso vie alternative, mentre la Russia prosegue il suo blocco marittimo di fatto dei porti ucraini sul Mar Nero, potrebbero essere usate in cambio di armi (vedi anche smentita precedente). Questa affermazione priva di fondamento è stata anche imposta a forza ai membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU da l’ambasciatore russo Nebenzya. La seconda linea del Cremlino, spesso utilizzata e già smentita, suggerisce che le sanzioni, adottate dalla comunità internazionale in risposta all’illegale aggressione militare russa contro l’Ucraina, siano alla base dell’insicurezza alimentare. I media cinesi e i canali dei social media continuano a fare da pappagallo e a propagare le narrazioni distorte del Cremlino.

Melodia incatenata nelle menzogne e nella manipolazione

Resta un dato di fatto: i media filo-Cremlino e i loro accoliti sfruttano cinicamente il tema dell’insicurezza alimentare per deviare qualsiasi responsabilità per le interruzioni dell’approvvigionamento alimentare globale causate dall’invasione russa dell’Ucraina.Inoltre, cercano di demonizzare l’Occidente e l’Ucraina, mentre tentano disperatamente di ripulire l’immagine globale della Russia, permanentemente macchiata dalle ben documentate mostruosità a Bucha e altrove e dalle attività genocidarie compiute da militari russi in Ucraina.

L’ecosistema di propaganda filocremlino non offre al proprio pubblico vecchie glorie nostalgiche, sollevatori di morale “feel-good” o melodie romantiche per far palpitare i cuori. Al contrario, come un disco rotto, continua a ripetere le stesse frasi pensate per manipolare il pubblico, sputando odio, attribuendo colpe, inducendo ansia e panico e cercando di dipingere di bianco ciò che è nero.

Anche nella playlist del Cremlino di questa settimana:

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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