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Lascia che il lupo custodisca le pecore

Pagina web con grande paragrafo in grassetto, loghi FAKECHECK e RT (Descrizione generata dall'IA)
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“In un mondo post-verità, a volte è difficile distinguere tra ciò che è reale e ciò che è fake news”. È così che Russia Today (RT) presenta la sua iniziativa più recente chiamata “FakeCheck“. Secondo RT, che è interamente finanziata dalle autorità russe, il progetto “ti aiuta a separare i fatti dalla finzione e a transitare verso una realtà post-fake”.

Sembra che la popolarità del tema delle “fake news” abbia ormai raggiunto livelli tali che persino quei media che vengono regolarmente accusati di diffondere disinformazione, come Russia Today, iniziano a parlarne. E non sorprende che accusino gli altri di diffonderla. Qual è la logica che sta dietro al fatto che Russia Today, all’improvviso, sia così preoccupata per le fake news?

Uno sguardo più attento alla nuova piattaforma di Russia Today rivela che essa promuove esattamente gli stessi messaggi politici che troviamo nella campagna di disinformazione pro-Cremlino e nella comunicazione politica delle autorità russe. La piattaforma non è né più né meno di un altro strumento, che sembra un media ma che invece presenta, come fatti, note disinformazioni pro-Cremlino e linee di politica.

All’interno di “FakeCheck” di RT, l’utente scorre una serie di immagini e brevi testi che spiegano le presunte fake news. In ogni storia, all’utente viene prima posta una domanda a quiz.Per esempio, dopo aver letto che «I White Helmets avevano un documentario sul loro lavoro che ha vinto gli Academy Awards 2017», agli utenti viene chiesto di rispondere alla domanda: «Che cosa c’è che non va in questa storia?». Vengono fornite tre possibili risposte, una delle quali viene presentata come corretta, ossia che «la reputazione del gruppo è dubbia». In altre parole, la presunta fake news è che non si possa attribuire alcun merito positivo a questa ONG, dato che la Russia la disapprova.

Un’altra storia affronta l’accusa — infondata, dice RT — che i media statali russi abbiano cercato di interferire nella campagna per le elezioni presidenziali francesi. La risposta “corretta” del quiz qui è che «i media russi non attaccano i candidati alle presidenziali francesi». Ma anche in questo caso RT menziona che alcuni utenti francesi di Twitter stavano «elogiando i media russi per aver portato un po’ di equilibrio nella copertura della corsa presidenziale», nonostante il suo desiderio di smentire l’affermazione secondo cui si sarebbe direttamente coinvolta nella politica francese.

Come abbiamo mostrato in precedenza, RT e Sputnik sono ben lontani dal coprire la campagna elettorale francese in termini equilibrati.Gli attacchi ai Caschi Bianchi, l’ONG siriana, da parte delle autorità russe e dei media a esse fedeli non sono nuovi, ma, come abbiamo mostrato, rappresentano una parte centrale della disinformazione filocremlina sulla Siria e di uno scetticismo più generale riguardo al ruolo delle organizzazioni della società civile.

Il fatto che Russia Today crei una piattaforma che sostiene di contrastare la disinformazione solo per continuare a contribuire alla campagna di disinformazione filocremlina conferma semplicemente un dato di fatto ormai ben consolidato: Russia Today non è affatto un media nel senso tradizionale del termine; piuttosto è un canale con un’agenda politica che corrisponde pienamente alla linea delle autorità russe e che non esita a dimenticarsi della verità quando ci invita a «mettere in dubbio di più».

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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