L’Europa secondo i media filocremlino: islamizzazione, censura, guerra, estinzione
Questa settimana abbiamo visto parecchia disinformazione mirata contro l’Europa. Un sito di disinformazione ceco ha scritto che il Consiglio d’Europa avrebbe imposto una regola secondo cui i bambini cechi vengono sottratti alle madri, per privilegiare la comunità LGBT e favorire l’islamizzazione della nazione, alimentando così in un colpo solo due comuni narrazioni anti-occidentali.
Un sito slovacco ha accusato il Consiglio della Stampa tedesco di censurare i media, che sarebbero presumibilmente vietati dal menzionare la religione e l’etnia delle persone nelle loro notizie. In realtà, le regole non vincolanti sono state modificate esattamente al contrario: “Il Consiglio della Stampa tedesco mercoledì ha leggermente allentato le regole relative alla menzione dell’origine religiosa o etnica di un sospetto criminale”, scrive thelocal.de.
Un sito bulgaro ha diffuso il messaggio che la Turchia stia preparando un attacco militare contro la Bulgaria. La Disinformation Review ha riportato oltre una dozzina di casi di presunti attacchi pianificati di questo tipo, nessuno dei quali si è verificato, ma che offuscano le realtà dell’aggressione che ha avuto luogo nel vicinato orientale dell’Europa.
Infine, un sito georgiano ha detto ai propri lettori che l’adesione all’UE avrebbe avuto conseguenze così devastanti per l’Estonia che il paese avrebbe perso 800.000 cittadini. La narrazione di disinformazione filocremlina sullo spopolamento dell’Europa si è già vista in precedenza, prendendo di mira la Scandinavia. La popolazione dell’Estonia è di circa 1,3 milioni.Sospettiamo che, se il paese avesse davvero perso due terzi dei suoi cittadini, qualcuno lì se ne sarebbe potuto accorgere.
Gli accordi di Minsk sono anti-russi. Solo la Russia li rispetta
La campagna di disinformazione contro l’Ucraina continua questa settimana. I principali programmi televisivi russi hanno ripetuto tutti le narrazioni di disinformazione vecchie di tre anni sugli ucraini che sarebbero fascisti e su un presunto genocidio contro i russofoni, e la disinformazione vecchia di quasi due anni secondo cui l’Ucraina sosterrebbe combattenti del Daesh.
Ma anche le campagne diffamatorie hanno bisogno di un po’ di rinnovamento. Così, abbiamo visto anche qualche abbellimento, con i media pro-Cremlino che sostenevano che gli Stati Uniti stessero prendendo di mira l’industria spaziale russa quando “hanno organizzato Maidan in Ucraina” (sic) e che l’Europa abbia sempre fornito all’Ucraina sventura, dolore e morte — nonostante l’UE sia, sia attualmente sia storicamente, il maggiore donatore dell’Ucraina.
È stata trattata anche la recente decisione sulla concorrente russa all’Eurovision. L’Ucraina ha annunciato che, poiché Yulia Samoylova aveva violato la legge ucraina entrando in Crimea dalla Russia, non le sarebbe stato permesso entrare in Ucraina. I media pro-Cremlino hanno trasformato questo in un’affermazione secondo cui l’Ucraina sarebbe contro le persone con disabilità.
Il messaggio secondo cui l’Ungheria annetterà una parte dell’Ucraina è stato ripreso ancora una volta.I media pro-Cremlino ripetono questa disinformazione ogni paio di settimane in una forma o nell’altra (a volte l’Ungheria, a volte la Polonia o la Romania). Ma c’è un solo Paese che, in epoca moderna, ha violato l’integrità territoriale dell’Ucraina, ed è la Russia.
Anche le azioni della stessa Russia hanno avuto una certa copertura sulla TV russa (anche se meno degli eventi al di fuori della Russia): abbiamo sentito nel programma Vremya Pokazhet che è solo la Russia a rispettare gli accordi di Minsk, a differenza, per esempio, dell’UE. Eppure i 28 Stati membri dell’UE hanno recentemente prorogato le sanzioni contro la Russia – proprio perché non sta rispettando gli accordi di Minsk.
La storia mostra una certa incoerenza nella disinformazione pro-Cremlino: due settimane fa, un altro canale orientato alla disinformazione ha sostenuto che gli accordi di Minsk fossero soltanto uno strumento occidentale progettato per impedire alla Russia di adempiere alla sua missione geopolitica. Ma, come abbiamo spiegato in passato, l’obiettivo della disinformazione russa non deve necessariamente essere quello di persuadere il pubblico a credere, bensì di confondere, distorcere, offuscare e minare il concetto stesso di verità (si veda, ad esempio, qui).
Casi di disinformazione segnalati nella settimana precedente