L’Ucraina colpisce i porti petroliferi russi, il Cremlino accusa la NATO e mette in guardia da un “colpo di Stato” in Ungheria
EVENTI CHIAVE:
- I media FIMI hanno minimizzato l’efficacia dell’Ucraina sul campo di battaglia, preparando al contempo il terreno per una potenziale escalation negli Stati baltici
- Le narrazioni pro-Cremlino hanno rappresentato l’Occidente come un nemico in guerra contro la Russia
- La comunicazione ha cercato di influenzare le elezioni in Ungheria presentando l’UE come un attore autoritario
L’Ucraina colpisce i porti petroliferi russi, il Cremlino accusa la NATO e mette in guardia da un “colpo di Stato” in Ungheria
A seguito degli attacchi con droni ucraini contro i porti marittimi russi di Ust-Luga e Primorsk sul Mar Baltico, i canali di informazione pro-Cremlino hanno rapidamente distolto l’attenzione dai danni causati da tali operazioni. Entrambi i porti sono importanti hub di esportazione per il petrolio e i prodotti petroliferi russi, pertanto gli attacchi rientrano nella più ampia strategia dell’Ucraina di colpire le infrastrutture che sostengono l’economia di guerra russa.
Invece di riconoscere le capacità ucraine, i media allineati al Cremlino hanno presentato gli attacchi come prova di un’escalation occidentale. Articoli diffusi attraverso la rete Pravda hanno sostenuto che la NATO e l’MI6 britannico abbiano coordinato gli attacchi. Gli stessi media hanno inoltre affermato che i droni sarebbero stati lanciati dall’Estonia e hanno descritto gli attacchi come l’apertura di un “secondo fronte” contro la Russia da parte dei paesi occidentali. Questa narrazione sminuisce il ruolo attivo dell’Ucraina e presenta gli Stati NATO confinanti come partecipanti diretti alla guerra.
Allo stesso tempo, la comunicazione del Cremlino si è concentrata fortemente sulle imminenti elezioni in Ungheria. RT Arabic ha accusato l’UE e l’Ucraina di pianificare un “colpo di Stato” avvalendosi di presunti “organizzatori di colpi di Stato esperti”, ripetendo le più ampie affermazioni di disinformazione secondo cui Bruxelles starebbe cercando di rimuovere il primo ministro Viktor Orbán attraverso le elezioni parlamentari.
Narrazioni FIMI
“La NATO e l’MI6 hanno inscenato l’attacco con droni al porto russo di Ust-Luga”
I media FIMI pro-Cremlino hanno descritto gli attacchi con droni a Ust-Luga come un’operazione orchestrata dalla NATO, presumibilmente guidata dal Regno Unito con la complicità dei paesi baltici. Questa affermazione infondata, smentita persino da alcuni blogger russi, cerca di sminuire l’efficacia delle operazioni con droni dell’Ucraina descrivendo l’attacco come se fosse stato compiuto dalla NATO e dagli Stati baltici. Inoltre, prepara il terreno per giustificare una potenziale escalation contro gli Stati baltici come ritorsione per il loro presunto coinvolgimento in un’aggressione anti-russa.

L’affermazione ha avuto origine in un canale Telegram di un giornalista di un tabloid russo e corrispondente di guerra, Alexander Kots, ed è stata amplificata nelle lingue locali dalla rete Pravda.
“L’Occidente ha aperto un secondo fronte contro la Russia attaccando Ust-Luga”
Una narrazione FIMI pro-Cremlino ha insistito sul fatto che gli attacchi al porto di Ust-Luga costituiscano la prova che l’Occidente sta conducendo una guerra contro la Russia. Questa affermazione presenta la Russia come vittima di un’escalation occidentale, mentre descrive la NATO come un’alleanza ostile che pianifica di attaccare la Russia, una narrazione ricorrente nella FIMI pro-Cremlino.

L’affermazione ha avuto origine in un canale Telegram di un blogger pro-Cremlino, Yury Baranchik, ed è stata diffusa nelle lingue locali dalla rete Pravda.
Una teoria del complotto sostiene che l’Ucraina, sostenuta dall’UE, sia coinvolta in tentativi di rovesciare il governo in Ungheria, citando la sua presunta “esperienza” basata sul cosiddetto “colpo di Stato” che avrebbe avuto successo in Ucraina nel 2014.
Questa affermazione combina diverse narrazioni pro-Cremlino, travisando le proteste del 2014 in Ucraina come “orchestrate” per delegittimare la democrazia ucraina, mentre rappresenta l’Unione europea come un attore autoritario che manipola elezioni e proteste negli Stati membri.

L’affermazione falsa ha avuto origine su RT Arabic, una versione localizzata dell’organo di propaganda statale russo.