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Regno Unito, l’ultimo obiettivo dei falsi account russi su Twitter

Studio televisiva, uomo cade dalla sedia durante dibattito (Descrizione generata dall'IA)
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Dopo gli Stati Uniti, la Francia, la Germania, i Paesi Bassi e la Spagna, è ora il turno del Regno Unito di lanciare l’allarme sulle interferenze russe.

Il 13 novembre, la premier britannica Theresa May ha accusato la Russia di “cercare di trasformare l’informazione in un’arma” e di utilizzare i suoi organi di informazione controllati dallo Stato per “piazzare notizie false e immagini ritoccate con Photoshop nel tentativo di seminare discordia in Occidente.”

Le azioni della Russia, ha denunciato, “stanno minacciando l’ordine internazionale da cui tutti dipendiamo.”

Il duro discorso di May arriva in un contesto di crescenti preoccupazioni sull’influenza russa nella politica britannica.

Il 15 novembre, il quotidiano Times ha citato i risultati di un nuovo studio che mostra che oltre 156.000 account Twitter con base in Russia avevano twittato in massa sulla Brexit nei giorni che hanno preceduto il referendum del giugno 2016.

Secondo lo studio condotto da data scientist della Swansea University e dell’Università della California, Berkeley, gli account hanno pubblicato più di 45.000 tweet sulla Brexit nelle 48 ore precedenti al voto. La maggior parte dei post invitava i britannici a votare per la Brexit.Gli autori ritengono che i post siano stati visualizzati centinaia di milioni di volte.

Lo stesso giorno, il Times ha pubblicato un articolo separato accusando la Russia di aver preso di mira la fornitura di energia del Regno Unito il giorno delle elezioni.

Solo poche ore dopo la pubblicazione, il capo della cyber-difesa britannica Ciaran Martin ha confermato pubblicamente che la Russia aveva attaccato i settori dei media, delle telecomunicazioni e dell’energia del Paese nel corso dell’ultimo anno.

Sempre questa settimana, i media britannici hanno riferito di un altro studio dell’Università di Edimburgo che ha identificato 419 falsi account Twitter gestiti da una famigerata fabbrica di troll con sede a San Pietroburgo, la Internet Research Agency russa legata al Cremlino. Gli account impersonavano vari personaggi occidentali, come un veterano della Marina statunitense, un repubblicano del Tennessee e un patriota texano.

Tutti gli account hanno twittato complessivamente di Brexit 3.468 volte. Molti di loro hanno anche pubblicato tweet volti ad alimentare il sentimento anti-musulmano nel Regno Unito.

Uno di loro ha pubblicato l’immagine di una giovane donna con un foulard in testa che passava sulla scena dell’attentato terroristico del marzo 2017 al Westminster Bridge di Londra insieme alla didascalia “Donna musulmana non fa caso all’attentato terroristico, passa con noncuranza accanto a un uomo morente mentre controlla il telefono #PrayForLondon #Westminster #BanIslam.”

Il tweet è stato ripubblicato ad es.in Mail Online.

Da allora la donna ha reagito, affermando di essere stata devastata dall’attacco terroristico e di stare affrontando «lo shock di trovare la mia foto tappezzata su tutti i social media da coloro che non riuscivano a guardare oltre il mio abbigliamento, che traggono conclusioni basate sull’odio e sulla xenofobia».

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