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Ritorno all’URSS? La TV russa su referendum e mobilitazione

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Guardare la TV di Stato russa somiglia sempre più a entrare in un mondo parallelo. Più i temi diventano tesi – i referendum, la mobilitazione militare, la situazione sul campo di battaglia – più la copertura diventa unilaterale e più la propaganda suona pesante e rozza. Gli ultimi giorni illustrano una sorta di climax dai giorni immediatamente successivi al 24 febbraio, e poche piattaforme lo mostrano più chiaramente del principale telegiornale serale della domenica sul canale della TV di Stato russa Channel One. È un “compasso del Cremlino” di due ore che dice al pubblico cosa pensare con i suoi lunghi servizi ideologicamente distorti. Altri principali canali televisivi seguono a ruota, come Rossiya 1 e Rossiya 24, ma con diversi talk show politici con conduttori televisivi incendiari.

Domenica 25 settembre – riepilogo di una settimana da ricordare

Ecco il mondo secondo Channel One:

Referendum: in totale 25 minuti sui referendum nelle “Repubbliche Popolari” di Donetsk e Luhansk, nonché nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson: quanto sarà grandioso tutto quando si uniranno alla Russia. Le masse che si precipitano a votare e che vogliono unirsi alla Russia adesso. Questo cosiddetto servizio è costellato di spezzoni di Putin che guida, orienta e assicura che la Russia non può deludere queste regioni né lasciarle in balia dei “neo-nazisti di Kyiv”.La Russia è tenuta a seguire la «volontà del popolo» – secondo le parole di Putin.

A questo punto, perfino lo spettatore più lento dovrebbe aver capito che la scena è pronta per il prossimo giro dell’espansione (cioè dell’annessione illegale), con ogni probabilità nei prossimi giorni.

In seguito, viene mostrata una manifestazione-festival a Mosca con un’angolazione di ripresa sospettosamente limitata, così che non possiamo vedere i numeri forse ridotti di persone nella folla. Il luogo è il fattore importante: davanti alla statua dell’eroe della Seconda guerra mondiale, il maresciallo Žukov, proprio all’ingresso della Piazza Rossa a Mosca: il posto per i veri patrioti.

Nemmeno una sola domanda o riflessione su quali preoccupazioni una tale annessione potrebbe sollevare a Kyiv o a livello internazionale all’ONU o a Pechino.

Mobilitazione: 15 minuti sulla mobilitazione. Uomini patriottici, calmi e ponderati, in fila per essere mobilitati come soldati. Pratiche amministrative ordinate con assicurazioni di stipendi sostanziosi. Così tanti volontari che si fanno avanti. Famiglie fiere che salutano con la mano gli autobus in partenza. Il ministro della Difesa Šojgu che spiega e assicura che ogni dettaglio va bene.Il figlio del leader della Crimea viene mobilitato – in quello che sembra un chiaro contro-racconto rispetto alla notizia del figlio del portavoce del Cremlino Peskov che rifiuta il servizio militare.

10 anni di carcere: Un po’ a rovinare il tono trionfalistico della mobilitazione, l’argomento si chiude sottolineando la nuova legislazione appena approvata: fino a 10 anni di carcere per chi elude la mobilitazione o diserta da un’unità militare.

Nessuna copertura delle numerose proteste contro la mobilitazione in tutta la Russia e dei violenti scontri con la polizia. Nessuna menzione della corsa di massa di uomini in età da servizio militare per lasciare la Russia su una scala senza precedenti negli ultimi anni, con chilometri di lunghe code di veicoli, biciclette, ecc. ai valichi di frontiera. Questa notizia si trova in grande quantità sui canali dei social media ed è l’argomento del giorno in tutte le grandi città russe. Nessuna menzione del licenziamento del viceministro della Difesa Bulgakov, il generale ritenuto responsabile di gran parte dei problemi logistici delle unità russe al fronte.

Eppure la facciata sta iniziando a incrinarsi: già la sera successiva, lunedì, due dei principali propagandisti russi stavano insultando i comandanti militari perché la mobilitazione non stava andando secondo i piani.Un classico del Cremlino: inutili burocrati di medio livello che ostacolano la grandiosa visione del leader.

“L’Ucraina sta venendo sconfitta”: Quasi i successivi 15 minuti sono dedicati al buon morale e ai successi al fronte. Le solite immagini di esplosioni e di alcuni soldati in prima linea in quello che è chiaramente un combattimento ravvicinato, accompagnate dalle parole sicure di un comandante di battaglione. Alcuni prigionieri di guerra ucraini, attualmente detenuti, vengono mostrati in camera mentre dicono di essere trattati bene. Le loro parole non sembrano particolarmente convincenti. Sembra un’altra contro-narrazione contro la marea di segnalazioni di maltrattamenti che emerge dalla Russia, come questo rapporto dell’ONU sui campi russi di filtraggio/detenzione.

Scambio di prigionieri di guerra: In seguito, ben cinque minuti sono dedicati allo scambio storico di prigionieri di guerra di questa settimana. L’attenzione è esclusivamente sui 55 soldati russi rilasciati dall’Ucraina. Solo elogi alle autorità russe per aver mostrato premura per gli uomini. Gli uomini vengono mostrati felici mentre arrivano a Mosca (in condizioni molto migliori rispetto a quei soldati ucraini che difendevano l’Azovstal e che vengono rilasciati dalla Russia con immagini scioccanti).

Nessun accenno al fatto che siano stati rilasciati soldati ucraini del battaglione Azov, cosa che ha antagonizzato nazionalisti russi della linea dura come l’ex comandante a Donetsk Igor Girkin sui social media.Questa sembra essere la prima volta in cui l’opportunità di gridare “Nazi” nei media statali russi è stata sacrificata in favore del messaggio attualmente più importante per il pubblico russo sottoposto alla mobilitazione: se cadete prigionieri di guerra/[operazione speciale], state certi che madre Russia vi riporterà a casa.

L’Occidente è in declino – ma ancora pericoloso: I prossimi 25 minuti offrono un mix di clip, spot e servizi che rappresentano temi classici del manuale mediatico del Cremlino:

– Gli Stati Uniti sono la mente che controlla l’UE, l’Ucraina e una schiera di altri Paesi che hanno perso la sovranità. Si schierano dietro i piani della NATO per attaccare la Russia proprio come Hitler e i nazisti, ora in modo più sinistro con gruppi di guerriglia preparatori all’interno della Russia (messaggio allo spettatore: attenzione alla quinta colonna).

-La Russia è una strenua difensora dell’ordine mondiale e protettrice dei poveri, mentre l’Europa è vicina al collasso. Washington sta cercando di smantellare il sistema dell’ONU ma la Russia è sostenuta dalla Cina. L’Occidente, inclusa l’UE, sta fabbricando una crisi di insicurezza alimentare globale – come sottolineato da Putin ai nuovi ambasciatori stranieri ricevuti al Cremlino.La maggior parte di essi proviene da paesi al di fuori dell’Europa.

-L’Occidente, deriso come “il vecchio mondo”, è sull’orlo del collasso economico a causa della propria politica di sanzioni, con leader incompetenti e ridicoli – vedi il nostro resoconto della “hahaganda” del Cremlino. Manifestazioni diffuse tormentano gran parte dell’UE, dove viene staccata l’elettricità e le persone muoiono di fame. La storia è contrapposta a un breve servizio sulla proposta di bilancio del governo russo per il 2023: tutto ok, ci saranno fondi disponibili per coprire tutti gli obblighi sociali. Il messaggio è un classico del Cremlino: tu, spettatore, devi essere grato di vivere nella Russia stabile e non nell’Europa tumultuosa, privata di valori morali e materiali.

Il finale: la Polonia Tra i capri espiatori preferiti del Cremlino c’è la Polonia. Il nostro database presenta più di 1.100 esempi di disinformazione legata alla Polonia. Questa volta l’occasione è come riscaldamento in vista delle elezioni polacche del prossimo anno e della discussione sull’incidente dell’aprile 2010 dell’aereo presidenziale polacco vicino a Smolensk, che uccise 96 tra i più alti rappresentanti del paese. Per quasi 10 minuti, la Polonia viene dipinta come vendicativa nei confronti della Russia, desiderosa di ospitare armi nucleari statunitensi e con tutti i principali politici intenti ad alimentare la russofobia.Seguito da un promemoria su chi avesse ragione nella storia: resoconti e scoperte molto visivi dei resti di eroi della battaglia di Leningrado nella Seconda guerra mondiale.

TV – Ritorno all’URSS?

Gli spettatori navigati della televisione durante la tarda Unione Sovietica noteranno un parallelo sorprendente con la TV russa di questi giorni. Come 30 anni fa ma ora in formato HD, la stessa impostazione dei servizi, il modo in cui vengono condotti i vox pop e la centralità di donne, pensionati e bambini, oltre a lavoratori patriottici. I grandi e saggi leader, guidati non dal Segretario Generale del Partito Comunista ma da Putin. I giornalisti, che tengono il microfono ai leader, omettono anche la più elementare domanda giornalistica. La forte enfasi sulla Seconda guerra mondiale con filmati crudi di sofferenza. L’Occidente; USA, NATO, UE sulla via del collasso – ma stranamente ancora onnipotente, che rappresenta una minaccia e prepara la guerra non contro l’URSS, ma contro la Russia.Il pericolo sempre imminente dei nemici interni, dei quintecolonnisti e dei traditori della società, nei confronti dei quali i cittadini russi devono restare vigili.

Meglio mettere al sicuro la madrepatria con più territorio, mentre ci si prepara alla difesa.

Il vero costo di tutto l’avventurismo militare del regime è una Russia isolata a livello internazionale e in perdita di prestigio, sanzionata dalla maggior parte del mondo democratico, con i suoi cittadini sostanzialmente privati del diritto alla libertà di parola e alla libertà di movimento e, invece, costretti alla guerra.

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