“Traditori della patria in TV nazionale”
Nel corso dell’ultimo mese, i canali televisivi nazionali russi controllati dallo Stato hanno trasmesso una serie di cosiddetti “documentari”, tutti accomunati dal presentare in luce negativa i leader dell’opposizione russa, principalmente mettendo in evidenza il loro coinvolgimento in quelle che vengono descritte come operazioni guidate dall’Occidente, talvolta clandestine.
Un’UE e gli USA alla guida di una “guerra dell’informazione”
Uno di questi documentari, intitolato “La guerra dell’informazione contro la Russia”, è andato in onda il 30 marzo sul canale televisivo nazionale di proprietà statale Rossiya.
Il programma era inserito nel popolare talk show “Special Correspondent”, trasmesso ogni settimana da “Rossiya”, e presentava una raccolta di storie differenti che tutte convergevanonell’affermazione secondo cui la Russia sarebbe il bersaglio di una “guerra dell’informazione” guidata da UE e USA.
Ad esempio, il programma ha mostrato come alcuni politici dell’opposizione russa siano comparsi in recenti audizioni sul tema della Russia e della propaganda mediatica al Parlamento europeo e presso l’OSCE a Vienna, dove hanno espresso opinioni critiche nei confronti del governo russo.
Molte delle registrazioni, persino quelle provenienti da audizioni pubbliche, erano deliberatamente sfocate e con una qualità audio scadente; un tentativo di far apparire gli eventi dubbi e segreti.
Tra i numerosi aspetti di ciò che il programma ha etichettato come “guerra dell’informazione”, ha trovato il tempo di menzionare la Disinformation Review dell’East Stratcom, che [guarda dal 29.05]è stato presentato come «il manuale di istruzioni dell’UE», che fornirebbe visioni politiche «corrette» all’opposizione russa.
Navalny e il servizio di sicurezza britannico
L’ultimo esempio di questo genere è una produzione trasmessa questo mercoledì (13 aprile), anche su Rossiya e, di nuovo, inserita nel talk show «Special Correspondent» di Evgeny Popov.
Questa volta l’attenzione è stata spostata dai media alla presunta cooperazione segreta tra il noto leader dell’opposizione Alexey Navalny e il servizio di sicurezza britannico, l’MI6.
Tuttavia, già prima che l’intero programma fosse trasmesso, i media critici russi, tra cui The Insider, hanno analizzato il materiale della produzione che era già stato reso disponibile e hanno mostrato che i documenti e le lettere, che il documentario sosteneva fossero stati scritti da madrelingua dell’inglese britannico e americano, contenevano errori tipici dei madrelingua russi.Per un’analisi di alcuni esempi, si veda anche questo articolo della BBC.
L’opposizione è una minaccia alla sicurezza nazionale
Con le elezioni della Duma di settembre che sembrano profilarsi all’orizzonte, questi documentari inviano un messaggio chiaro agli elettori russi: l’opposizione al Governo e alle sue politiche è il risultato dell’interferenza di Stati stranieri e quindi una minaccia fondamentale alla sicurezza nazionale.
Il messaggio spesso fa ripetutamente riferimento alla narrazione fondamentale su una presunta cospirazione guidata dagli Stati Uniti, che mina l’obiettivo strategico della continuità politica. Inoltre, la narrazione è in linea con l’identificazione da parte di Putin di quelli che egli ha definito “traditori nazionali” nel suo spesso citato discorso in occasione dell’annessione della Crimea del marzo 2014.