Un’altra sfumatura di odio
La disinformazione, accompagnata da discorsi d’odio, continua a riversarsi dai media controllati dallo Stato russo. Questa settimana ne abbiamo vista un’altra variante: in un apparente sforzo di denigrare le forze armate ucraine, il principale propagandista del Cremlino, sanzionato dall’UE, Dmitry Kiselyov, è ricorso all’omofobia.
Nel suo programma della domenica sera, il sig. Kiselyov ha mandato in onda filmati che presumibilmente mostravano l’interrogatorio di un soldato ucraino catturato, che si è riferito a sé stesso in modo denigratorio (usando un vocabolario che denigra le persone LGBTQI+ nella lingua russa) e ha detto che il suo comandante “lo aveva arrostito sotto la coda”. Il sig. Kiselyov ha inoltre suggerito che l’Ucraina stesse mettendo in mostra le proprie truppe LGBT per proiettare un’immagine europea e celare il nazismo: “che tipo di nazismo, se abbiamo gay tra le nostre truppe”?
Questo è ben lontano dall’essere un episodio isolato, quando gli spin-doctor del Cremlino ricorrono a denigrare la comunità LGBTQI+ per fini politici. In effetti, omo- e transfobia sono ingredienti chiave della disinformazione filocremlino, in particolare rivolta al pubblico interno di lingua russa.Spesso, le narrazioni omofobe sono confezionate in un involucro “haha-ganda” e presentate al pubblico russo come una battuta da iniziati a spese dell’Occidente depravato e “effeminato”.
Gli esempi sono molti: i media filocremlino hanno usato tropi omofobi per mobilitare gli elettori russi (vota, o i gay ti porteranno via i figli!), hanno suggerito che le coppie gay potessero in realtà comprare bambini a una fiera a Bruxelles, hanno sostenuto che il matrimonio gay potesse essere una causa della pandemia di coronavirus e che gli aiuti occidentali arrivassero con richieste di gay pride.
Per quanto tali affermazioni possano sembrare assurde e ridicole dal punto di vista di un esterno, per il pubblico interno, stretto in una morsa di censura e disinformazione, tracciano una linea di frattura inespugnabile tra vizio e virtù, tra la Russia e il resto.
Si veda, per esempio, un titolo recente sui media filocremlino, che sostiene che Kyiv abbia inviato “gay-nazisti” a combattere i russi al fronte.Il messaggio in sé è stato una grossolana interpretazione errata dei resoconti dei media internazionali sui soldati LGBTQ nelle forze armate ucraine che difendono il loro Paese contro l’invasione russa.

Nel contesto attuale, la torsione omofoba del trope di disinformazione “Ucraina nazista” è particolarmente sinistra, poiché presenta l’Ucraina e il popolo ucraino come simboli di tutto ciò che è depravato e che, pertanto, deve essere distrutto.
Un caso emblematico: commenti recenti del capo dell’agenzia spaziale russa, Dmitry Rogozin, sanzionato dall’UE, che ha definito l’Ucraina una minaccia esistenziale per il popolo russo, la storia, la lingua e la civiltà russa, e ha invocato di “porre fine a loro”.
Polonia – il villain definitivo del Cremlino
L’ecosistema di disinformazione del Cremlino è vasto e comprende non solo media filocremlini, account sui social media e siti web proxy, ma anche i funzionari del Cremlino. Il capo del servizio d’intelligence estera russo potrebbe figurare tra i propagandisti più consumati della TV russa. Alla fine dello scorso anno, il signor Naryshkin ha affermato che l’Ucraina incarnava l’“anti-Russia” e stava uccidendo civili nel Donbas.Questi messaggi di disinformazione, diffusi ampiamente attraverso l’ecosistema di disinformazione filocremlino, hanno costituito la base dei tentativi del Cremlino di giustificare la sua brutale invasione dell’Ucraina.
Più recentemente, il signor Naryshkin ha avanzato una sconcertante accusa secondo cui l’Ucraina stava considerando di cedere la propria sovranità alla Polonia. Le affermazioni del signor Naryshkin sono state pubblicate su molteplici organi di informazione russi controllati dallo Stato e poi amplificate da almeno 749 siti web in lingua russa e 15 in lingua inglese, nonché dalla versione giapponese di Sputnik. Un articolo di RIA Novosti che ripeteva le stesse affermazioni è stato visualizzato almeno 400 mila volte.
Il fatto che la disinformazione filocremlino abbia scelto la Polonia come “cattivo” in questa storia non è un caso. Da tempo, i media russi controllati dallo Stato si dedicano a narrazioni di revisionismo storico e cercano di dipingere la Polonia come uno Stato ostile con ambizioni imperiali. La Polonia viene regolarmente accusata di cercare di “strappare terre dell’Ucraina occidentale”, cancellare i confini ucraini e minacciare l’integrità territoriale dell’Ucraina.
Il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha anche attaccato la Polonia di nuovo, sostenendo che la Polonia sta attivamente occupando territorio ucraino e ostacolando i colloqui di pace; affermazioni simili sono state avanzate da un membro del comitato della Duma di Stato, Dmitry Belik.
Questa è l’ultima aggiunta a una lunga serie di messaggi di disinformazione volti a minare l’incrollabile sostegno della Polonia all’Ucraina, seminare divisioni tra ucraini e polacchi e distogliere l’attenzione dal fatto che la Russia è l’unico Stato al mondo che viola la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina dal 2014.
Sempre questa settimana:
- I messaggi di disinformazione volti a scaricare la responsabilità della Russia per la crisi alimentare globale continuano.
- La disinformazione filo-Cremlino prende di mira la Corte europea dei diritti dell’uomo. La Corte ha appena stabilito che la “legge sugli agenti stranieri” della Russia costituisce una palese violazione della libertà di associazione e di espressione.