Accordo di Samoa: nessuna condizione dell’UE per la Nigeria sui diritti LGBTIQ+
Il 15 novembre 2023, l’UE e 77 nazioni africane, caraibiche e del Pacifico hanno firmato l’Accordo di Samoa, un partenariato globale che offre 150 miliardi di euro in investimenti per i trasporti, l’energia e l’istruzione in Africa.
L’accordo include una clausola sul non discriminare nessuno in base al proprio orientamento sessuale. Alcune voci in Nigeria hanno espresso timori sul fatto che potrebbe entrare in conflitto con la legge del 2014 sul Matrimonio tra persone dello stesso sesso (Divieto), che vieta le relazioni tra persone dello stesso sesso, le cerimonie matrimoniali e la relativa attività di advocacy, con pene fino a 14 anni di carcere.
Verità vs. favola
Il governo nigeriano ha deciso che l’Accordo di Samoa non contravviene né viola alcuna legge nazionale. Tuttavia, dopo che la Nigeria lo ha firmato il 28 giugno 2024, alcuni organi di stampa nigeriani hanno erroneamente affermato che i finanziamenti dell’UE in Nigeria dipenderebbero dal sostegno del paese alle relazioni tra persone dello stesso sesso, in violazione delle leggi del paese che le vietano. In realtà, i documenti dell’UE non menzionano finanziamenti speciali per la Nigeria né includono condizioni legate ai diritti LGBTIQ+.
Gruppi legati al Cremlino utilizzano frequentemente temi basati sull’identità come i diritti LGBTIQ+ per seminare divisioni nelle società e indebolire la fiducia nelle istituzioni democratiche.Queste storie possono servire interessi stranieri, ma danneggiano anche le comunità vulnerabili mettendole a tacere e isolandole. In Nigeria, le persone LGBTIQ+ già stigmatizzate hanno dovuto sopportare un’impennata di ostilità, alimentata dalla disinformazione riguardo all’Accordo di Samoa.
Gli sforzi di disinformazione russi nel Paese spesso si allineano con la prevalente opposizione religiosa e culturale ai diritti LGBTIQ+, posizionando la Russia come alleata morale contro ciò che i propagandisti filorussi chiamano il “cavallo di Troia europeo dei diritti LGBTIQ+”.
Tattiche di diversione in atto
Alcune voci africane descrivono l’omosessualità come un’idea e un’importazione occidentale, usando questa narrazione per consolidare sostegno politico o sociale. Sfruttare i pregiudizi contro le persone LGBTIQ+ distoglie anche l’attenzione da questioni come la corruzione e le difficoltà economiche. Spesso presentano i diritti LGBTIQ+ come un imperialismo culturale straniero che minaccia le tradizioni africane. Purtroppo, alcune voci hanno erroneamente incolpato le persone LGBTIQ+ per malattie come l’HIV, il MPOX o il COVID-19. Questo tipo di affermazioni crea paura e allontana le persone, quando ciò di cui c’è davvero bisogno è sostegno e unità.
Ma la storia racconta un’altra storia. Prima del colonialismo, molte società africane avevano concezioni diverse di genere e sessualità. Alcune culture accettavano persino le relazioni tra persone dello stesso sesso e riconoscevano identità non binarie.In effetti, spesso furono le ex potenze coloniali europee a introdurre leggi e atteggiamenti culturali omofobi, molti dei quali persistono ancora oggi.
L’UE ha cercato di rimediare a queste ingiustizie storiche. Tuttavia, gli sforzi per contrastare la discriminazione sono impossibili senza la partecipazione degli africani e dei loro governi. La vera forza sta nel modo in cui le comunità africane, i giovani e i loro leader scelgono di parlare degli atteggiamenti nei confronti delle persone LGBTIQ+ – con parole proprie, alle proprie condizioni e con la verità in mano.