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Analisi della disinformazione nei Balcani occidentali: la mancanza di fonti indica una potenziale disinformazione

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Una caratteristica chiave delle notizie volte a disinformare è che molto spesso vengono pubblicate senza citare alcuna fonte, oltre ad avere un tono fazioso o soggettivo. Nei Balcani occidentali, il maggior numero di articoli di notizie senza fonti è stato riscontrato in Serbia, mentre i pezzi giornalistici che citavano “fonti anonime” erano più comuni nell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia. Questi sono alcuni dei risultati di un progetto regionale di monitoraggio della durata di un mese condotto dall’associazione civica CRTA con sede a Belgrado.

Un’analisi regionale della copertura mediatica nei Balcani occidentali, realizzata dal Centro per la Ricerca, la Trasparenza e la Responsabilità (CRTA) con sede a Belgrado, nel periodo dal 14 maggio al 10 giugno, ha mostrato che circa un terzo delle notizie dei media sugli attori internazionali in Serbia non menzionava alcuna fonte, creando così una base per una potenziale disinformazione. E la maggior parte di esse presentava posizioni filorusse e anti-statunitensi.

Nel monitoraggio dei principali media in quattro Paesi (Serbia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina e l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia), CRTA si è concentrata sulla rappresentazione degli attori internazionali (UE, USA, Russia e NATO). Come primo indicatore di disinformazione hanno considerato gli articoli che contenevano informazioni senza menzionare le fonti.Il monitoraggio ha mostrato che i media serbi erano in testa con il 33% di tali articoli/notizie, mentre il maggior numero di articoli (43%) con fonti non nominate è stato riscontrato nei media dell’ex Repubblica Jugoslava di Macedonia.

Ulteriori ricerche hanno mostrato che, in Serbia, tra i contenuti informativi che non citavano fonti, il tono dominante era filorusso e anti-USA. In Bosnia-Erzegovina (BiH), la maggior parte di tali contenuti era anti-USA e pro-UE. Solo in Montenegro e nell’ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, nel periodo analizzato, è stato rilevato un certo contenuto mediatico pro-USA, rispettivamente pari al 31% e al 26%.

In generale, mentre la presenza di commenti pro-UE e di contenuti informativi neutrali rispetto all’UE variava dal 19 al 25% in BiH, FYROM e Montenegro, CRTA ha evidenziato che in Serbia dominavano i contenuti informativi neutrali rispetto all’UE (27%). La copertura pro-UE è significativamente più bassa rispetto agli altri paesi della regione ed è quasi pari ai contenuti filorussi (14%).

Per quanto riguarda i principali temi affrontati nei contenuti mediatici sugli attori internazionali, la ricerca ha rilevato che la politica è il tema principale in tutti i paesi esaminati.Questo è seguito o dai militari (Montenegro, FYROM), o dall’economia (BiH), o dal Kosovo (Serbia).

“Per poter contrastare in modo efficiente la disinformazione, è necessario che i media e i giornalisti verifichino due volte i dati e le loro fonti invece di limitarsi a trasmettere informazioni”, ha dichiarato Vukosava Crnjanski, Direttrice di CRTA, alla presentazione del rapporto il 28 giugno a Belgrado. “Inoltre, i decisori e le istituzioni dovrebbero avviare programmi di alfabetizzazione mediatica, e i cittadini stessi dovrebbero leggere le notizie e controllare le fonti prima di condividerle sui social media.”

Trova il rapporto completo in lingua serba qui.

Ulteriori letture sulla disinformazione pro-Cremlino nei Balcani occidentali:

Influenza russa in Montenegro: disinformazione, minacce e tentativo di cambio di regime

Il mondo in bianco e nero

Un’immagine, 4 x disinformazione sui migranti

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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