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Ben fatto, ragazzi, continuate così!

Folla di spettatori nello stadio, alcuni in piedi e gesticolano (Descrizione generata dall'IA)
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La partita di calcio Russia-Inghilterra dell’11 giugno sarà ricordata per qualcosa di diverso dal semplice spirito combattivo della squadra russa.

I riflettori erano puntati sulla violenza e su “scene di caos” quando decine di hooligan russi si sono lanciati in una sezione piena di tifosi inglesi dopo il fischio finale, “lanciando oggetti, strappando bandiere e picchiando chiunque rimanesse sulla loro strada”.

Hooligan ben addestrati o mancanza di sicurezza?
Mentre le autorità di Marsiglia confermavano che un gruppo di hooligan russi “ben addestrati”, con il deliberato intento di creare disordini, era “preparato ad azioni ultra-rapide, ultra-violente”, i funzionari russi hanno fornito una versione diversa degli eventi.

Maxim Motin, un deputato della Duma della città di Mosca, per esempio ha attribuito gli incidenti all’impreparazione delle autorità francesi e a un’organizzazione insoddisfacente nello stadio: “Credetemi, se fosse stata una partita Spartak-CSKA sarebbe stato tutto molto più spaventoso con un livello di sicurezza così basso come quello che c’è in Francia”.

Uomo con maglietta Russia che saluta tra seggiolini bianchi vuoti (Descrizione generata dall'IA)

“I ragazzi hanno difeso l’onore del loro Paese”
Il massimo dirigente del calcio russo Igor Lebedev non solo ha minimizzato la violenza, ma ha elogiato i tifosi per le loro azioni: “Non vedo nulla di male nel fatto che i tifosi si picchino.Proprio il contrario, ben fatto ragazzi, continuate così” – ha twittato.

In una intervista rilasciata a life.ru, Lebedev ha ulteriormente spiegato il comportamento dei tifosi russi: “I ragazzi hanno difeso l’onore del loro Paese e non hanno permesso ai tifosi inglesi di profanare la nostra madrepatria. Dovremmo perdonare e comprendere i nostri tifosi”.

Vladimir Markin, un alto funzionario del Comitato Investigativo della Russia ha respinto l’accusa secondo cui i tifosi russi fossero combattenti temprati: “Loro [gli europei] si sorprendono quando vedono un vero uomo che sembra come un uomo dovrebbe. Sono abituati soltanto a vedere ‘uomini’ alle parate gay”.

Ciononostante, i commenti radicali da parte di funzionari del calcio russo non sono un fenomeno nuovo.

Alexander Shprygin, fondatore dell’Unione dei Sostenitori Russi e membro della delegazione ufficiale della Federazione Calcistica Russa a Euro 2016, recentemente ha preteso di voler “vedere solo volti slavi nella nazionale russa” e ha sostenuto che ci fosse “qualcosa che non andava” in una foto della squadra francese perché conteneva “moltissimi” volti neri.Il signor Shprygin è stato ora espulso dalla Francia.

Meduza riferisce che il noto commentatore sportivo russo Vladimir Stognienko è stato zittito in diretta su Rossiya 1 TV dopo aver corretto il conduttore del talk show, il quale aveva sostenuto che i tifosi britannici avessero avviato la rissa e messo in scena provocazioni.

Stognienko ha detto che in realtà era l’opposto. La moglie del calciatore russo Pavel Pogrebnyak ha detto a Stognienko: “Ma fai davvero il tifo per la Russia? Non è così che dovresti sostenere la nazionale”, il che ha suscitato un giro di applausi.Stognienko ha risposto di sostenere la squadra russa «più di chiunque altro, ma se c’è un problema, dovremmo parlare di questo problema».

In un editoriale pubblicato nella versione russa della rivista Forbes, il giornalista Sergey Medvedev interpreta questi eventi e il linguaggio che li circonda nei media russi attraverso la lente del comportamento della Russia sulla scena internazionale.

Secondo l’autore, «i tifosi [russi] a Marsiglia rappresentano adeguatamente le politiche ufficiali [della Russia] e la coscienza di massa in Russia dopo la Crimea».

«Il tipo di guerra ibrida che è attualmente così popolare»
L’autore vede una differenza tra il linguaggio che circonda i tifosi russi e quelli, dalla cattiva reputazione, inglesi: «Se in Inghilterra dopo tali scandali i tifosi vengono unanimemente condannati dalla società e dai politici, nella Russia di oggi gli hooligan calcistici appaiono quasi come eroi nazionali».

Conclude che gli hooligan calcistici russi sono impegnati in «quel tipo di guerra ibrida che è attualmente così popolare nella propaganda [russa]», paragonando gli eventi in Francia all’«Ucraina [dove la Russia non] conduce una guerra aperta, ma delega questo a un gruppo ben addestrato di combattenti […] e in Europa, [dove la Russia] punta sul populismo, sul separatismo e sulla divisione dell’UE».

(Immagini: Radio Free Europe, ABC.Com)

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