Dal Cremlino senza amore
È stata una settimana intensa per i media filo-Cremlino: oltre a respingere provocazioni immaginarie “anglosassoni” e a svelare malvagi complotti globalisti che coinvolgerebbero il Papa, hanno dovuto fare i conti con problemi più vicini a casa.
Dopo la brutale repressione delle proteste in Russia a sostegno dell’oppositore incarcerato Alexei Navalny, il suo team ha invitato i russi a partecipare a una protesta silenziosa: sventolare le torce fuori dalle loro case e condividere immagini sui social media con il messaggio “l’amore è più forte della paura”.
I media filo-Cremlino, però, non hanno colto il messaggio. Un ampio servizio sul canale televisivo russo controllato dallo Stato Rossiya 1 è stato dedicato ad avvertire le persone delle sinistre tecnologie delle torce che, secondo presunte istruzioni dei paesi NATO, vengono utilizzate per alimentare sentimenti anti-governativi. Secondo la TV russa, le “tecnologie” delle torce (cioè, letteralmente, persone che sventolano torce) erano state applicate in precedenza a Minsk, Biškek, Hong Kong e Kyiv – tutti luoghi in cui i media filo-Cremlino hanno visto il fantasma delle rivoluzioni colorate “istigate dall’Occidente”.Seguendo questa logica, questo concerto dei Metallica a Mosca nel 2019 deve essere stato l’atto definitivo di sovversione – migliaia di persone che agitavano le loro torce in aria e cantavano in coro canzoni “anglosassoni”.
Dedicando così tanto tempo e impegno (e denaro) a trovare somiglianze tra le folle a Mosca, Hong Kong e Bishkek e presentarle come “prova” che americani ed europei hanno orchestrato proteste in tutto il mondo, i media filocremlino ignorano l’unica cosa che davvero unisce queste persone: il loro coraggio di protestare contro la corruzione, la limitazione delle libertà e dei diritti civici.
Un pesce marcisce dalla testa
Invece di reagire al malcontento popolare, la disinformazione filocremlino segue il sentiero già battuto e lo attribuisce a “nemici” esterni. I diplomatici europei interferivano negli affari russi! (No, non lo facevano: monitorare le proteste pubbliche è perfettamente compatibile con i doveri diplomatici). I servizi segreti tedeschi hanno aiutato Alexei Navalny! (No, non lo hanno fatto: i documenti della Stasi che Navalny ha usato per la sua indagine sulla corruzione governativa sono ampiamente accessibili). La Finlandia sta tentando di destabilizzare la Russia! (Una visita del Ministro degli Affari Esteri della Finlandia a St.Pietroburgo non è certo un “tentativo” di destabilizzazione.)
Queste e simili affermazioni non sono più appannaggio esclusivo di opinionisti filocremlini che si urlano contro sui canali TV controllati dallo Stato. Ora arrivano da alti funzionari del Cremlino e dai loro account Facebook e risuonano in tutto l’ecosistema della disinformazione.
Prendiamo, per esempio, un editoriale pubblicato dall’agenzia di stampa statale russa RIA Novosti che, in piena coerenza con la linea ufficiale del Cremlino, accusa l’Europa di spingere le relazioni con la Russia in un vicolo cieco solo per poi pentirsene. Il testo è stato rapidamente ripubblicato dagli Sputnik di tutto il mondo: in Lettonia, Lituania, Bielorussia, Georgia, Armenia, persino Uzbekistan! Un passaggio particolarmente interessante del testo, che sostiene che “l’Europa ha disperatamente bisogno di due cose dalla Russia: Nord Stream 2 e Sputnik V”, ha trovato spazio in molteplici blog e siti web in lingua russa. Sotto le mentite spoglie di autori diversi, tali canali ripetono i titoli su “l’Europa in un vicolo cieco”, mirando a creare l’illusione che questa sia una visione ampiamente condivisa dai media.Per i media pro-Cremlino, la tecnica del riciclaggio dell’informazione è un regalo che continua a dare.
I media pro-Cremlino ripetono spesso affermazioni secondo cui l’Occidente cerca di eliminare la Russia come attore geopolitico, che l’UE è sempre bramosa di conflitti e guerre, e persino che l’Europa è alla ricerca di “scuse” per imporre nuove sanzioni alla Russia. Tali dichiarazioni mirano a distogliere l’attenzione dalle politiche del Cremlino e dalle loro conseguenze. Ma una menzogna, ripetuta cento volte, anche al massimo livello politico, resta… una menzogna.

Sputnik V e socialismo rivoluzionario
I vaccini contro il COVID-19 sono al centro dell’attenzione in questi giorni e i media pro-Cremlino non fanno eccezione. Nel suo tentativo di promuovere il vaccino Sputnik V presso il pubblico globale, questa settimana i media pro-Cremlino hanno evocato i ricordi del socialismo rivoluzionario, il “dono” dell’URSS all’umanità, che, secondo l’edizione polacca di Sputnik, rispondeva ai bisogni vitali dei popoli oppressi in tutto il mondo (per non parlare dei milioni uccisi e imprigionati in nome del socialismo).Oggi, dice Sputnik, la Russia offre un dono simile, sebbene un po’ più modesto: una piccola siringa con un ago.
Sputnik V, insieme ad altri vaccini contro il COVID-19, potrebbe far parte di meravigliosi risultati scientifici, che potrebbero aiutare a superare la pandemia globale*. Purtroppo, la disinformazione pro-Cremlino usa la vaccinazione e Sputnik V come un tema divisivo per minare altri produttori di vaccini, gonfiare narrazioni della superiorità della Russia, seminare sfiducia tra l’Europa e i suoi vicini, e evocare sempre più minacce “russofobe”.
Con il suo vaccino come con le sue politiche estere, il Cremlino pretende di essere amato, senza dare amore in cambio.
*Al momento della pubblicazione di questo testo, i produttori del vaccino Sputnik V non hanno presentato una richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio all’Agenzia europea per i medicinali (EMA). Un’autorizzazione dell’EMA è necessaria affinché qualsiasi vaccino o medicinale possa essere commercializzato nell’UE. Poiché i vaccini Sputnik V non sono prodotti in Europa, sarebbe inoltre necessario un processo di ispezione dei siti di produzione per garantire una produzione stabile e di alta qualità. Vedere le osservazioni del Presidente della Commissione europea che commenta questo aspetto più in dettaglio qui (a partire da 28:45).
