Fallo di nuovo
Come riportato recentemente, la Russia ha militarizzato le proprie operazioni informative con un’unità speciale che lavora con la “guerra cibernetica e la ‘contropropaganda’” – i massimi funzionari russi sono chiari nel ritenere che informazione e media siano armi.
Questa settimana, The Moscow Times ha rivelato alcuni estratti da una ristampa non autorizzata del manuale dei servizi d’intelligence militare russi (GRU) sulla guerra psicologica, che possono fare un po’ di luce sui metodi utilizzati. Il giornale ha intervistato un ex ufficiale russo il cui ruolo era supervisionare le operazioni psicologiche contro le truppe e i civili della NATO in caso di un conflitto tra Russia e NATO.
Nella pubblicazione vengono delineati metodi diversi per diversi membri della NATO, sulla base di un’analisi delle caratteristiche di ciascuna nazionalità. Scopriamo che i tedeschi hanno un modo di pensare “astratto-logico”, ma “preferiscono fatti e calcoli chiaramente argomentati”. Allo stesso tempo, “francesi e americani amano le immagini. Anche i tedeschi amano le immagini, ma solo quelle che hanno doppi significati. Mentre i francesi preferiscono idee accattivanti, espressioni emotive e parole altisonanti.”
Vengono descritte tre categorie di propaganda: bianca, grigia e nera. La propaganda bianca ha una fonte chiaramente attribuita e un movente riconoscibile, per esempio i volantini.La propaganda grigia è definita come «informazione che non ha una fonte evidente e utilizza un mix di fatti comprovati e non comprovati per promuovere una narrazione favorevole». Il tipo nero si riferisce alle cosiddette operazioni “false flag”. Qui l’ex ufficiale offre uno sguardo su una specifica tecnica di propaganda nera utilizzata durante il conflitto ceceno: secondo l’articolo, un esperto russo di guerra psicologica diffuse voci secondo cui combattenti stranieri avrebbero stuprato la figlia tredicenne di un anziano del villaggio ceceno. Queste voci contribuirono a seminare discordia tra i combattenti ceceni e i volontari islamisti arabi, minando l’unità dei ribelli.
Ti suona familiare? Probabilmente stai pensando al famigerato “caso Lisa”, in cui i media filocremlino riportarono falsamente che una ragazza tredicenne di origine russa era stata stuprata da migranti in Germania. Oppure, forse, stai pensando al più recente incidente in Lituania, dove delle email sostenevano che un membro tedesco delle truppe NATO in Lituania avesse stuprato una ragazza minorenne. È una tecnica di disinformazione che è già accaduta in passato e che dovremmo aspettarci che accada di nuovo.
Altri casi di disinformazione diretti contro la Germania si possono trovare qui. Per saperne di più sulle tattiche e narrazioni ricorrenti della campagna di disinformazione filocremlino, leggi il nostro commento.
