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Figura della settimana: 20 000

Testo su 20 000 dipendenti Facebook con logo, lente e pollice in su (Descrizione generata dall'IA)
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Facebook si è impegnata ad avere 20.000 dipendenti che monitorano i contenuti dannosi sulla sua piattaforma entro la fine del 2018.

Il colosso tecnologico impiega attualmente circa 10.000 persone per questo compito.

Facebook è sottoposta a una crescente pressione affinché reprima troll, bot, disinformazione e incitamento all’odio.

Sebbene l’azienda abbia adottato una serie di misure, tra cui modificare il suo algoritmo, cresce la preoccupazione pubblica per il ruolo di Facebook e Twitter nell’aiutare utenti malintenzionati a diffondere disinformazione.

Le autorità statunitensi hanno recentemente incriminato 13 cittadini russi e tre società russe con l’accusa di aver cospirato per «seminare discordia nel sistema politico degli Stati Uniti», in particolare nelle elezioni presidenziali del 2016.

Una delle tre società incriminate è la famigerata Internet Research Agency, una fabbrica di troll con sede a San Pietroburgo che si ritiene abbia condotto campagne di disinformazione su larga scala negli Stati Uniti e in Europa.

Ulteriori letture:

Dato della settimana: 470.000

Dato della settimana: 12.000

La disinformazione va di pari passo con la pubblicità elettorale

Confessioni di un troll filo-Cremlino

‘House of Cards’, ovvero le dure giornate lavorative dei troll russi

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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