Figura della settimana: 52,8%
Proverbio di un organo di informazione filocremlino: se il 52,8% degli intervistati non rientra nella tua narrazione, ignorali e basta.
Il 28 aprile, RT ha scritto: “Uno studio della Fondazione Bertelsmann ha rilevato che i partiti di destra con un orientamento populista, nazionalista o euroscettico hanno ottenuto il più alto livello di approvazione degli elettori rispetto a qualsiasi singolo raggruppamento politico. Il 10,3 per cento degli elettori ha dichiarato che voterebbe per i partiti di destra, mentre solo il 6,2 per cento ha affermato di identificarsi positivamente con gruppi di sinistra e il 4,4 per cento con un partito Verde.”
Ma c’è di più in questa storia, che RT non si è preoccupata di affrontare. Lo studio della Fondazione Bertelsmann ha anche rilevato che “I due raggruppamenti di partiti ai margini sinistro e destro non solo affrontano livelli relativamente alti di identità di partito positive, ma allo stesso tempo anche un livello particolarmente alto di identità di partito negative (52,2 e 52,8 per cento rispettivamente)”. Lo studio mostra che, mentre solo il 10,3% degli intervistati si identifica positivamente con partiti populisti o di estrema destra, come RT ha riportato selettivamente, una maggioranza di intervistati – il 52,8% – si identifica negativamente con questi partiti, il che significa che voterebbe esplicitamente contro di essi.

Lo studio, condotto da una fondazione tedesca indipendente istituita nel 1977 che promuove lo spirito imprenditoriale e le riforme, non riguardava soltanto il monitoraggio delle identità di partito positive e negative.L’obiettivo era scoprire se le persone che si sentono poco rappresentate dai propri leader politici esprimono un maggiore sostegno per affermazioni populiste. La risposta a questa domanda è sì, secondo lo studio, che sottolinea l’importanza di impegnarsi a fondo per garantire che gli elettori si sentano rappresentati.
Ma, come abbiamo visto più e più volte, le rivendicazioni di scarsa rappresentanza sono un cavallo di battaglia dei canali filo-Cremlino. Per esempio, ci viene spesso detto falsamente che il Parlamento europeo decide praticamente nulla nell’UE, che viene eletto e pagato per rappresentare gli interessi degli USA, che è un luogo di corruzione e che votare alle elezioni europee non serve a nulla.
Nel quadro più ampio, il modo in cui RT tratta lo studio della Fondazione Bertelsmann si inserisce perfettamente nella prima categoria della cassetta degli attrezzi del Cremlino per l’ingerenza elettorale, dove si possono leggere anche altri metodi di interferenza come la perturbazione informatica, il condizionamento politico e l’intervento estremo.