Figura della settimana: 800
Più di 800 articoli sono stati ritirati da riviste accademiche russe dopo un’indagine su pratiche di pubblicazione non etiche.
Una commissione convocata dall’Accademia Russa delle Scienze (RAS) ha rilevato che la letteratura scientifica russa è costellata di plagio, riporta Science Magazine.
La commissione ha esaminato centinaia di riviste accademiche russe di scienze naturali, scienze sociali e discipline umanistiche alla ricerca di sovrapposizioni testuali. Ha identificato molteplici casi di plagio, autoplagio e paternità non autentica, quando i ricercatori vendevano “posti” di autorialità su manoscritti già scritti. In totale, la commissione ha raccomandato l’esclusione di oltre 2.500 articoli in cui sono stati riscontrati plagio o autoplagio.
Questa non è la prima indagine sulle pratiche di pubblicazione accademica in Russia. La scorsa estate la stessa commissione ha chiesto a 541 riviste di ritirare un totale di 2528 articoli. In un altro caso, Dissernet – una rete di ONG di esperti dedicata a smascherare “truffatori, falsificatori e bugiardi” – ha individuato più di 4.000 casi di plagio e paternità non autentica in circa 1.500 riviste. Tra questi – la tesi di dottorato plagiata di Mikhail Solodnikov, direttore delle notizie di RT America.
Le ragioni del plagio possono essere molteplici. Non da ultimo tra esse vi è il dilemma del “pubblica o muori”, che incombe sugli accademici di tutto il mondo.E la Russia certamente non è l’unico Paese in cui si sono verificati casi di plagio, che talvolta hanno portato a titoli scientifici revocati.
Ciononostante, le persone negli ambienti accademici russi riconoscono che il plagio e le pubblicazioni non etiche sono da tempo diffusi nelle pubblicazioni scientifiche russe e che i loro effetti vanno ben oltre gli ambienti accademici.

Andrey Rostovtsev, uno scienziato russo e un attivista di Dissernet, ha osservato che “la falsa scienza e le false elezioni sono due ruote dello stesso carro.”
“Dal nulla compaiono degli esperti che dicono che il nero è bianco e viceversa. La prima reazione naturale a questo è l’indignazione. Stanno cercando di ingannarci. Ma abbastanza rapidamente risulta che le autorità e la legge sono dalla parte degli “esperti” assurdi. Sia la falsa scienza sia le false elezioni sono un problema sistemico in Russia, e uno che è impossibile risolvere solo con l’indignazione”, ha aggiunto Andrey Rostovtsev.
In effetti non mancano “esperti” altamente istruiti nei media russi controllati dallo Stato che sostengono, per esempio, che i servizi segreti statunitensi fossero dietro l’attentato terroristico in Nuova Zelanda (l’“esperto” in questione è stato presentato come in possesso di un dottorato in Storia), oppure che da più di 20 anni ai giovani ucraini viene insegnato a odiare la Russia (professore alla M.V.(Università Lomonosov)… Non sorprende quasi che uno studio del 2018 abbia rilevato che le teorie del complotto compaiono 6 volte più frequentemente sulla TV russa rispetto al 2011, e che solo 1 russo su 3 si fidi delle notizie dei due principali canali televisivi controllati dallo Stato.
La situazione nel mondo accademico russo illustra come una deplorevole cultura di disprezzo per i fatti sia riuscita a permeare diverse parti della società russa. Programmi di doping gestiti dallo Stato e insabbiamenti, incessanti campagne di disinformazione provenienti dai media controllati dallo Stato, tesi e articoli accademici plagiarizzati stanno creando un ambiente in cui alcuni riterranno accettabile dire piccole bugie per grandi scopi e distorcere i fatti per il proprio tornaconto.