Il curioso caso della virilità scomparsa: come una voce di corridoio è diventata un’arma straniera
Il 28 ottobre 2024, ai lettori di Bamada.net del Mali è stato proposto un titolo davvero bizzarro: notizie secondo cui uomini nella Repubblica Centrafricana (RCA) stavano perdendo la loro virilità — letteralmente.
Il fenomeno insolito, noto clinicamente come Koro o Sindrome di Retrazione Genitale, è una condizione psicosociale ben documentata. Ma in alcune zone dell’Africa assume una forma distinta e inquietante: il “furto del pene”.
La storia è sempre la stessa: un uomo afferma che il suo pene è scomparso o si è rimpicciolito dopo una stretta di mano o un contatto fugace con uno sconosciuto — tipicamente un uomo di un altro gruppo etnico o di un altro Paese africano.
Voci di questo tipo riecheggiano paure globali legate al furto di organi e sono periodicamente riemerse in tutta l’Africa occidentale e centrale, alimentando il panico pubblico — e talvolta, tragicamente, la violenza della folla. Nel 2014, uno di questi casi in Burkina Faso si concluse con un linciaggio mortale.
Nella RCA, le segnalazioni del cosiddetto “furto del pene” sono riemerse nell’agosto 2024 prendendo di mira gli operatori umanitari.Il portavoce del governo della RCA, Maxime Balalou, ha poi smentito pubblicamente le affermazioni il 3 settembre, dopo che un’impennata di casi ha portato ad attacchi e linciaggi a Bangui e Bambari.
Entra in scena la teoria del complotto
Eppure, Bamada.net del Mali ha distorto la voce ancora di più quando ha accusato un diplomatico francese nella RCA di aver orchestrato i “furti”. Il diplomatico avrebbe agito per conto del presidente francese Emmanuel Macron e dello Stato francese per ripristinare la “virilità maschile” e combattere il declino demografico della Francia.
Sebbene voci così cariche di disinformazione rechino i tratti distintivi della “hahaganda”, i loro inneschi manipolativi sono molto più seri del semplice ridicolo e dell’archiviazione. Infatti, la storia del “furto di pene” richiama vecchi cliché coloniali dell’ipervirilità africana, attingendo al contempo alle attuali ansie dell’Europa: popolazioni in calo, una crisi della mascolinità e una diminuzione dell’attività sessuale.Ha persino citato un sondaggio francese per creare una patina di credibilità.
Nel giro di pochi giorni dalla sua pubblicazione, i media francesi e centrafricani hanno smentito le affermazioni dell’articolo e rivelato come una vecchia credenza africana — in circolazione da decenni — fosse stata probabilmente riproposta come una manipolazione anti-occidentale guidata da Mosca.
Gli Observers di France 24 hanno fatto notare che Bamada.net era già stato identificato dall’IRSEM, l’istituto di ricerca strategica del Ministero delle Forze Armate francese, come un sito impegnato a rilanciare attivamente narrazioni filocremlino. Altri utenti dei social media hanno inoltre osservato che i contenuti dell’articolo erano stati promossi tramite inserzioni Meta a pagamento.
Truccare i miti per la guerra dell’informazione
L’antropologo Julien Bonhomme ha sottolineato che lo spostamento nella narrazione della diceria — ora includendo retorica anti-occidentale e implicando per la prima volta un coinvolgimento francese — rispecchiava narrazioni simili legate alla Russia. In breve, un mito antico — un tempo materia di pettegolezzi sussurrati — è stato trasformato nella pesante macchina della moderna guerra dell’informazione.
Questo mostra quanto miti, ansie e paure profondamente radicati possano essere sfruttati per la manipolazione e il tornaconto politico. In un mondo in cui la disinformazione o le notizie manipolate viaggiano più velocemente dei fatti, persino le paure più intime possono essere trasformate in armi.E quando le narrazioni attingono ad ansie profondamente radicate sulla mascolinità, la razza e il potere, non si può sapere cosa potrebbe scomparire dopo…
Non lasciarti ingannare.