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Il piano di disinformazione a lungo termine della Russia per il Mar d’Azov

Grafico temporale che elenca presunti falsi sul Mare d'Azov con date (Descrizione generata dall'IA)
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Il momento in cui è iniziata la campagna di disinformazione sul Mar d’Azov non è stato quando la Russia ha sequestrato tre navi ucraine e i loro equipaggi dopo aver aperto il fuoco contro di loro il 25 novembre.

In realtà la campagna era stata avviata molto prima.

Più di un anno fa, i media russi hanno iniziato a pubblicare affermazioni secondo cui “l’Ucraina starebbe approfondendo il fondale marino per una flotta NATO nel Mar d’Azov”. In realtà non si trova alcuna prova dell’esistenza di una simile “flotta NATO”.

Durante l’estate e l’autunno scorsi la campagna di disinformazione si è intensificata. Abbiamo sentito dire che l’Ucraina avrebbe improvvisamente “infettato il Mar d’Azov con il colera” (l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riferito di non avere dati su casi di colera lì). A settembre la narrazione stava già preparando il terreno per la successiva disinformazione, prevedendo “provocazioni ispirate dall’Occidente sulla costa del Mar d’Azov” e che gli Stati Uniti avrebbero “pianificato scontri tra le forze navali ucraine e russe nel Mar Nero fin dagli anni ’90”. Le “prove” si basano su un videogioco che un ex soldato russo sostiene di aver visto 15 anni fa.

Mappa del Mar Nero e Crimea con etichetta "disinformazione" (Descrizione generata dall'IA)

Tutti questi messaggi di disinformazione hanno lo stesso obiettivo: mostrare che l’Ucraina è l’aggressore e che riceve dall’Occidente gli ordini per le sue “provocazioni”.Sempre un messaggio comodo per la disinformazione russa; quando guardiamo all’annessione illegale della Crimea, o alle consecutive false affermazioni secondo cui il Mar d’Azov sarebbe un “mare interno” russo – oppure alla celebrazione russa dell’uso della forza militare contro l’Ucraina.

Durante l’ultima settimana si è verificato anche uno spostamento del focus: verso gli stessi ucraini. L’obiettivo sembra essere quello di diffondere sfiducia nel governo ucraino e nei partner occidentali con frasi come “L’Occidente sperava di tingere il Mar d’Azov con il sangue dei cittadini ucraini” e del tipo “i bambini a Mariupol sono costretti a scavare trincee per i soldati”.

La sfera complottista in lingua inglese ha inventato un’ulteriore teoria per giustificare le azioni della Russia. L’impeccabile logica sostiene che le forze speciali russe siano effettivamente riuscite a fermare una provocazione che avrebbe potuto portare alla Terza guerra mondiale – poiché i servizi segreti del Regno Unito e dell’Ucraina stavano apparentemente trasportando un dispositivo nucleare portatile per far esplodere il ponte di Crimea. Gli autori non hanno fatto alcuno sforzo nemmeno per provare a offrire qualche prova.

Caos in Europa!

In parallelo all’operazione intorno al Mar d’Azov, c’è anche un amore per il caos nell’etere – almeno nella redazione di Russia Today.Le rivolte in Francia hanno ricevuto così tanta attenzione da parte loro che la parola chiave “Francia” fa comparire più di 20 articoli sulla protesta dei gilet gialli in Francia soltanto negli ultimi cinque giorni. Quindi, se RT si presenta come un media globale, non avrebbe senso applicare lo stesso livello di scrutinio alle proteste avvenute in Russia a settembre? In realtà, la parola chiave “pensione” fa comparire questo articolo sulla protesta contro le modifiche alle pensioni. È illuminante confrontare questa copertura con la versione della BBC per trarre alcune conclusioni sulla strategia che c’è dietro.

La TV russa ha concluso che le proteste in Francia sono simili a “rivoluzioni colorate sponsorizzate dagli Stati Uniti” e, come Maidan, dettate dagli americani in risposta ai piani del presidente Macron di creare un esercito europeo.

Sembra inverosimile? Sembra che anni di disinformazione su Maidan abbiano creato uno spazio informativo in cui fare affidamento sulle teorie del complotto è diventato la norma.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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