Questo articolo è stato tradotto con l'aiuto dell'IA e potrebbe contenere imprecisioni ed errori. Clicca qui per visualizzare l'articolo originale

Incidenti subacquei, menzogne in superficie

Click here to request the narration for this article

Mentre le infrastrutture sottomarine nel Baltico vengono recise, la macchina della disinformazione del Cremlino sforna smentite e depistaggi copia-e-incolla.

Diversi incidenti negli ultimi anni hanno evidenziato l’esposizione dell’UE ad attacchi ibridi contro le sue infrastrutture critiche. Ciò che spesso appare come sabotaggio e interruzione ha suscitato una crescente preoccupazione nell’UE. E per intorbidire ulteriormente le acque, la disinformazione del Cremlino arriva rapidamente subito dopo questi incidenti.

Dall’abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines da parte delle forze russe nel luglio 2014 al sabotaggio dei gasdotti Nord Stream nel settembre 2022, il copione della disinformazione del Cremlino si basa su una combinazione di negazione, depistaggio e fabbricazione per occultare la verità.

Mosca ha mostrato più recentemente il suo copione di manipolazione quando due cavi critici in fibra ottica nel Mar Baltico sono stati recisi lo scorso novembre.Un incidente simile si è verificato verso la fine di dicembre 2024, quando un cavo elettrico sottomarino che collega Estonia e Finlandia ha subito un guasto.

Mentre proseguono le indagini sui due episodi, gli attori della disinformazione russa hanno colto l’occasione per reinterpretare gli incidenti in modo da adattarli alla loro più ampia agenda esterna e interna.

Offuscamento e narrazioni anti-occidentali

La copertura di tali incidenti nei media controllati dallo Stato russo e in altri canali filocremlino si basa su due approcci.

Il primo consiste nel minimizzare gli incidenti, trattandoli in gran parte tramite la ripubblicazione di resoconti fattuali, di provenienza occidentale. Di per sé, questo è piuttosto innocuo.Tuttavia, la creazione di questa parvenza di reportage giornalistico getta le basi per il secondo approccio, di gran lunga più manipolativo.

Questo serve a far avanzare quasi contemporaneamente la narrazione ingannevole secondo cui questi incidenti sarebbero in realtà provocazioni orchestrate dall’Occidente per giustificare un aumento della presenza militare nella regione baltica o far naufragare le ‘iniziative di pace’ di Donald Trump, e che avrebbero fatto parte di una più ampia strategia occidentale volta a danneggiare la Russia sul piano economico e politico.

I soliti spauracchi

In linea con queste narrazioni, il lancio della missione NATO Baltic Sentry il 14 gennaio 2025 ha attirato più interesse del presunto sabotaggio che l’ha innescata.

Lo stesso giorno, un tabloid filocremlino Gazeta.ru ha pubblicato un editoriale di un colonnello in pensione e commentatore militare, Mikhail Khodaryonok, che speculava sulle ragioni alla base dell’aumentata presenza della NATO nei Baltici e lasciava intendere una possibile confronto con la Russia. Due giorni dopo, Andrei Kolesnik, ex ufficiale delle spetznaz e deputato della Duma, ha contribuito con un articolo d’opinione a un’altra testata filocremlino Vzglyad sostenendo che le azioni della NATO nel Mar Baltico violano le norme internazionali di navigazione e mirano a isolare la Russia.

Un’altra testata ha suggerito che l’obiettivo ultimo della NATO fosse quello di ‘tagliare fuori St.Pietroburgo dall’Europa’ e stabilire il controllo totale sulla navigazione marittima nel Mar Baltico, una falsa affermazione che si inserisce nella consolidata narrativa di disinformazione russa del ‘cerchiamento occidentale’. Nel frattempo, un esperto citato nell’articolo ha descritto le azioni della NATO come parte di una ‘tecnologia per scatenare la Terza Guerra Mondiale’.

Arrr provocatori!

Pochi giorni dopo, una testata online russa ha pubblicato un articolo con il titolo ‘la provocazione europea nei Baltici è fallita’, suggerendo che Germania, Polonia, Finlandia e i tre Stati baltici fossero responsabili di aver orchestrato gli incidenti.

E quando le autorità svedesi, il 26 gennaio, hanno abbordato la nave battente bandiera di Malta Vezhen in seguito all’incidente con un cavo in fibra ottica verso la Lettonia, i canali del Cremlino non hanno esitato, ma hanno affermato che i ‘pirati’ baltici avessero inseguito la nave.

La versione ufficiale russa di negazione e depistaggio

Contrariamente alla reazione della testata russa, che ha cercato di amplificare narrative speculative anti-occidentali, i funzionari russi sono apparsi sensibilmente più moderati nei loro commenti, facendo invece affidamento su una consueta combinazione di negazione e depistaggio.

Il portavoce di Putin Dmitri Peskov è stato il primo a reagire agli incidenti precedenti di novembre.Peskov ha respinto le affermazioni di un possibile coinvolgimento della Russia definendole «assurde» e ha spostato l’attenzione indicando «l’assenza di qualsiasi reazione alle attività sovversive ucraine» nel Mar Baltico, molto probabilmente un riferimento alla narrazione di disinformazione filocremlina che implica la responsabilità dell’Ucraina nell’esplosione del Nord Stream.

L’Ucraina nel mirino del Cremlino

Dare la colpa all’Ucraina è, naturalmente, un tema ricorrente nella disinformazione russa, che l’argomento sia l’abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines o il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream.Puntare il dito contro l’Ucraina resta una tattica conveniente per il Cremlino, che gli consente di scaricare le colpe rafforzando al contempo la propria narrazione di una Kyiv ostile e destabilizzante.

Di chi è la colpa? Dell’Ucraina.

Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, ha ulteriormente alimentato la narrazione inizialmente promossa da Peskov negando qualsiasi ruolo russo negli incidenti, prima di virare sulla critica all’UE e alla NATO per aver sostenuto quello che ha definito il «regime terroristico di Kyiv».

Zakharova ha poi accusato la NATO di utilizzare gli incidenti ai cavi come pretesto per giustificare la propria maggiore presenza nella regione – un riferimento alla missione Baltic Sentry – e di cercare di «trasformare il Mar Baltico in un mare interno della NATO» e di «limitare le esportazioni russe di petrolio».

È interessante notare che Dmitri Medvedev, ex Presidente divenuto membro del Consiglio di Sicurezza, che raramente perde l’occasione di attaccare l’Occidente, è rimasto in silenzio su tutti questi incidenti — forse a causa delle sue precedenti minacce di tagliare i cavi di comunicazione sottomarini?

Nessun incidente lasciato senza una «versione»

La verità è che il mondo moderno è interconnesso. Inoltre, queste connessioni sono la linfa vitale del commercio, delle comunicazioni e persino della difesa.Questa interconnettività è anche un elemento cruciale di coesione che tiene uniti alleati e partner e consente loro di agire con determinazione e solidarietà, ogniqualvolta sia necessario.

Che i recenti incidenti sottomarini nel Mar Baltico o altrove siano accidentali o atti deliberati potrebbe essere irrilevante. Ciò che è certo è che l’apparato di disinformazione pro-Cremlino li sfrutterà per seminare divisione e alimentare l’ansia.

Non lasciatevi ingannare.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

    Why do you not like our audio?

    it will help us to improve it

      CONDIVIDI LE TUE OPINIONI

      Informazioni sulla protezione dei dati *

        Subscribe to the Disinfo Review

        Your weekly update on pro-Kremlin disinformation

        Data Protection Information *

        The Disinformation Review is sent through Mailchimp.com. See Mailchimp’s privacy policy and find out more on how EEAS protects your personal data.

        🎵 Playlist