La confessione
La trasmissione, nel 2014, da parte della TV russa della falsa storia di un ragazzo crocifisso nell’Ucraina orientale è stata uno dei più infami esempi di disinformazione filocremlina legata al conflitto in Ucraina. Analogamente, nell’aprile 2015, il presentatore di NTV, in Russia, affermò che «Una bambina di dieci anni è stata uccisa dalle forze governative ucraine nell’Ucraina orientale». Tuttavia, anche questa storia presentava due problemi: non c’era stato alcun omicidio e non c’era alcuna bambina. L’inchiesta della BBC è un esempio impressionante di come smontare una storia: non solo dimostra che si trattava di una notizia falsa, ma mostra anche che NTV aveva deciso di raccontare la storia ai suoi milioni di spettatori russi pur essendo pienamente consapevole dei fatti.
Come vediamo nell’inchiesta della BBC, produrre questo tipo di notizie false non è difficile. Basta affermare che qualcosa è accaduto, far interpretare a una o due persone il ruolo di testimoni oculari e poi essere abbastanza cinici da diffonderlo attraverso i propri media. La sfida molto più difficile è come smascherare la menzogna. Come dimostrare che qualcosa NON è accaduto?
L’unico motivo per cui la reporter della BBC Natalia Antelava è riuscita nel suo intento è che ha fatto confessare davanti alla telecamera agli effettivi autori della falsa notizia di aver mentito.Senza la loro confessione, anche gli spettatori più critici sarebbero rimasti con un certo grado di sospetto che la storia potesse in effetti essere vera, anche se le notizie al riguardo sembravano essere oscure. La mente umana tende a credere alla storia che ha sentito per prima anche quando questa versione è stata contestata. I produttori di notizie false, come NTV, conoscono molto bene questo principio psicologico del “non c’è fumo senza fuoco” e lo utilizzano sistematicamente per confonderci e seminare dubbi. E a meno che non abbiamo una confessione diretta, come nel servizio della BBC, o prove materiali su come sia stata prodotta la menzogna, l’idea che una bambina di dieci anni sia stata uccisa dalle forze ucraine rimane parte della nostra percezione del suo contesto.
Questa storia sottolinea soltanto quanto sia importante che i media inviino giornalisti anche in aree ostili e pericolose per svolgere il loro lavoro.

Immagine della BBC su YouTube