Questo articolo è stato tradotto con l'aiuto dell'IA e potrebbe contenere imprecisioni ed errori. Clicca qui per visualizzare l'articolo originale

La disinformazione del Cremlino sul referendum in Moldavia

Click here to request the narration for this article

Il 20 ottobre i moldavi si recheranno alle urne per eleggere un nuovo presidente. Sulla scheda anche: le future relazioni del Paese con l’Unione europea. In vista del doppio voto, la macchina della disinformazione del Cremlino si è messa a pieno regime. I punti di discussione del Cremlino sono stati sfornati dai media russi e amplificati da altri, in Moldova e altrove. Il loro obiettivo è dissuadere i moldavi dal sostenere la linea pro-UE della presidente Maia Sandu, diffondendo paura su ciò che comporterebbero il referendum e l’eventuale adesione all’Unione – presumibilmente, una perdita di sovranità e una minaccia alla sicurezza del Paese.

Sebbene alcuni media abbiano praticato una disinformazione palese e diretta, altri sono stati un po’ più sottili, pubblicando resoconti fattuali sul referendum ma citando solo politici dell’opposizione che si battono contro l’allineamento della Moldova all’UE, come l’ex presidente Igor Dodon, l’oligarca latitante Ilan Shor e l’ex governatrice della Gagauzia, Irina Vlah.

La Moldova ha ottenuto lo status di paese candidato all’UE nel giugno 2022, in un tentativo dell’UE di aiutarla a costruire resilienza in un difficile contesto regionale segnato dalle aspirazioni e dalle attività neo-imperialiste della Russia. Questo motivo “geopolitico” è stato reinterpretato dalla macchina della disinformazione del Cremlino come una “ricompensa” per l’adesione della Moldova al fronte anti-Russia con cui l’Occidente starebbe cercando di accerchiare la Russia.Negli ultimi due anni, i canali filocremlini hanno cercato di presentare le decisioni legittime della Moldavia riguardo al suo percorso verso l’UE come ‘russofobe’, parte della ‘guerra ibrida’ dell’Occidente contro la Russia.

Neutralità

Una delle principali affermazioni disinformative avanzate dai media controllati dallo Stato russo e da altri canali filocremlini era che la leadership del Paese stesse usando il referendum come un modo subdolo per cancellare la neutralità della Moldavia: il referendum le avrebbe dato il potere di modificare la costituzione e sostituire il principio di neutralità con il desiderio di aderire all’UE. Questa presunta mossa avrebbe anche spianato la strada all’adesione della Moldavia alla NATO. Secondo questa interpretazione manipolativa, ciò minaccerebbe direttamente la sicurezza della Moldavia.

In realtà, un esito positivo del referendum non darebbe affatto al governo il potere di cancellare il principio di neutralità sancito dalla costituzione. Piuttosto, se gli elettori rispondono positivamente alla domanda posta, la costituzione moldava verrà modificata per includere questo desiderio dichiarato del popolo di integrazione europea. Altre narrazioni disinformative hanno avanzato una condiscendente ‘preoccupazione’ per la perdita di sovranità che l’eventuale adesione all’UE implicherebbe, secondo loro.Poiché la legislazione dell’UE avrebbe la precedenza su quella nazionale, il Paese sarebbe costretto a intraprendere una linea che andrebbe contro il proprio interesse nazionale.

‘Guerra per procura’

Una prospettiva ancora più inquietante per il piccolo Paese, stretto tra l’Ucraina e la Romania: l’Occidente starebbe cercando di trasformarlo in una piattaforma di lancio per la sua ‘guerra per procura’ contro la Russia, mentre tenta di ‘circondare’ la Russia. O almeno questo è ciò che le narrazioni filocremlino vorrebbero farvi credere. Questo, a sua volta, potrebbe innescare un’escalation regionale e l’‘autoannientamento’ della Moldova, simile al caso dell’Ucraina. Avete letto bene: nella visione distorta del Cremlino, l’Ucraina avrebbe costretto la Russia a lanciare un’invasione su vasta scala nel febbraio 2022. Ora, l’Occidente sta cercando di trasformare la Moldova in ‘una seconda Ucraina’.

La firma, il 21 maggio a Bruxelles, di un Partenariato per la sicurezza e la difesa tra l’UE e la Moldova ha innescato un’altra linea di narrazioni sui presunti disegni nefasti dell’UE. Il Patto è stato interpretato come prova che la Moldova stesse venendo preparata per una possibile guerra contro la Russia in Transnistria, dato che l’UE sarebbe presumibilmente già in uno stato di guerra non dichiarata con la Russia attraverso la sua politica di sanzioni e il sostegno all’Ucraina.I paesi europei aiuteranno il ‘regime Sandu’ a derubare il paese e a sopprimere la libertà di parola, e a metterlo sulla rotta di una avventura militare, proprio come hanno fatto in Ucraina.

In precedenza, la Presidente Sandu era stata accusata di preparare il suo paese alla guerra con la Russia – una guerra in cui la Moldova sarebbe sostenuta dalla NATO nello stesso modo in cui l’Ucraina è sostenuta dall’Occidente. Questo perché, secondo canali di disinformazione, Sandu, come Volodymyr Zelenskyy, agisce negli interessi degli Stati Uniti e dell’Occidente collettivo – non della Moldova o dell’Ucraina.

Un falso processo di adesione?

Un’altra linea sostenuta da canali pro-Cremlino è che il processo di adesione della Moldova all’UE – proprio come quello dell’Ucraina – sia falso, poiché il paese non avrebbe alcuna possibilità di soddisfare le condizioni per l’ingresso nel prossimo futuro. Questo, afferma il Cremlino, è dovuto principalmente al ‘governo ladro’ con la sua presunta corruzione dilagante, profondamente disinteressato alle riforme necessarie per un vero futuro europeo. Di conseguenza, i negoziati di adesione si trascineranno per ‘decenni’ o ‘per sempre’.Bruxelles ne è consapevole, ma non se ne cura, perché l’intero processo di adesione è pura finzione.

Certo, nessuno ha una sfera di cristallo per scrutare il futuro, men che meno il Cremlino, ma sebbene il percorso di adesione all’UE sarà sicuramente arduo, l’allargamento dell’UE non è affatto una “finzione”. Basta chiedere a una qualsiasi delle 13 nazioni che hanno percorso quello stesso cammino per entrare nell’UE negli ultimi due decenni.

Negazione dell’autonomia

In molte di queste narrazioni, “l’Occidente” è dietro a tutto ciò che la Moldova fa o non fa: il paese stesso e i suoi cittadini hanno poca o nessuna autonomia. Infatti, nel caso non lo sapessi, l’UE ha già iniziato l’“annessione” dell’Ucraina e della Moldova. (In un’altra versione della stessa affermazione, l’adesione della Moldova all’UE è un’operazione segreta per la sua annessione da parte della Romania.)

In linea con questa negazione dell’autonomia, ci viene anche detto che il “burattino” dell’Occidente in Moldova, Maia Sandu, ha trasformato il paese in una “roccaforte della russofobia”.Questo si ricollega perfettamente a precedenti casi di disinformazione secondo cui la Moldova si libera di tutto ciò che è russo, che la Presidente Sandu stia tentando di ‘romanizzare’ forzatamente quasi tutti gli ambiti della vita in Moldova, e che la Moldova abbia perso la propria sovranità e ora sia governata da stranieri.

Certo, il Cremlino ama raccontare storie fantasiose sul lungo braccio dell’Occidente e denunciare la ‘sovranità perduta’ ogni volta che una nazione indipendente, nella ‘sfera d’influenza’ in stile Guerra Fredda così come la percepisce la Russia, esercita il suo inalienabile diritto di tracciare il proprio futuro democratico. Ma il popolo della Moldova ha già dimostrato la propria tempra, il proprio impegno per un futuro europeo riconosciuto dall’UE, e ora, in questo snodo cruciale, farà le proprie scelte informate e indipendenti e non si lascerà ingannare dal Cremlino.

 

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

    Why do you not like our audio?

    it will help us to improve it

      CONDIVIDI LE TUE OPINIONI

      Informazioni sulla protezione dei dati *

        Subscribe to the Disinfo Review

        Your weekly update on pro-Kremlin disinformation

        Data Protection Information *

        The Disinformation Review is sent through Mailchimp.com. See Mailchimp’s privacy policy and find out more on how EEAS protects your personal data.

        🎵 Playlist