Questo articolo è stato tradotto con l'aiuto dell'IA e potrebbe contenere imprecisioni ed errori. Clicca qui per visualizzare l'articolo originale

La disinformazione divide l’Armenia

Click here to request the narration for this article

La disinformazione non è un fenomeno nuovo in Armenia, ma non è sempre stata così estesa e così costantemente presente. Dopo la Rivoluzione di velluto nel 2018, tuttavia, l’Armenia ha iniziato a registrare una rapida proliferazione della disinformazione, con il Covid-19 e il conflitto del Nagorno-Karabakh nel 2020 che hanno ulteriormente dimostrato la vulnerabilità dell’Armenia alla manipolazione dell’informazione.

Le narrazioni di disinformazione sul Covid-19, sull’Unione europea e sull’Occidente in generale, così come quelle che prendono di mira i valori e le questioni sociali e culturali, vengono diffuse per aumentare la sfiducia tra i cittadini, le autorità armene e i loro partner internazionali.

Disinformazione – esterna e interna

Il ruolo dei media filocremlini nella diffusione della disinformazione è aumentato in modo significativo, in particolare nei canali TV russi controllati dallo Stato (e nelle testate online) che operano in Armenia. Anche i media locali radiotelevisivi, le agenzie di stampa e i media online, che ripubblicano regolarmente RIA Novosti, RT e altri, sono centrali nella rapida diffusione della disinformazione.

Studi mostrano che, anche quando trattano notizie internazionali, i media armeni locali preferiscono ripubblicare fonti di informazione russe. La loro accuratezza viene raramente, se non mai, verificata.Tuttavia, anche i fact-checker locali stanno lavorando duramente per smascherare e arginare la diffusione della disinformazione (vedi anche qui).

L’UE: antidemocratica, ingerente, russofoba e distruttiva dei valori tradizionali dell’Armenia

Le narrazioni di disinformazione che prendono di mira l’Armenia sono tanto vecchie e familiari quanto infondate: l’UE è antidemocratica, russofoba, divisa e dipendente dagli Stati Uniti. Il Partenariato orientale si è esaurito, non ha nulla di nuovo da offrire, e il suo obiettivo coloniale è strappare gli Stati membri dall’orbita della Russia. Inoltre, l’Armenia, come l’Azerbaigian e la Bielorussia, è sempre stata vista dall’UE come un membro inferiore del partenariato.

Sebbene la società armena sia in generale amichevole nei confronti dell’Europa e dell’UE (a causa delle grandi comunità armene in vari Paesi, nonché dell’Accordo di partenariato globale e rafforzato tra l’Unione europea e l’Armenia), i messaggi di disinformazione che prendono di mira l’UE e l’Occidente si sono diffusi durante il conflitto del Karabakh nel 2020.

La maggior parte delle critiche all’UE in Armenia si concentra sull’ostilità verso i cosiddetti “valori occidentali”:

«Le narrazioni sull’UE sono diffuse principalmente dai media di destra. Prendono di mira l’UE più in termini di valori.Non dobbiamo dimenticare il fatto che la Russia dispone di grandi leve e mezzi di influenza per far avanzare, quando necessario, qualsiasi narrativa anti-europea.’

Gegham Vardanyan, Centro per le Iniziative dei Media

L’Occidente sarebbe presumibilmente depravato e perverso e starebbe “importando” comportamenti immorali in Armenia. Secondo i canali di disinformazione, l’Armenia sarebbe stata sotto il controllo dei gruppi LGBT sin dalla rivoluzione di velluto del 2018, in gran parte grazie a Soros e alle ONG occidentali. Narrazioni false sulle Convenzioni di Istanbul e di Lanzarote, che mirano a prevenire la violenza contro le donne e a proteggere i bambini dallo sfruttamento e dagli abusi sessuali, sono diventate molto diffuse negli ultimi anni. Le narrazioni affermano che le convenzioni contraddicono i valori armeni, rappresentano una minaccia per i bambini e danneggiano l’integrità delle famiglie e della chiesa.

La società civile è un bersaglio importante della disinformazione

Da molti anni la società civile è un bersaglio principale dei canali di disinformazione pro-Cremlino e dei loro proxy. La Fondazione Soros, in particolare, è regolarmente accusata di servire agende straniere e di distruggere l’Armenia.

“Gli attacchi alla società civile sono esistiti.Ciò che ci preoccupa sono gli sviluppi in Armenia, che talvolta sembrano avvicinarci al modello russo o bielorusso, in cui le OSC [Organizzazioni della Società Civile] vengono etichettate come agenti stranieri.’

Seda Muradyan, Presidente del Public Journalism Club

Altre accuse false e diffuse includono l’affermazione che gli eventi del 2018 siano stati una ‘rivoluzione colorata’ organizzata dall’Occidente con l’obiettivo di rimuovere la base militare russa dall’Armenia ed espellere la Russia dal Caucaso. Iravunk, un canale di disinformazione ampiamente presente nel database di EUvsDisinfo, ha promosso con costanza la narrativa secondo cui la cosiddetta ‘rivoluzione colorata’ in Armenia sarebbe stata organizzata dall’MI6 e dalla CIA, con l’obiettivo di indebolire la Russia.

Disinformazione: una sfida costante per la democrazia

La disinformazione diffusa rimane una sfida costante per la democrazia. Ci sono più piattaforme e opportunità che mai per diffondere narrazioni false. Il compito di garantire che i cittadini ricevano informazioni accurate e verificate è quindi ancora più importante.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

    Why do you not like our audio?

    it will help us to improve it

      CONDIVIDI LE TUE OPINIONI

      Informazioni sulla protezione dei dati *

        Subscribe to the Disinfo Review

        Your weekly update on pro-Kremlin disinformation

        Data Protection Information *

        The Disinformation Review is sent through Mailchimp.com. See Mailchimp’s privacy policy and find out more on how EEAS protects your personal data.

        🎵 Playlist