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La disinformazione prende di mira le donne: da Jessikka Aro ad Angela Merkel

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Sebbene negli ultimi giorni in Russia sia cresciuta l’attenzione pubblica verso accuse di molestie sessuali, in passato l’argomento ha teso a essere ripetutamente minimizzato e deriso nella TV controllata dallo Stato. Un confronto ha persino stabilito un collegamento tra gli scandali statunitensi sulle molestie sessuali e la repressione sovietica.

Le donne sono un bersaglio costante della campagna di disinformazione filo-Cremlino, ed ecco alcuni esempi del passato:

Angela Merkel “fuori moda” e Theresa May che mostra la sua “carne stanca”

L’inquadratura sessista è solo una delle tecniche utilizzate quando la campagna filo-Cremlino prende di mira le donne – e soprattutto le donne al potere. «Non fraintendetemi; non parlerò di Angela Merkel come di una donna», ha attentamente iniziato il suo servizio il principale presentatore della TV russa Dmitry Kiselyov sotto il titolo «Merkel passa di moda» trasmesso oltre un anno fa.

«Non discuterò delle sue rughe, della sua pettinatura, del colore dei suoi vestiti o del design immutabile del suo tailleur con pantaloni».«Personalmente ho la sensazione che la Merkel sia invecchiata molto», ha spiegato il signor Kiselev, mentre sullo schermo dietro di lui appariva in francese la parola «Démodée».

Screenshot dal programma televisivo Vesti Nedeli.

Vedi ulteriori esempi di disinformazione sulla Cancelliera tedesca qui.

La prima ministra del Regno Unito Theresa May è stata incorniciata nello stesso modo nel novembre dello scorso anno, subito dopo aver detto che la Russia cerca di «militarizzare l’informazione». Il servizio di apertura del programma sulla Prima Ministra britannica era accompagnato dal titolo «Notizie di sesso straniero», con il conduttore che riferiva che Theresa May si sarebbe presto unita alle fila delle attiviste di Femen.Poi sono stati richiamati sia i guerrieri vichinghi che si spogliavano prima della battaglia sia le attiviste Femen nude, prima che il conduttore passasse a dire che May mostrava una “generosa dose di bianchezza della sua carne stanca” mentre pronunciava il suo discorso “più aggressivo” contro la Russia.

Circolazione senza fine sui social media

Il riciclo incessante è uno dei modi più efficaci in cui la disinformazione viene rafforzata e diffusa a nuovi pubblici sui social media e su varie piattaforme online.

Per esempio, una foto scioccante di una ragazza danese è stata usata dal 2014 in molte storie diverse in vari Paesi, sostenendo casi differenti di aggressioni commesse da immigrati.

Guarda questo e altri casi di disinformazione sulla Danimarca nel video qui sotto.

 

Un altro esempio era una foto modificata che circolava a febbraio come “prova” che le donne europee, vittime di stupro da parte di immigrati, si scusano con i loro stupratori.Infatti, la foto originale è stata scattata nell’ottobre 2014 e la ragazza nella foto non è una vittima di abusi da parte di immigrati, bensì una partecipante alla campagna “ЗігрійГероя” (“Warm the Hero”) in Ucraina.

Donna che tiene un cartello in ucraino per strada (Descrizione generata dall'IA)

La foto originale chiedeva: “Fa freddo? Pensa a coloro che dormono nella trincea.”

Screditare coloro che smascherano la disinformazione

Un altro bersaglio frequente della campagna di disinformazione filocremlina sono le donne che combattono contro l’hate speech e la disinformazione.

L’attivista e investigatrice Lyudmila Savchuk ha trascorso due mesi sotto copertura nella troll factory di San Pietroburgo alla fine del 2014 e in seguito ha vinto una causa contro la troll farm nel 2016. Ha spiegato il funzionamento del suo ex datore di lavoro in numerose pubblicazioni e ha testimoniato in un’altra causa intentata da un ex troll. Il contrattacco è stato duro: è stata accusata di essere una prestanome per interessi stranieri, George Soros e la CIA.Tutti sono strumenti abituali nella cassetta degli attrezzi della disinformazione filo-Cremlino.

Jessikka Aro, giornalista investigativa finlandese, è diventata bersaglio di una campagna di disinformazione sistematica dopo che ha iniziato a riferire sui troll filo-Cremlino.

Il messaggio che queste donne inviano alla comunità internazionale è chiaro: l’obiettivo dei disinformatori filo-Cremlino è screditarle e metterle a tacere, ma, in questo intento, la campagna di disinformazione è fallita. Al momento, Aro sta preparando un libro che indaga su come la Russia abbia trasformato il concetto di guerra dell’informazione.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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