La settimana scorsa in TV russa: un’istruzione e una costituzione troppo “liberali”
Canale TV 1 ha discusso un discorso di uno scolaro russo al Bundestag tedesco. «E la libertà di parola?», dice un Tweet di uno spettatore.
Interpretare la Seconda guerra mondiale: complotti di influenza occidentale
Un discorso che uno scolaro russo ha tenuto al Bundestag tedesco è stato uno dei temi di discussione più accesi sulla TV russa la scorsa settimana. Il ragazzo ha parlato durante una seduta commemorativa per segnare la Giornata del lutto nazionale della Germania. Era uno dei diversi scolari russi e tedeschi che parlavano della loro ricerca sulle vite dei soldati di entrambe le parti nella Seconda guerra mondiale.
Lo scolaro russo ha detto che molti soldati tedeschi che invasero l’Unione Sovietica durante la Seconda guerra mondiale erano essi stessi vittime del conflitto. Dopo l’ondata travolgente di critiche verso il discorso, gli abusi online e perfino minacce di morte, il portavoce del presidente Vladimir Putin ha osservato che coloro che dicevano che il ragazzo stava difendendo il nazismo avevano torto e li ha accusati di «perseguitare» il ragazzo. Ha anche detto che i problemi del sistema educativo russo potrebbero essere da biasimare.
I programmi TV hanno seguito la linea indicata dal portavoce e hanno dato la colpa ai libri di storia russi «scritti da storici liberali negli anni ’90».Anche la costituzione russa è stata ritenuta colpevole: è stata descritta come riflesso “di un’ideologia di una società aperta, un’ideologia di negazione degli interessi nazionali e della madrepatria” e si è lasciato intendere che serva George Soros, un bersaglio frequente della disinformazione complottista.
Allo stesso tempo l’Occidente è stato accusato di “ripulire i terribili crimini commessi dal male assoluto del nazismo”.
È stata anche riproposta una cospirazione dell’Occidente “che compie passi verso il cambiamento della coscienza del popolo russo”. Vedi di più su questa tecnica spesso ripetuta della disinformazione pro-Cremlino.
Miti sul Partenariato Orientale dell’UE ripetuti
La copertura del vertice UE–Partenariato Orientale a Bruxelles di venerdì ha sottolineato che “Non ci saranno nuovi membri dell’UE dall’Est”.
I programmi televisivi russi hanno anche affermato che quando il vertice ribadisce che il Partenariato Orientale non è “diretto contro alcun Paese”, l’UE “ammette inconsciamente” che in realtà lo è. Secondo i programmi, l’UE costringe le ex repubbliche sovietiche a scegliere: “o siete con i russi o con noi”. E così l’UE provoca una “crisi geopolitica”.
Abbiamo già smentito queste argomentazioni in passato.L’UE non chiede a nessuno dei suoi partner di fare una scelta tra l’UE o altri Paesi e non impone alcuna azione o programma ai Paesi partner. Inoltre, la partecipazione all’iniziativa del Partenariato orientale non esclude l’adesione all’Unione economica eurasiatica. Armenia e Bielorussia, ad esempio, partecipano a entrambe.
Puoi vedere gli altri miti ricorrenti sul Partenariato orientale smentiti qui.