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Le conseguenze disinformative della limitazione della disinformazione

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L’azione di YouTube contro RT ha provocato una reazione di ritorno sul fronte della disinformazione, ma ciò non impedisce a RT di diffondere disinformazione.

La scorsa settimana, YouTube ha eliminato i canali in lingua tedesca di RT per violazioni della politica della piattaforma sulla disinformazione relativa al COVID-19 e dei suoi termini di servizio. Ciò ha portato i media filocremlini sia a fare i capricci per la decisione sia a cercare di difendere RT Deutsch.

Sputnik, una testata creata tramite un decreto presidenziale, ha incolpato il governo tedesco per quella che in realtà era la decisione di una società privata statunitense, mentre la TV russa controllata dallo Stato ha etichettato l’azione di YouTube come “aggressione” e ha sostenuto che RT German fosse “scomoda” per i funzionari tedeschi.

Eliminazione o demonetizzazione?

L’applicazione dei termini di servizio di una piattaforma e quindi la rimozione dei contenuti di note testate di disinformazione (o il loro declassamento nei feed di notizie) sono elencati come leve per affrontare la disinformazione dal Global Disinformation Index (GDI).Come si può vedere dalla reazione di RT, la cancellazione del suo canale fa decisamente male, ma ha anche significato che le persone si sono semplicemente spostate su una nuova piattaforma.

Tuttavia, agli occhi di GDI “il modo più efficace, più facile e più democratico di affrontare il problema” della disinformazione sarebbe ridurre la capacità di monetizzare i contenuti tramite pubblicità, e-commerce, donazioni dirette o altri canali. D’altra parte, l’opzione della demonetizzazione potrebbe non funzionare esattamente contro le agenzie di stampa o i canali TV sponsorizzati dallo Stato, che sono pieni di finanziamenti statali, portando a un “giornalismo” controllato dallo Stato.

Per avere un’idea di come stia andando questo processo di demonetizzazione, basta cercare i banner pubblicitari o guardare il codice del sito web. Un rapido esperimento con casi di disinformazione raccolti questa settimana mostra come i codici di siti web che sembrano normali testate giornalistiche (che diffondono anche disinformazione pro-Cremlino) includano frammenti di tracciamento pubblicitario di varie aziende di pubblicità online, tra cui Google Ads. Ciò significa che gli utenti vedono banner pubblicitari e i siti web guadagnano denaro.

È importante tenere anche presente che, per esempio, la dichiarazione di non responsabilità di RT finanziata dallo Stato afferma che nessuno dei suoi contenuti è soggetto a riproduzione e può essere utilizzato solo per scopi personali e non commerciali.Allo stesso tempo, il disclaimer indica che il permesso di utilizzare i contenuti può essere concesso se la parte interessata invia un’e-mail o una richiesta scritta alla sede centrale di RT in via Borovaya 3, Mosca.

Disinformation Times 55

Dato che RT e Sputnik sono spesso intesi per influenzare l’opinione pubblica internazionale e lo fanno con menzogne e manipolazioni, non sarebbe nell’interesse del Cremlino rendere molto complicato il processo per ottenere tale permesso. Il database EUvsDisinfo mostra che i messaggi di disinformazione provenienti da RT vengono ripubblicati sistematicamente su altri mezzi di informazione. Un buon esempio di ciò è un articolo di RT ripubblicato su 55 testate, che sostiene che in Ucraina ci sia un conflitto interno, nascondendo così il ruolo che la Russia e le sue forze armate svolgono nel destabilizzare il paese e la regione.

RT, interamente finanziata dal governo russo, lavora per nascondere fatti scomodi, che si tratti dell’abbattimento del volo MH17 o dell’annessione illegale della Crimea, dietro una cortina fumogena di disinformazione e cospirazioni. Inoltre sta costantemente ampliando la propria presenza sulle piattaforme dei social media.Inoltre, sulla scia della cancellazione da parte di YouTube degli account tedeschi di RT, la sua critica al panorama mediatico nei paesi occidentali suona particolarmente vuota, vista la stessa storia della Russia di repressione dei media indipendenti attraverso la Legge sugli agenti stranieri. Nessuna sorpresa che il paese occupi la 150a posizione nel World Press Freedom Index, rispetto al 34o posto della Francia o al 13o della Germania.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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