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«Noi contro loro»: la visione del mondo in bianco e nero di un analista militare filo-Cremlino

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Gli esperti di difesa sui canali sostenuti dallo Stato russo tendono a ripetere diverse narrazioni di disinformazione. Tra queste figurano affermazioni secondo cui le armi russe servirebbero a promuovere la pace mentre le armi occidentali provocherebbero conflitti, che un Occidente aggressivo starebbe usando la “guerra ibrida” per fomentare instabilità vicino alla Russia, e che “gli alleati NATO dell’Europa orientale sono burattini degli Stati Uniti”.

Incontra l’esperto: Alexander Khrolenko, analista militare di Sputnik. È una figura di alto profilo con influenza e una missione: di gran lunga l’analista militare più produttivo di Sputnik, avendo scritto più di 90 colonne dall’inizio di quest’anno.

Ricordiamo al nostro pubblico dove lavora il signor Khrolenko: Sputnik è una delle due ammiraglie della campagna multicanale della Russia per influenzare l’opinione pubblica internazionale, l’altra è RT. Sono finanziate direttamente dal governo russo. A proprio agio nel manipolare le informazioni e nel mentire, fanno parte del conglomerato mediatico statale Rossiya Segodnya (Russia Today) insieme ai principali canali statali. I suoi lavori vengono amplificati nell’ecosistema di Sputnik attraverso le sue molte versioni linguistiche, oltre a essere pubblicati da un’altra agenzia di stampa statale, RIA Novosti, e ripubblicati da altri media pro-Cremlino come Baltnews o News Front. Esempi qui e qui.

Sig. Khrolenko scrive di sistemi d’arma russi come i missili balistici Sineva, il caccia SU-57, il sistema missilistico S-400 e il sottomarino Ulyanovsk. È anche un nazionalista russo duro e puro che non esita a vantarsi che il missile balistico intercontinentale Sarmat “porterà in un missile abbastanza testate nucleari da devastare in un solo colpo un territorio grande quanto la Francia”.

I suoi editoriali ripropongono le affermazioni preferite filo-Cremlino e dominano la linea editoriale di Sputnik in materia militare. Diventano un punto di riferimento per individuare tre principali narrazioni che ricorrono nella disinformazione legata alla difesa diffusa dai media filo-Cremlino.

Armi buone e armi cattive

La prima narrazione è un argomento basato sul doppio standard che permea gli scritti di Khrolenko. Mentre le armi russe e le esercitazioni militari incoraggiano stabilità e pace, le armi e le esercitazioni occidentali le compromettono entrambe.

Per esempio, in un articolo scrive: “La tecnologia delle armi russe è stata sviluppata per contenere gli aggressori e mantenere la pace”. In un altro: “Facendo da apripista nello sviluppo e nella produzione di sistemi d’arma ad alta tecnologia, la Russia rafforza la pace sul pianeta”.C’è un’eco del gergo sovietico: interminabili parate militari sotto gli striscioni Lavoriamo per la pace.

In realtà, le armi russe proteggono tutti coloro che sono abbastanza fortunati da ospitarle, indipendentemente da come vengano usate o da quale regime difendano. “Washington e Bruxelles hanno semplicemente deciso di liquidare alcuni paesi eurasiatici indipendenti come stati paria”, scrive, “e solo i potenti sistemi antimissile russi impediscono a UE e USA di intraprendere un’azione militare aggressiva in questi luoghi”.

Al contrario, l’equipaggiamento e le esercitazioni occidentali sono intrinsecamente aggressivi e destabilizzanti. “Mentre la NATO provoca l’azione militare, la Russia la impedisce”, scrive. Arriva persino a suggerire che gli europei, sotto la direzione degli USA, si stiano preparando a una guerra con la Russia: “[L’esercitazione militare della NATO] ‘Defender Europe 21’ suona molto come una prova generale per la Terza guerra mondiale”.

Un Occidente aggressivo (e debole) contro una Russia pacifica (e forte)

La seconda narrazione di Khrolenko è che l’Occidente abbia cattive intenzioni oltre che cattive armi. Per esempio, sostiene che l’Occidente abbia condotto una guerra ibrida in molti paesi post-sovietici, in particolare in Ucraina.Lui scrive: “Non è stata forse la palese ingerenza di USA e UE nel processo elettorale ucraino nel 2014 a provocare il conflitto armato nel Donbas e il successivo ritorno della Crimea alla Russia?”

B prima di A: Vale la pena ricordare che le elezioni presidenziali in Ucraina si sono svolte a maggio 2014, seguite dalle elezioni parlamentari in ottobre. Gli attacchi nell’Ucraina orientale con coinvolgimento russo erano iniziati prima, nell’aprile 2014, così come l’annessione illegale della Crimea era avvenuta prima delle elezioni del 2014 – entro marzo.

Khrolenko raramente fornisce link o fonti per le sue osservazioni e valutazioni, ma ha interpretato le proteste bielorusse contro Lukashenka come un “tentativo occidentale di inscenare un colpo di Stato” nel Paese. L’obiettivo occidentale più ampio sarebbe, secondo quanto si sostiene, quello di trasformare l’intero spazio post-sovietico in “un’area spopolata di conflitto militare permanente”. Inoltre, Washington e Bruxelles starebbero “facendo piani per smantellare una Federazione Russa che è ‘troppo grande’, proprio come hanno fatto con la Jugoslavia”.

L’Occidente viene presentato come se avesse un problema, poiché i suoi veri obiettivi sono quasi diabolici ma le sue armi, secondo Khrolenko, sono vecchie e insignificanti, almeno rispetto al potente arsenale russo. Lui scrive, per esempio, che i caccia SU-30 e SU-27 di fabbricazione russa sono di gran lunga superiori agli equivalenti occidentali.Anche lui sostiene che le tecnologie delle armi russe “supereranno i progetti occidentali per decenni”.

Una domanda pertinente: può essere vero? La Russia ha effettivamente sviluppato un’ampia rete di ricerca e sviluppo nel settore della difesa; tuttavia, secondo esperti, la transizione dalla ricerca alla produzione in serie di nuove tecnologie è stata lenta. Per esempio, l’Esercito russo inizialmente prevedeva di acquisire 2.300 carri armati di nuova generazione del tipo T-14 Armata nel 2015-2020, ma la produzione è stata ripetutamente rinviata. L’ultimo rinvio, annunciato a luglio di quest’anno, ha fissato l’inizio della produzione di massa nel 2022. Il giornalista indipendente russo specializzato in difesa Aleksandr Golts spiega che le audaci dichiarazioni ufficiali spesso presentano lo stato delle forze armate russe in una luce più favorevole di quanto la realtà consenta.

Se seguiamo la logica, perché i paesi dell’UE e della NATO oserebbero rischiare una guerra devastante con la Russia se le sue armi sono così deboli? La risposta di Khrolenko ci porta alla terza narrazione: gli Stati Uniti controllano i loro alleati come burattini, offrendo loro in cambio quasi nulla.

I paesi della NATO come burattini anti-russi

Secondo Khrolenko, gli Stati Uniti dominano i loro alleati dell’Europa orientale, preparandoli a essere usati come “basi di lancio” per un’invasione della Russia.«Gli Stati baltici sono stati trasformati in un enorme poligono di tiro per le truppe straniere», scrive. In un’altra rubrica, sostiene che l’adesione alla NATO non porti alcun beneficio agli Stati baltici. Al contrario, porta a «sfruttamento straniero e allo scioglimento degli eserciti nazionali».

Inoltre, Khrolenko aggiunge anche un po’ di disprezzo. Riversa disprezzo sul sottomarino della Polonia come un pericolo per il suo equipaggio e in un altro articolo deride la spesa militare della Lettonia.

Una prospettiva come «camicia di forza intellettuale»

Insieme, queste tre narrazioni formano un modello, una sorta di camicia di forza. Intrappolano i credenti in un delirio dai toni apocalittici. In questa visione, gli avversari sono al tempo stesso forti eppure deboli, astuti eppure incompetenti, dominanti eppure dominati.

Mentre l’Occidente viene descritto come in decadenza e in declino, il nostro database EUvsDisinfo contiene più di 100 casi recenti in cui la disinformazione è costruita attorno all’affermazione che «l’Occidente sta conducendo una guerra ibrida contro la Russia (o la Bielorussia)».

Seguendo questa logica, la Russia deve contrattaccare, il che a sua volta ha dato origine a una dottrina russa in cui la Russia stessa dovrebbe, e di fatto, impiegare mezzi ibridi.Alcuni hanno soprannominato questo la Dottrina Gerasimov come presentata nella panoramica qui e qui.

Come ha osservato un esperto, il concetto di guerra ibrida è prominente nel dibattito russo sulla sicurezza nazionale: la guerra politica guidata dagli Stati Uniti contro la Russia sarebbe presumibilmente condotta creando “rivoluzioni colorate” o fomentando un “caos controllato” in Russia e nei suoi dintorni. Questo alimenta narrazioni cospirative in cui il proprio nemico è ovunque e in nessun luogo.

Attenzione all’Uomo Nero!

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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