Non c’è niente da ridere
Lo show comico russo KVN è di gran lunga il programma di intrattenimento più popolare nella storia della televisione sovietica e post-sovietica. È stato trasmesso per la prima volta nel 1961 ed è uno show comico di talenti in cui studenti di diverse squadre universitarie competono in satira, parodia ed esibizioni musicali.
Una discussione dello show e del suo ruolo nell’ambiente russo di formazione dell’opinione è stata inclusa in un documento analitico, pubblicato la scorsa settimana dal NATO Strategic Communications Centre of Excellence di Riga. Secondo gli autori dello studio, «elementi di umorismo sono stati utilizzati come strumenti di comunicazione politica strategica» e si osserva che screditare i leader politici europei è un messaggio chiave. La reazione nei media filocremlino è stata – non sorprendentemente – quella di deridere lo studio. Perché un programma di intrattenimento non è forse semplicemente ciò che dice di essere – intrattenimento?
Tra coloro che hanno preso in giro lo studio, un rappresentante della TV russa Pervy Kanal ha detto: «Lo abbiamo letto e abbiamo riso». Questa reazione è stata riecheggiata dalla portavoce del Ministero degli Affari Esteri russo, che ha scritto su Facebook che «non mi sorprenderebbe se, nelle profondità di questa analisi, [i comici russi] Galustyan e Revva venissero indicati come responsabili di sabotaggio informativo e strategico».Numerosi altri media filo-Cremlino hanno seguito questa linea, pubblicando articoli con titoli come “La NATO riconosce il KVN come l’arma segreta del Cremlino” (Komsomolskaya Pravda) e “I partecipanti del KVN definiscono il rapporto della NATO ‘assoluta assurdità’ e ‘una roba da asilo’” (NTV). Anche la versione inglese di Sputnik è entrata in modalità celebrativa con il titolo “I comici russi ululano dalle risate per l’affermazione della NATO secondo cui sarebbero uno strumento del Cremlino”.
Quindi il centro della NATO si è reso ridicolo guardando con attenzione la televisione di intrattenimento russa? Forse no. Radio Ekho Moskvy ha sondato il suo pubblico chiedendo se “la valutazione del KVN e di programmi simili come strumento di propaganda abbia un senso”. Entro lunedì, il 68% delle risposte tra coloro che hanno votato online era d’accordo con lo studio e ha risposto che ha senso. Tra coloro intervistati per telefono, il 60% condivideva questa opinione. Dunque, secondo i partecipanti a questo sondaggio, gli autori “devono aver colpito un nervo scoperto”, come un rappresentante del centro con sede a Riga ha detto a Meduza.
Leggi lo studio qui: http://www.stratcomcoe.org/stratcom-laughs-search-analytical-framework
