“Non risparmiare i proiettili – la ricetta per salvare la Russia”
L’ecosistema della disinformazione pro-Cremlino si mobilita contro le proteste
L’ecosistema della disinformazione pro-Cremlino sta disperatamente cercando di formulare una posizione sulla protesta nazionale di sabato 23 gennaio – “Una bolla, sul punto di scoppiare”, “adolescenti fuorviati”, “Una rivolta dei ben pasciuti”, ”Un tentativo di colpo di stato”… Ma praticamente tutti i media concordano su un punto: le proteste sono state gestite dall’estero; ora le autorità devono agire con fermezza.
Il sito nazionalista Tsargrad chiede sangue:
[Le autorità] devono agire con la massima fermezza e crudeltà [жёсткая и жестокая]. Non principalmente contro gli scolari per strada, ma contro gli organizzatori e i megafoni della rivolta. Nessun singolo blogger, editore, attivista politico o sociale che in un modo o nell’altro abbia chiamato alle proteste “per Navalny” deve rimanere libero. Un tentativo di colpo di stato – e non lasciamoci ingannare, è questo ciò che vediamo – non può restare impunito.
Sterminare!
Il media invita le autorità a usare munizioni vere contro i manifestanti.In un articolo, intitolato “Non sparate a salve, non risparmiate i proiettili – La ricetta per salvare la Russia”, Tsargrad offre due alternative per i manifestanti:
Se vogliamo difendere la Russia, quei bastardi hanno una sola scelta: prigione o emigrazione.
Sabato 23 gennaio ha portato decine di migliaia di russi in strada a protestare contro la detenzione del leader dissidente Alexei Navalny, contro la corruzione all’interno della leadership del Cremlino, contro l’economia stagnante della Russia e la mancanza di diritti democratici di base. I media indipendenti hanno riferito di manifestazioni nella maggior parte delle principali città russe. L’ONG per i diritti umani OVD-info riporta che oltre 3.500 persone sono state fermate durante le proteste.
A differenza di quanto avvenuto in precedenza, questa volta la TV di Stato russa ha dato ampia copertura alla protesta per Navalny – attraverso un mix aggressivo di accuse.
Pervyi Kanal, uno dei canali televisivi statali russi con un’influenza significativa nella società russa, ha impiegato tutto il suo peso per incorniciare la protesta per Navalny.
Nel notiziario della prima serata di domenica, in cui gli eventi della settimana vengono selezionati, presentati e interpretati per il grande pubblico, le proteste di Navalny sono state mescolate con diverse altre questioni interne.Tutto per dare l’impressione di una società russa sotto attacco: le imminenti elezioni del Parlamento russo sotto influenza occidentale, le preoccupazioni per la salute pubblica come la diffusione del Covid-19 durante le manifestazioni e perfino un appello ai genitori affinché siano responsabili dell’educazione di bambini e giovani. Infine, il pubblico più avvezzo al digitale è stato avvertito che i social media contengono bacini di falsi, finzione e sovversione sulla vicenda di Navalny.
Berlino e Washington sono state indicate come istigatori e sostenitori di Navalny e dei suoi seguaci, che non sono altro che giovani pedine ingenue nel cinico gioco a scacchi dell’Occidente con il futuro della Russia.
Un conduttore televisivo sanzionato dall’UE e figura di spicco della disinformazione filo-Cremlino si è spinto oltre, mettendo in guardia il pubblico russo dal cedere alla pedofilia politica:
“Non consegnate i vostri figli ai pedofili politici, ovvero come Alexei Navalny è stato inviato in Russia dalla Germania con un compito da portare a termine”.

L’implicazione che emergeva da un ampio servizio nella prima serata televisiva della domenica era chiara: i “servizi segreti della NATO” non solo avrebbero dettato lo сценарιο dell’ultima inchiesta di Navalny sulla corruzione politica, ma lo avrebbero anche rimandato a casa in Russia per creare “caos”. Alle proteste avrebbero partecipato soprattutto bambini e adolescenti sprovveduti, sfruttati da Navalny per tornaconto politico.Navalny stesso, sosteneva Kiselyov, era un politico bravo quanto uno scopino per il WC…

Sminuite!
Mentre alcune fonti ufficiali sminuivano le proteste, descrivendole come piccole, il maggiore quotidiano russo, la Komsomolskaya Pravda, descrive le proteste come una “Rivolta dei ben pasciuti” e lascia intendere una “guerra totale” contro i manifestanti:
Tutto è molto semplice: questa è stata una rivolta di ben pasciuti, di persone ben pasciute senza troppa preoccupazione per il proprio futuro. Questa è stata una maledizione di più o meno tutti gli Stati o imperi funzionanti nel corso della storia. Forse qualcuno capirà che il nostro “regime” è molto gentile e umano. Non c’è bisogno di portarlo al limite. Perché l’unico modo per fermare le rivolte dei ben pasciuti, un metodo noto fin dai tempi romani, bizantini e persiani, è una buona guerra totale.
Il nazionalista Tsargrad invita i cittadini rispettosi della legge a mobilitarsi contro i “Cacciatori di topi”
Quanto dobbiamo ancora sopportare questo “ballare” al ritmo di tamburi stranieri? Non è forse arrivato il momento per noi di scendere in strada? Pensieri di questo tipo si sentono continuamente, e questo è anche inquietante. Una vera sollevazione popolare contro i Cacciatori di topi sarà qualcosa di molto più spaventoso di quelle “passeggiate” a sostegno di Navalny e delle proteste con lo slogan “Putin deve dimettersi”.
Il suggerimento che Navalny, in modo simile al Pifferaio magico di Hamelin, ipnotizzi i bambini affinché diventino pedine inconsapevoli nelle sue battaglie è un elemento centrale dei media filocremlino. Questo ha una doppia funzione: demonizza Navalny e sminuisce le proteste.
South Front, in genere una testata in lingua inglese, con alcune difficoltà con l’inglese, segue gli stessi punti di discussione del Cremlino definendo le proteste “Una crociata dei bambini”:
L’opposizione neoliberale russa ha dimostrato ancora una volta di essere pronta a usare qualsiasi trucco sporco e persino a usare i bambini per i propri scopi politici. I leader di questi gruppi filoccidentali in realtà non si associano allo Stato russo e alla nazione russa e usano una retorica populista e anti-governativa semplicemente come strumento per servire gli interessi dei loro sponsor stranieri, oltre che per aumentare la propria ricchezza.
(“In realtà non si associano allo Stato russo e alla nazione russa” – siamo d’accordo, l’inglese non è una lingua facile)
Colpa!
Questo ci porta alla parte della colpa. Le testate filocremlino puntano aggressivamente il dito praticamente in ogni direzione.Il Ministero degli Affari Esteri della Russia accusa l’Ambasciata degli Stati Uniti a Mosca di “impartire istruzioni” per le proteste.
Ancora una volta, l’Ambasciata degli Stati Uniti a Mosca dimostra il suo disprezzo per le norme e le regole diplomatiche, condividendo attivamente messaggi a sostegno delle manifestazioni non autorizzate nelle città russe. In sostanza, ciò costituisce un’istigazione alla violenza, ipocritamente mascherata da protesta pacifica, in cui gli organizzatori attirano cinicamente dei minorenni.
Possiamo vedere i “soliti sospetti”: i servizi segreti occidentali, il Partito Democratico statunitense, Soros, i neo-liberali… Tutti i soliti nemici, che tirano i soliti fili per, come al solito, mettere in atto “rivoluzioni colorate”. Nulla di molto originale. Ma South Front propone un nuovo nemico: le piattaforme online. Molti partecipanti hanno usato il social network cinese Tik Tok per diffondere la notizia delle proteste pianificate, producendo meme, video e condividendo dettagli su dove incontrarsi e cosa fare. South Front commenta:
La leadership politica cinese, che ha il controllo su TikTok, permette che esso manipoli i feed di notizie russi.È interessata a esercitare pressione sul Cremlino per ottenere ulteriore leva nei negoziati con il Cremlino, dopodiché Pechino potrà utilizzare i meccanismi necessari e rimuovere con calma tali contenuti “a orientamento politico”.
Nella logica del Cremlino, qualsiasi espressione di malcontento popolare è un attacco ai fondamenti dello Stato.
