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Promemoria: la Russia vuole la guerra, non la pace

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Ultimamente, l’etere è in fermento con la parola “pace”. Dal fare da sfondo a burrascosi incontri nello Studio Ovale, al dominare le agende dei leader europei, sembra che tutti parlino di pace. Nessuno più rumorosamente dei portavoce della disinformazione del Cremlino.

Perché? Perché la Russia aveva deciso di cooptare e appropriarsi della narrazione della pace molto tempo fa, per presentare la guerra russa di conquista coloniale in Ucraina come una nobile ricerca di pace. Per questo il Cremlino ha teso trappole per irretire gli ignari, inducendoli a prendere in considerazione l’idea che la Russia voglia davvero la pace in Ucraina.

La lunga truffa

Da tre anni ormai seguiamo le macchinazioni del Cremlino sulla pace. Dall’emettere ultimatum irrealistici e respingere le proposte dell’Ucraina, al sabotare tentativi legittimi di costruire slancio per la pace, al rappresentare in modo ingannevole la brutalità della Russia contro l’Ucraina, al confondere le acque con inermi trovate PR e tentativi fiacchi di fingere interesse per la pace.Le strane idee del Cremlino sulla pace sono sempre state concepite per mascherare il fatto che, per la Russia, la pace significa la totale capitolazione dell’Ucraina.

Rifiutare la ragione, pretendere tutto, invocare il “Regolamento finale”

Nessuno desidera la pace più dell’Ucraina e di coloro che la sostengono. Non si tratta solo di parole. Per passare ai fatti, Emmanuel Macron, Presidente della Francia, ha proposto una tregua, sospendendo gli attacchi aerei e navali, così come gli attacchi alle infrastrutture energetiche, come passo tanto necessario verso una pace giusta e duratura in Ucraina. E che cosa ha detto a ciò la Russia, apparentemente così interessata alla pace? In una parola: inaccettabile.

Più di una parola? Il volto di gran parte dell’apparato di manipolazione informativa del Cremlino, ospitato presso il Ministero degli Affari Esteri russo, Maria Zakharova, si è dilungata a lungo, non solo per respingere l’idea di una tregua come passo verso la pace, ma anche per riciclare noti cliché di disinformazione filocremlina. Mentre la trascrizione in lingua inglese di questo velenoso incontro con la stampa è stata accuratamente rifinita per il pubblico straniero, parlando della necessità di “finalizzare il regolamento”, il testo originale in russo lasciava intendere molto più chiaramente che il “regolamento finale” non riguarda tanto la pace, quanto la soluzione del “problema ucraino”.Se questa è la retorica del Cremlino, la Russia è davvero interessata alla pace?

Quindi, questo è un promemoria molto necessario che la Russia non vuole la pace. Vuole, anzi, ha bisogno della guerra. Non fatevi ingannare.

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