Quando il giornalismo scandalistico è l’unico gioco in città
«Loro [i francesi] devono attraversare l’inferno globalista. Non meritano la democrazia che milioni di soldati sovietici hanno pagato con la vita». Così il più grande quotidiano russo, il giornale filocremlino Komsomolskaya Pravda (KP), ha commentato l’esito delle elezioni presidenziali francesi, in un report scritto da un giornalista della redazione. Il titolo dell’articolo diceva che i francesi “meritavano” il signor Macron e lo definiva “uno psicopatico che odia la Francia” (per un resoconto più approfondito dell’articolo di KP, si veda l’articolo di The Independent al riguardo). Il linguaggio usato da KP arriva dopo una serie di articoli negativi su Emmanuel Macron nei media filocremlino, che si basavano in parte su speculazioni riguardo al suo orientamento sessuale, al suo passato da banchiere e ai suoi presunti legami con gli Stati Uniti. Abbiamo descritto gli sviluppi nella fase che ha preceduto il primo turno delle elezioni (vedi i nostri articoli di febbraio e marzo). Nell’intervallo tra il primo e il secondo turno, la narrazione nei confronti del signor Macron è diventata sempre più aggressiva.
Un report del 21 aprile di Zvezda, l’organo del Ministero della Difesa russo, ha ripreso la definizione di Marine Le Pen di Macron come “un debole” e “isterico”. KP ha pubblicato il titolo: «La vita privata dei candidati presidenziali francesi: Le Pen è divorziata, Macron ha un marito segreto».Secondo KP, il sig. Macron deve la sua popolarità alla “biografia esotica di un giovane politico che è riuscito a piacere alle donne mature, ai discendenti di migranti e alla comunità finanziaria internazionale”. In assenza di prove a sostegno delle voci sul “marito segreto” del candidato, il giornale si limita a citare un commentatore che afferma che “alcuni francesi concludono che sia gay”.
Il monopolio di fatto detenuto dai media filocremlini in Russia significa che molti russi non vedranno resoconti alternativi della politica negli Stati membri dell’UE. Come abbiamo riportato, il conduttore di talk show Dmitry Kiselev ha rilanciato le voci sulla presunta omosessualità del sig. Macron già a febbraio. Con scarso accesso a media che mettano in discussione queste storie o sostengano che siano irrilevanti, tali voci acquistano peso nel formare l’opinione pubblica in Russia. Con il 74% dei russi convinto che l’omosessualità non debba essere accettata dalla società (si veda il sondaggio del Pew Research Centre), l’uso di questa voce veicola non solo un messaggio sensazionalistico, ma anche direttamente negativo su Emmanuel Macron.