Raddoppiare la posta sul «nazismo»
In mezzo al frastuono della disinformazione, una delle tecniche ricorrenti che riaffiora continuamente è la ripetizione di un linguaggio estremo per criticare, insultare o denigrare. E una delle accuse preferite è quella di nazismo.
Questa settimana ne abbiamo visto diversi esempi. La persistente affermazione secondo cui l’Ucraina è governata da nazisti è uno strumento abituale nella campagna di disinformazione filocremlina per screditare il Paese. Questa settimana abbiamo visto accuse rivolte a politici italiani – da parte di un organo d’informazione in lingua italiana – secondo cui sostengono truppe ucraine naziste nel Donbass e contro un monumento armeno.
Inoltre, la scorsa settimana abbiamo visto gli Stati Uniti pubblicare un elenco di nomi che include 210 alti funzionari e miliardari russi. L’elenco di per sé non impone nuove sanzioni alla Russia. La pubblicazione dell’elenco era richiesta dal Countering America’s Adversaries through Sanctions Act, che intendeva rispondere all’interferenza della Russia nelle elezioni statunitensi del 2016.
La risposta della TV russa è stata paragonare l’elenco all’Olocausto.Il messaggio fortemente emotivo era che «qualsiasi cittadino della Russia potrebbe finire in questa lista», «ognuno di noi è cattivo solo perché viviamo in Russia» e, infine: un paragone con la segregazione, il nazismo e l’Olocausto.
Ecco come appariva sulla TV russa:
Focus sulla Crimea
Questa settimana erano presenti due narrazioni di disinformazione collegate alla Germania. «Harem per i rifugiati pagati con i soldi dei contribuenti tedeschi» ha continuato una tendenza ben documentata di alimentare le preoccupazioni sulla politica migratoria del Paese. Il titolo accattivante si basa su citazioni anonime tratte dai social media.

La disinformazione sugli harem pagati con i soldi dei contribuenti tedeschi si basa su citazioni anonime dai social media.
E la visita di deputati regionali tedeschi in Crimea è stata descritta dal canale TV Zvezda del ministero della Difesa russo come «ufficiale», in linea con gli sforzi in corso per normalizzare l’annessione illegale della penisola, non riconosciuta dall’UE.I media pro-Cremlino hanno opportunamente amplificato la storia.
Tuttavia, il governo tedesco ha rapidamente smentito questa affermazione, dichiarando che: “Siamo fondamentalmente critici nei confronti di tali visite, ma i viaggi privati non rientrano nelle sanzioni.” La Germania ha inoltre affermato che aderisce alla politica di non riconoscimento a causa dell’annessione illegale della Crimea da parte della Russia e che la Germania avverte coloro che decidono di viaggiare delle conseguenze legali dal lato ucraino.