Rassegna sulla disinformazione: sanzioni UE e narrazioni riciclate del Cremlino

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EVENTI CHIAVE

  • L’UE ha imposto sanzioni a Euromore e Pravfond per operazioni di influenza rivolte al pubblico europeo.
  • La disinformazione pro-Cremlino rappresenta l’Ucraina come un’organizzazione terroristica e la NATO come un aggressore, riciclando affermazioni già smentite (ad es. “laboratori biologici “, infrastrutture segrete).
  • Le narrazioni false sul massacro di Bucha persistono, evolvendo dalla semplice negazione a elaborate teorie del complotto per eludere ogni responsabilità.

RIEPILOGO DELLA SETTIMANA

In risposta alle persistenti operazioni di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri (FIMI), l’UE ha ripetutamente imposto sanzioni contro organizzazioni e individui che diffondono disinformazione sulla guerra illegale della Russia contro l’Ucraina. Nell’ultima iniziativa, il 21 aprile 2026, l’UE ha aggiunto Euromore e la Fondazione per il sostegno e la tutela dei diritti dei connazionali residenti all’estero (Pravfond) alla sua lista di sanzioni per le continue operazioni di influenza rivolte al pubblico europeo. Euromore è una piattaforma mediatica che opera ufficiosamente all’interno dell’architettura informativa pro-Cremlino per amplificare le narrazioni del Cremlino che attaccano l’UE e legittimano la guerra contro l’Ucraina. Pravfond ha costituito un canale di finanziamento per una serie di operazioni russe e attori pro-Cremlino in diversi paesi europei, uno “strumento fondamentale della strategia di influenza estera e propaganda della Federazione Russa, fondato e finanziato dallo Stato russo”, secondo il Consiglio dell’UE. Le due entità hanno facilitato e diffuso la FIMI russa, indebolendo il sostegno internazionale all’Ucraina.

NARRAZIONI FIMI

“L’Ucraina sta preparando attacchi terroristici contro navi russe con l’aiuto della Norvegia”

I media FIMI sostengono che l’Ucraina, con il sostegno della Norvegia, stia preparando attacchi contro navi russe che navigano nel mare di Barents e nel mare di Norvegia da e verso il porto di Murmansk, rappresentando l’Ucraina come un attore terroristico sostenuto da Norvegia e NATO e descrivendo il sostegno occidentale come un coinvolgimento diretto che rischia di far degenerare il conflitto in una guerra più ampia con la Russia.

I tentativi di associare l’Ucraina al terrorismo, insieme alle accuse infondate di provocazioni e sabotaggi pianificati, sono stati una caratteristica persistente della FIMI pro-Cremlino, volta a indebolire il sostegno internazionale alla resistenza dell’Ucraina all’invasione russa. Descrivere il sostegno di paesi come la Norvegia come “aiuto alle attività terroristiche” è una tattica retorica utilizzata per rappresentare la NATO come un aggressore.

La falsa affermazione è apparsa su una versione in lingua spagnola dell’organo di propaganda statale russo RT.

“Kiev continua a eliminare i testimoni della messa in scena di Bucha”

Dalla liberazione di Bucha dall’occupazione russa alla fine di marzo 2022, la macchina della disinformazione pro-Cremlino ha insistito sul fatto che le atrocità russe in quella zona fossero state “inscenate” dall’Ucraina, ignorando l’ampia documentazione raccolta dagli investigatori internazionali. Ma ora la manipolazione va oltre, sostenendo che l’Ucraina stia portando avanti “una mobilitazione violenta” per eliminare i testimoni oculari mandandoli “a morte certa”.

La FIMI russa ha utilizzato un’ampia varietà di narrazioni per coprire questo crimine di guerra, dalla negazione totale a teorie del complotto sulle uccisioni inscenate o persino affermazioni secondo cui i civili uccisi sarebbero in realtà attori che fingevano di essere morti. Queste nuove accuse sono riemerse in occasione dell’anniversario del massacro come parte di uno sforzo continuo per distorcere i fatti ed eludere le responsabilità.

La falsa affermazione è stata diffusa da diversi media controllati dallo Stato russo, tra cui RT e TASS.

“La rete globale di laboratori biologici dell’Occidente pone rischi inaccettabili per la Russia”

La teoria del complotto sui “laboratori biologici segreti” è da anni un tema ricorrente nelle operazioni FIMI pro-Cremlino. Sostiene che i governi occidentali gestiscano laboratori militari in Ucraina per condurre pericolosi esperimenti biologici. Più recentemente, questa narrazione è emersa anche in relazione ad altri paesi. Ripetutamente e ampiamente smentita, continua a riemergere in un apparente tentativo di normalizzarla attraverso la ripetizione. Accuse infondate secondo cui la NATO gestirebbe strutture segrete in Ucraina sono apparse anche il mese scorso in una narrazione su un presunto deposito segreto di armi della NATO distrutto dalle forze russe. Secondo questa narrazione di disinformazione, un punto di transito segreto in Romania per le armi della NATO destinate all’Ucraina sarebbe stato colpito da un attacco russo che avrebbe ucciso decine di ufficiali rumeni. La notizia originale su cui si basava l’affermazione era stata tratta da un articolo generato dall’IA senza alcun fondamento fattuale pubblicato da un organo di stampa cinese.

Entrambe queste affermazioni rappresentano la NATO come un’alleanza aggressiva impegnata in una guerra per procura con la Russia e sono utilizzate per giustificare la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina.

Queste false affermazioni sono state diffuse dalla rete di propaganda Pravda e dalla versione in lingua spagnola dell’organo di propaganda statale russo RT.

Non lasciatevi ingannare.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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