Ritorno allo stalinismo?
Immagine: Dmytro Zolotukhin su Twitter
L’estate è arrivata in Russia e l’attuale assemblea parlamentare, eletta nel 2011, è stata sciolta prima delle elezioni del 18 settembre.
“Alcune delle leggi più repressive della storia post-sovietica”
La Duma uscente questa settimana ha approvato un pacchetto di leggi antiterrorismo e antiestremismo, etichettato “pacchetto Yarovaya” dal nome della deputata della Duma Irina Yarovaya.
Voci indipendenti russe hanno espresso profonda preoccupazione su tutta la linea. Tra queste vi era il principale media critico Meduza, che ha parlato di “alcune delle leggi più repressive della storia post-sovietica”.
Le nuove leggi sulla “mancata denuncia di un reato”; “giustificare il terrorismo sui social media” e la legge che obbliga i fornitori di comunicazioni via internet a collaborare con gli organi di sicurezza nazionale nella decifrazione delle comunicazioni criptate sono state individuate come oggetto di critica.
Per una panoramica del pacchetto, leggi l’articolo di Meduza in inglese.
“Il 1937 è tornato”
I dibattiti sulla legislazione antiterrorismo che limita le libertà di parola e di assemblea non sono unici alla Russia.
Tuttavia, in Russia c’è la consapevolezza della disponibilità del governo ad applicare la legislazione sull’“estremismo” come mezzo per mettere a tacere l’opposizione politica.Questa settimana, il popolare blogger Ilya Varlamov ha mostrato con i numeri come le sentenze dei tribunali russi che limitano la libertà di espressione siano aumentate vertiginosamente negli ultimi anni.

Il colore rosa mostra il numero di sentenze emesse per “propaganda estremista su Internet”; il colore rosso scuro indica le sentenze basate su “propaganda estremista” al di fuori di Internet. (Fonte: Varlamov.org)
Il testo di Varlamov si intitolava “Il 1937 è tornato”, con un riferimento all’anno più intenso delle repressioni staliniane, e mostrava una foto del governatore di Kirov Nikita Belykh in manette, arrestato questa settimana con l’accusa di corruzione.
Una caratteristica fondamentale delle repressioni staliniane era la persecuzione sistematica di funzionari governativi e membri dell’élite politica del paese.