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Tre narrazioni di disinformazione del Cremlino sull’allargamento della NATO

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Con l’adesione di Finlandia e Svezia alla NATO, le campagne di disinformazione del Cremlino si sono intensificate, ricorrendo a classiche tattiche retoriche per minare le loro decisioni.

Poco dopo l’adesione della Finlandia alla NATO nell’aprile 2023, essa si è resa conto dei veri costi dell’appartenenza all’Alleanza Atlantica. La vita stava peggiorando per i suoi cittadini, poiché il Paese stava ‘affondando’ e il tasso di disoccupazione stava schizzando alle stelle.

La causa di tutta questa miseria? La leadership finlandese avrebbe ‘ceduto’ il Paese alla ‘schiavitù della NATO’, trasformandolo in una ‘colonia dell’Impero’, e starebbe ‘cercando di avviare una guerra mondiale’ – e tutto ciò senza chiedere ai finlandesi comuni.

Storie simili sono apparse quando la Svezia è entrata nell’Alleanza nel marzo 2024.

Come spesso accade con la disinformazione filo-Cremlino, non un solo frammento di queste narrazioni è vero. L’unica verità in queste affermazioni è ciò che ci dicono sulla mentalità delirante al Cremlino.

Cambiamento d’umore

L’attacco non provocato della Russia contro l’Ucraina del 24 febbraio 2022 ha spinto l’umore in Finlandia e Svezia a cambiare.Sia i comuni cittadini sia i leader politici conclusero rapidamente che il tradizionale status di non allineamento militare non fosse la soluzione giusta contro l’imperialismo russo e l’aggressione militare.

Quando i due Paesi nordici presentarono domanda di adesione alla NATO nel maggio 2022 (la Finlandia sarebbe entrata nell’aprile 2023, la Svezia nel marzo 2024), la macchina propagandistica del Cremlino entrò in modalità overdrive.

I media e i funzionari russi controllati dallo Stato, le testate filocremlino altrove e vari “esperti indipendenti” e “analisti” diffusero i punti di discussione del Cremlino sugli effetti apocalittici che l’adesione alla NATO avrebbe avuto per i due Paesi nordici, per l’Europa e, naturalmente, per il mondo.

Ondate di narrazioni

La prima ondata di messaggi sembrava mirata a dissuadere Finlandia e Svezia dal fare domanda di adesione in primo luogo e, successivamente, a spaventarle dal entrare effettivamente nella NATO.

Spesso minacciose nel tono, queste narrazioni affermavano che la Finlandia stesse preparando un’aggressione armata contro la Russia, perfino una “guerra mondiale”. La Finlandia avrebbe “ripetuto l’esperienza distruttiva dei Paesi baltici e della Polonia” e “inevitabilmente si sarebbe trasformata in un trampolino di lancio anti-russo per lo schieramento di truppe straniere”.Secondo la storia, la maggior parte dei finlandesi capiva che la “neutralità” era la chiave della sicurezza della Finlandia e, di conseguenza, la maggior parte dei finlandesi era contraria all’adesione alla NATO. Le cosiddette “élite della NATO”, tuttavia, impedivano loro di esprimere le proprie opinioni in un referendum.

Più in generale, l’allargamento della NATO veniva abitualmente inquadrato come “espansione”, sottraendo agency alla Finlandia e alla Svezia e attribuendo l’allargamento dell’Alleanza non alla loro volontà di aderire, ma alla determinazione della NATO di accerchiare la Russia. Inoltre, nella narrazione del Cremlino, la NATO ha infranto la promessa fatta alla fine della guerra fredda di non espandersi “di un pollice verso est”, e si sostiene che questa sia la ragione del “sangue che scorre attualmente in Ucraina”.

Messaggi in evoluzione

Dopo che Finlandia e Svezia hanno presentato la loro domanda, le narrazioni del Cremlino sono state dispiegate nel tentativo di fermare o ritardare il processo. I media filo-Cremlino hanno riferito con gioia delle riserve di alcuni membri della NATO nell’ammettere in particolare la Svezia, prevedendo che non sarebbe mai riuscita ad aderire.

Una volta entrata la Finlandia, il tono della propaganda del Cremlino è cambiato di nuovo. Il paese non sarebbe rimasto a lungo nella NATO, perché ai cittadini finlandesi non era stato permesso di esprimere le proprie opinioni, si sosteneva ora.Secondo la disinformazione del Cremlino, anche la Finlandia stava già avvertendo il negativo impatto economico della sua membership appena acquisita.

Quest’ultimo gruppo di narrazioni si è concentrato sulle implicazioni di sicurezza dell’adesione di Finlandia e Svezia per entrambi i Paesi e per l’Europa, sottolineando le contromisure che la Russia ha minacciato di attuare.

In sintesi, la messaggistica contro l’adesione della Finlandia alla NATO inizialmente mirava a dissuadere il Paese dal presentare domanda; una volta presentata la domanda, a impedire l’ingresso; e una volta entrato, a dipingere le implicazioni nei colori più cupi possibili.

Questo schema si è ripetuto durante l’adesione della Svezia, che ha richiesto un anno in più rispetto a quella della Finlandia. «Perché non c’è stato un referendum?», hanno chiesto i media pro-Cremlino quando il Paese ha presentato la propria domanda di adesione. Per i disinformatori del Cremlino, la risposta era chiara: perché gli americani hanno deciso per gli svedesi.

La retorica della reazione

Nel suo studio «La retorica della reazione», l’economista politico Albert O. Hirschman ha individuato tre argomenti retorici fondamentali in reazione al cambiamento sociale: perversità, futilità e messa in pericolo.Anche se il classico di Hirschman non si occupava di relazioni internazionali, queste tre modalità catturano piuttosto bene i punti di discussione del Cremlino sull’allargamento della NATO.

«Secondo la tesi della perversità», scrive Hirschman, «qualsiasi azione intenzionale volta a migliorare qualche aspetto dell’ordine politico, sociale o economico serve soltanto ad aggravare la condizione che si desidera rimediare».

Così, Svezia e Finlandia hanno cercato di rafforzare la propria sicurezza aderendo alla NATO – ma l’allargamento della NATO, secondo le narrazioni russe, creerebbe in realtà instabilità: «Dichiarando la loro intenzione di aderire alla NATO, Finlandia e Svezia hanno drasticamente compromesso la loro sicurezza nazionale. […] Ogni finlandese e svedese dovrebbe ora capire di avere un bersaglio dipinto sulla fronte». In effetti, l’adesione alla NATO sarebbe «suicida». La risposta del Cremlino si adatta alla tesi della perversità come un guanto.

La seconda categoria proposta da Hirschman, la tesi della futilità, «sostiene che i tentativi di trasformazione sociale saranno vani, che semplicemente non riusciranno a “scalfire” nulla».Una variazione su questo tema è la trama narrativa che prevedeva che Finlandia e Svezia non sarebbero state abbastanza rapide ad aderire all’Alleanza prima del suo previsto collasso.

La terza tesi di Hirschman – jeopardy – sostiene che «il costo del cambiamento o della riforma proposti è troppo alto, poiché mette in pericolo qualche precedente, preziosa conquista». In linea con questa argomentazione, un’altra narrativa chiave del Cremlino sostiene che la maggior parte di finlandesi e svedesi non sostiene l’adesione alla NATO perché capisce che essa minaccerebbe la prosperità faticosamente conquistata dai loro Paesi: «Si prevede un aumento della spesa militare, mentre la spesa sociale dovrebbe essere drasticamente ridotta. Il benessere diminuirà». Abbandonando lo status di non allineamento militare che per decenni aveva servito così bene i due Paesi nordici, essi metterebbero a rischio non solo la pace ma anche la prosperità.

Le reazioni manipolatorie del Cremlino alle decisioni di Svezia e Finlandia di aderire alla NATO, di fronte all’aggressione militare russa su larga scala contro l’Ucraina, esemplificano bene le tesi di Hirschman della perversità, della futilità e del pericolo.Le risposte del Cremlino sono classici tentativi di screditare una decisione razionale presa da due Stati nordici di fronte a minacce esistenziali provenienti da un vicino aggressivo.

La prossima ondata di messaggi

Proprio come la macchina di disinformazione del Cremlino ha fatto con Finlandia e Svezia, lo farà con altri Paesi che cercano di aderire alla NATO.

Già l’anno scorso, l’agenzia di stampa statale russa TASS ha messo in guardia contro un appello «pericoloso» da parte dei leader moldavi ad aderire all’Alleanza. I cittadini della Moldova vogliono calma, pace e neutralità, ha affermato l’organo di propaganda statale russo TASS – ma proprio come in Finlandia e Svezia, non avranno la possibilità di esprimere la loro opposizione all’adesione alla NATO alle urne, ha continuato la sua manipolazione TASS.

Il nostro primo caso nel database sulla NATO del marzo 2015 aveva un tema simile su una cosiddetta imponente manifestazione contro l’adesione alla NATO che si sarebbe svolta a Bratislava. La foto della cosiddetta manifestazione, che sarebbe degenerata in violenza, era falsa.

Ad oggi, EUvsDisinfo ha oltre 3.300 casi sulla NATO e continueremo a monitorare e smascherare qualsiasi sforzo di disinformazione che cerchi di indebolire l’Alleanza e diffondere narrazioni false.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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