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Twitter come campo di battaglia dell’informazione – Venezuela; un caso di studio

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L’immagine degli aiuti umanitari internazionali come “Cavallo di Troia” è riuscita a consolidare una narrazione su Twitter in lingua spagnola, in cui la Russia viene raffigurata come “difensore” e “pacificatore” e l’Occidente – come il cattivo. Questa conclusione può essere tratta dall’analisi di 1,5 milioni di tweet provenienti da reti di lingua spagnola, che commentano l’attuale situazione in Venezuela.

Twitter è il social network dominante in Venezuela; secondo rapporti, Twitter è la piattaforma con il numero più alto di visualizzazioni di pagina, superando persino Facebook per questo parametro. Questi dati riguardano solo l’attività, ma non riflettono il numero totale di utenti per piattaforma, poiché in Venezuela Facebook (12m MAU) supera chiaramente Twitter (1,28m MAU) per numero di utenti.

Twitter è popolare sia tra il pubblico generale sia tra le autorità. La sua posizione sul mercato venezuelano l’ha resa attraente per varie reti di disinformazione. Nel gennaio 2019, Twitter ha chiuso circa 2 000 account associati ad attività sospette simili a quelle della Troll Factory di San Pietroburgo.

L’analisi dimostra che la rappresentazione del ruolo della Russia come “pacificatore” e “difensore” ha avuto un grande impatto sulle reti. Abbiamo filtrato tutte le menzioni includendo solo quelle contenenti le parole “Russia”, “Mosca” o “Putin” in riferimento al Venezuela.Ciò ha portato a un numero totale di 60.315 tweet per il periodo. Si possono notare alcuni picchi in momenti in cui fonti russe, principalmente RT e Sputnik, rilanciano notizie relative al Venezuela. Vedi il grafico qui sotto:

A: La Russia esprime una posizione ferma secondo cui Maduro è il presidente legittimo del Venezuela

B: La Russia difenderà la Costituzione venezuelana

C: Gli Stati Uniti stanno ammassando truppe al confine venezuelano

E: La Russia sta inviando aiuti umanitari al Venezuela

Il cavallo di Troia

Il successo più eclatante della campagna russa di disinformazione è l’impatto della narrazione del Cavallo di Troia. Il primo caso in cui gli aiuti umanitari di Stati Uniti e UE al Venezuela sono stati descritti come un cavallo di Troia, in spagnolo Caballo de Troya, è apparso nelle reti di lingua spagnola il 24 gennaio:

Ben presto l’immagine di Caballo de Troya ha catturato la fantasia dei vignettisti:

 

La metafora del cavallo di Troia non è né nuova né originale, ma è un’immagine efficace e molto utilizzata che si accorda bene con una narrazione di un Venezuela assediato.Il termine “Caballo de Troya” è stato infine utilizzato in appena il 3,4% di tutti i tweet relativi agli aiuti umanitari statunitensi in spagnolo, ma la metafora si è rivelata un potente veicolo per una narrazione antiamericana.

Una settimana dopo, il termine compare in altre lingue e, più tardi, nei titoli dei mezzi di informazione. Il 22 febbraio, Evo Morales, il Presidente della Bolivia, usa il termine in una dichiarazione citata da RT, denunciando gli aiuti umanitari statunitensi come un cavallo di Troia. Lo stesso giorno, la BBC ha pubblicato un articolo con il titolo “Aiuti al Venezuela: aiuto autentico o cavallo di Troia?”

In questo modo, un’affermazione infondata secondo cui gli aiuti umanitari statunitensi potrebbero essere una copertura per fornire armi all’opposizione è migrata dai social network a testate giornalistiche autorevoli.Nulla nell’articolo della BBC supporta le affermazioni secondo cui gli Stati Uniti impiegherebbero missioni umanitarie per scopi malevoli, ma il concetto è arrivato nelle prime pagine dei principali media internazionali, noti per un’informazione di qualità affidabile.

La narrazione del cavallo di Troia nei riferimenti agli aiuti umanitari statunitensi e internazionali per il Venezuela è attualmente utilizzata nel titolo di 3.600 articoli in spagnolo, provenienti sia da testate autorevoli sia da fonti disinformative. In questo esempio vediamo come una metafora permei due ambienti informativi contrapposti, imprimendo un racconto fuorviante nella memoria collettiva.

In questo contesto vale la pena ricordare che la Russia ha effettivamente utilizzato “convogli umanitari” per consegnare supporto militare a separatisti armati nell’Ucraina orientale nell’estate del 2014, fermando di fatto il ripristino del potere da parte del Governo ucraino nelle aree controllate dai separatisti.

Si può notare che le narrazioni filocremlino sono cambiate drasticamente nella seconda metà di febbraio. Il 19 febbraio, il servizio spagnolo di RT ha riportato che la Russia offre aiuti umanitari al Venezuela. Il 22 febbraio, il servizio russo di RT ha riportato che erano arrivati 7,5 tonnellate di aiuti. Ma quello stesso giorno, il servizio inglese di RT ha improvvisamente sostenuto che nel Paese non c’è carenza di cibo – il suo servizio proveniva da un supermercato pieno di cibo.In questo modo, la narrazione del cavallo di Troia diventa ancora più convincente: perché la comunità internazionale dovrebbe inviare aiuti umanitari al Venezuela, se i negozi sono pieni di cibo?

L’analisi dimostra il potere delle metafore quando viene creata una narrazione. Gli aiuti internazionali, consegnati non solo dagli Stati Uniti, ma anche dall’UE e dagli Stati membri dell’UE, vengono in questo caso efficacemente marchiati come un atto aggressivo, un cavallo di Troia, contro il Venezuela. Screditare gli aiuti internazionali attraverso affermazioni infondate danneggia il popolo del Venezuela. I canali di disinformazione russi sostengono questa narrazione, aggravando così la situazione umanitaria nel Paese.

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