Un falso referendum sul governo di un presidente illegittimo
La Bielorussia ha recentemente tenuto un referendum su modifiche costituzionali. Il risultato è stato, come previsto, falsificato e l’affluenza esagerata. Ma la mancanza di entusiasmo da parte dei media di Stato dimostra che la Bielorussia è già praticamente sotto il controllo di Mosca.
Il referendum era stato pianificato come l’ennesimo trionfo per il presidente illegittimo della Bielorussia, Alyaksandr Lukashenka: una prova del fallimento del movimento di protesta e un simbolo dell’unità del popolo e del suo leader. Invece, ha dimostrato lo status pietoso di Lukashenka come lacchè di Mosca. Il referendum, svolto il 27 febbraio all’ombra della guerra di Putin in Ucraina, ha prodotto il risultato calcolato, ma è stato in generale un affare piuttosto fiacco. Bassa affluenza, copertura mediatica minima: tutto ha dimostrato la sottomissione di Lukashenka al Cremlino.
Quando si tratta di disinformazione, il referendum è una menzogna dentro una falsità avvolta in un falso. Lukashenka non è il leader legittimo della Bielorussia; il risultato è stato truccato e l’affluenza gonfiata a dismisura. E l’indipendenza della Bielorussia – uno degli Stati membri originari delle Nazioni Unite – sembra essere in discussione.
40 Anni come Leader
Alyaksandr Lukashenka un tempo era un maestro nel gestire la sua politica estera in modi che massimizzavano il sostegno da tutte le parti.Avrebbe potuto dimostrare lealtà a Mosca in un’occasione, per poi prendere le distanze dalle azioni russe l’attimo successivo. Per 28 anni ha manovrato abilmente per salvaguardare il proprio potere e i propri privilegi. Ma da quando, con le elezioni goffamente truccate dell’agosto 2020, la sua dipendenza dal Cremlino è diventata totale. Truppe russe sono stanziate in Bielorussia; le forze armate bielorusse sono praticamente sotto comando russo; e la nuova costituzione – oggetto del referendum – rinuncia allo status non nucleare e neutrale della Bielorussia. In realtà limita anche la possibilità per Lukašenka di organizzare nuove elezioni per sé stesso. Per dimostrare di aver ascoltato il malcontento della popolazione, ha introdotto nella costituzione una formulazione che lo obbliga a dimettersi nel 2035, ad appena 81 anni, dopo soli 40 anni come capo di Stato.
Persino i media statali bielorussi sono riusciti a malapena a suscitare un po’ di interesse per il referendum. Cronache garbate, frasi banali sull’entusiasmo e sul guardare al futuro. Un funzionario elettorale ha provato, in un commento sul canale statale STV, e ha fallito, a evitare di menzionare la guerra:
Siamo tutti preoccupati per la situazione che riguarda l’Ucraina. E capiamo molto bene quanto sia importante avere una persona forte come Presidente, un patriota del proprio paese.
Prossima guerra – Moldavia?
La guerra contro l’Ucraina è stata, di fatto, pioggia sulla parata di Lukašenka.La gaffe del Presidente illegittimo, nell’indicare la Moldavia come il prossimo obiettivo militare della Russia, è stata una mossa premeditata per ostentare un certo atteggiamento? «Come osi profanare il mio referendum con la tua guerra, scusa, operazione militare speciale?» Probabilmente no. È stato verosimilmente un errore genuino da parte del satrapo impotente.
Lukashenka sta tenendo in piedi il suo regime in fallimento grazie a una massiccia presenza militare russa, pagando con cieca lealtà ai suoi padroni a Mosca. La Bielorussia è stata uno di soli quattro Paesi (cinque con la Russia) all’Assemblea Generale dell’ONU a votare contro una risoluzione che condannava l’attacco della Russia all’Ucraina.
Lukashenka mente dicendo di essere il Presidente e organizza un referendum farsa, ne falsifica il risultato e finge di essere il leader di un Paese indipendente. Lukashenka è un bugiardo, mente su una menzogna, avallando un violento attacco contro un Paese vicino.