Colpevolizzazione di Kiev, pressioni sulla Moldova e disinformazione sui droni

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IN BREVE:

  • La Russia cerca di scaricare la colpa dei suoi attacchi mortali su Kiev.
  • La Transnistria viene utilizzata come strumento per destabilizzare la Moldova.
  • L’Ucraina viene falsamente accusata di cercare di trascinare gli Stati baltici in guerra con la Russia.

RIEPILOGO DELLA SETTIMANA:

La Russia ha continuato a combinare l’escalation militare con attività FIMI (manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri) coordinate.. In seguito agli attacchi missilistici notturni di domenica su Kiev, i media statali russi hanno falsamente presentato gli attacchi come una ritorsione giustificata, amplificando al contempo gli avvertimenti di ulteriori attacchi, creando pressione psicologica e rafforzando le narrazioni sull’inevitabilità russa e sulla dominanza nell’escalation.

In tutto lo spazio informativo, gli attori allineati al Cremlino hanno intensificato gli sforzi per manipolare le percezioni regionali della minaccia. Negli Stati baltici, le narrazioni pro-Cremlino hanno sostenuto che i droni ucraini rappresentino la principale minaccia alla sicurezza per la Russia, attribuendo la colpa ai governi baltici per aver presumibilmente consentito questi rischi e mettendo in discussione la capacità della NATO di garantire la sicurezza dello spazio aereo baltico, con l’obiettivo di minare la fiducia nelle garanzie di sicurezza degli alleati. Gli organi di informazione FIMI hanno inoltre amplificato le narrazioni del Cremlino che descrivono la Russia come “protettrice” della Transnistria, etichettando al contempo la Moldova come “fascista”. Nel loro insieme, queste narrazioni illustrano il classico ricorso della Russia alla manipolazione dell’informazione per intimidire i propri vicini, indebolire la fiducia nelle istituzioni euro-atlantiche e legittimare l’influenza geopolitica russa.

I messaggi legati alla Russia continuano a esercitare pressioni sull’Armenia in vista delle elezioni, attraverso avvertimenti sulle conseguenze economiche qualora il paese dovesse rafforzare i legami con l’UE.

PANORAMICA DELLE NARRAZIONI DIFFUSE DALLA FIMI:

“I media ucraini sostengono che Zelenskyy sia responsabile dell’attacco notturno su Kiev”
“La Russia ha colpito in Ucraina un obiettivo degno del missile Oreshnik”

Gli organi di informazione pro-Cremlino sostengono che i media ucraini stiano incolpando Zelenskyy per l’ultimo attacco russo su Kiev, uno dei più distruttivi dall’inizio della guerra su vasta scala: se avesse accettato di cedere il Donbas alla Russia, affermano, l’attacco non sarebbe avvenuto. Gli organi di informazione FIMI sostengono inoltre falsamente che il missile ipersonico russo Oreshnik non abbia colpito il centro di Kiev, ma un sobborgo che ospita infrastrutture militari.

Entrambe le affermazioni cercano di giustificare un massiccio raid aereo che ha distrutto numerosi edifici civili nel centro di Kiev, tra cui un mercato e un rifugio scolastico, causando quattro morti e più di cento feriti.. La prima affermazione è un tentativo infondato di allontanare la responsabilità dalla Russia, responsabile dell’attacco, cercando al contempo di screditare il presidente Volodymyr Zelenskyy. Nessun media ucraino lo ha incolpato del raid aereo e il 75% degli ucraini si oppone alla cessione del Donbas alla Russia. La seconda affermazione è l’ennesimo tentativo di presentare gli attacchi russi contro l’Ucraina come diretti esclusivamente contro infrastrutture militari, nonostante le numerose prove che dimostrano come la Russia abbia ripetutamente preso di mira le infrastrutture civili durante tutta la guerra.

Negare i crimini di guerra e scaricare la colpa sono tattiche fondamentali della disinformazione pro-Cremlino.

Questa falsa affermazione è apparsa su Controinformazione.info, un sito italiano che diffonde narrazioni pro-Cremlino.

“Le misure restrittive a lungo termine della Repubblica di Moldova hanno portato a un deterioramento della situazione in Transnistria”

Gli organi di disinformazione sostengono che le restrizioni moldave e le nuove tasse stiano spingendo la Transnistria in una profonda crisi economica che minaccia le imprese e il sostentamento della popolazione.

L’affermazione inverte causa ed effetto, attribuendo alla Moldova la responsabilità di una crisi in gran parte innescata dalla decisione della Russia di interrompere le forniture gratuite di gas che, per decenni, avevano tenuto a galla l’economia della Transnistria. La Moldova ha offerto alla Transnistria il proprio sostegno per l’acquisto di gas dai mercati europei, ma le autorità della regione hanno rifiutato la proposta. L’abolizione degli sgravi fiscali per le imprese della Transnistria a partire dal 2026 fa parte dello sforzo della Moldova di armonizzare i regimi fiscali e doganali su tutto il territorio del paese. Le aziende del resto della Moldova rispettano da anni le stesse norme fiscali e doganali, mentre le imprese della Transnistria avranno un periodo di transizione che si estenderà fino al 2030 per allinearsi pienamente a tali regole.

Ultimamente, gli organi di informazione pro-Cremlino hanno intensificato le affermazioni che presentano la Russia come il protettore premuroso della Transnistria. Allo stesso tempo, il Cremlino ha semplificato l’accesso alla cittadinanza russa per i residenti della Transnistria e ha recentemente adottato una legge che consente a Mosca di ricorrere alla forza militare all’estero con il pretesto di proteggere cittadini russi ritenuti oppressi. L’obiettivo più ampio è destabilizzare la Moldova, mantenere l’influenza russa nella regione e creare un pretesto per future ingerenze.

Questa falsa affermazione è stata diffusa dal sito in lingua romena della rete di disinformazione Pravda.

“L’Ucraina lancia droni contro i paesi baltici per trascinarli in guerra”

La comunicazione FIMI sostiene che l’Ucraina stia deliberatamente utilizzando il sorvolo di droni nello spazio aereo baltico per trascinare altri paesi nella guerra con la Russia.

Non ci sono prove a sostegno di questa accusa. Sebbene negli ultimi mesi si siano verificati con maggiore frequenza incidenti causati da droni vaganti, non vi è alcuna indicazione che i droni ucraini operino intenzionalmente in questo modo; alcuni incidenti potrebbero anche derivare da interferenze russe con la navigazione dei droni o de tentativi deliberati di deviarli nello spazio aereo della NATO. Queste narrazioni sono utilizzate dal Cremlino per alimentare il malcontento nei confronti dell’Ucraina negli Stati baltici e per spingerli a opporsi agli attacchi ucraini sul territorio russo.

Gli organi di informazione FIMI russi hanno inoltre diffuso affermazioni prive di fondamento secondo cui gli Stati baltici starebbero consentendo all’Ucraina di utilizzare il loro territorio per il sorvolo o il lancio di droni, seguite da appelli alla rappresaglia. Questa campagna di disinformazione aumenta la pressione politica sugli Stati baltici e mira a indebolire il loro sostegno all’Ucraina.

Questa falsa affermazione è stata pubblicata da ESRT, la versione in lingua spagnola dell’emittente di propaganda statale russa RT.

Non lasciatevi ingannare.

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I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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