Come diventare un nazionalista apolide
Nelle ultime settimane, i canali del Cremlino si sono concentrati principalmente sulla diffusione di disinformazione sui paesi occidentali: cercando di seppellire i fatti sull’avvelenamento degli Skripal sotto distrazioni e falsità; oppure inventando altri attacchi chimici e biologici, come qui, o qui.Ma questa ultima settimana la campagna di disinformazione della Russia si è nuovamente concentrata sul suo bersaglio numero uno: l’Ucraina.
Pertanto, i programmi televisivi diretti dal Cremlino hanno riversato il veleno dei messaggi di disinformazione già noti dal 2014, sostenendo che:
- l’Ucraina è uno Stato nazista, o una dittatura nazista, che è governata da élite pro-fasciste, e che “Gloria all’Ucraina” è un saluto nazista
- l’Ucraina è anche solo una parte del mondo russo
- ha iniziato una guerra contro la propria nazione – una guerra civile, con la quale la Russia non ha nulla a che fare
- non è un Paese, ma un mero territorio
- in Ucraina non c’è un parlamento eletto
- il leader dei tatari di Crimea Mustafa Dzhemilev è un terrorista che invoca l’uccisione dei crimeani
Tutti questi messaggi di disinformazione sono stati dimostrati falsi innumerevoli volte, eppure i canali pro-Cremlino continuano a ripeterli – dimostrando ancora una volta che il loro scopo non è informare, ma diffondere menzogne, disinformare, fuorviare e diffondere odio.
Le smentite vengono nuovamente ripetute nei singoli casi. Qui evidenziamo la strategia generale di fondo che sta dietro a queste falsificazioni.Come documentato dallo storico Timothy Snyder in il suo libro *The Road to Unfreedom: Russia, Europe, America*, il messaggio che nega che l’Ucraina sia uno Stato era già diffuso dal filosofo fascista Ivan Il’in nella prima metà del XX secolo, ed è stato ripetuto in seguito da esponenti di primo piano russi. Entro il 2014, la parola “fascista” era diventata sinonimo di “ucraini che resistettero all’invasione russa” (capitolo 4).
“Lo schizofascismo fu una delle molte contraddizioni messe in mostra nella primavera del 2014. Secondo la propaganda russa, la società ucraina era piena di nazionalisti ma non una nazione; lo Stato ucraino era repressivo ma non esisteva; i russi erano costretti a parlare ucraino benché non esistesse una tale lingua”, scrive Snyder.
L’affermazione che “il paese XY non è più uno Stato” non è nuova nell’arsenale del Cremlino. Nella nota del governo dell’URSS all’Ambasciatore polacco, il ministro degli Esteri Molotov giustificò l’invasione sovietica della Polonia sostenendo che “lo Stato polacco cessò di esistere”.
Mostrami le tue prove! Beh, QUELLA non è una prova
Ma i media filocremlino non abbandonarono del tutto i paesi occidentali.Una parte significativa dei programmi televisivi russi si è concentrata, nell’ultima settimana, sulle recenti rivelazioni nel caso dell’avvelenamento di Sergei Skripal e, in particolare, sull’identità dei due agenti del GRU coinvolti – come presentata nella congiunta indagine di Bellingcat e The Insider. Si sono inoltre concentrati sulla recente espulsione di agenti del GRU che stavano cercando di hackerare l’OPCW nei Paesi Bassi.

Questa volta, le organizzazioni di disinformazione non hanno ancora prodotto alcuna “controprova”, come documenti o immagini falsificati che spingano una versione alternativa della storia – come abbiamo visto così spesso, ad esempio, nel caso del MH17.Le linee difensive invece hanno seguito perlopiù due filoni: che “L’Occidente sta incolpando la Russia per tutto ciò che di brutto accade”; e che “non ci sono affatto prove reali”.
Così, abbiamo visto rifiuti piuttosto primitivi delle prove presentate, del tipo: “Bellingcat non ha indagato sull’avvelenamento di Skripal”; “non ci sono prove che Chepiga e Mishkin siano agenti del GRU”; “gli agenti del GRU non erano agenti del GRU, ma semplici esperti IT”; oppure “l’OPCW e altre organizzazioni internazionali sono russofobe”.
La settimana scorsa, la radio ceca ha pubblicato una notizia secondo cui i due agenti del GRU che hanno tentato di avvelenare Skripal a Salisbury lo stavano seguendo già alcuni anni fa durante la sua visita nella Repubblica Ceca.
E anche qui, la macchina della disinformazione pro-Cremlino ha prodotto una difesa piuttosto sorprendente: a quanto pare, gli agenti Chepiga e Mishkin non sarebbero andati nella Repubblica Ceca per seguire la loro futura vittima, ma per controllare le scorte ceche di Novichok (la Repubblica Ceca ha negato chiaramente di produrre Novichok).Come l’idea che Chepiga e Mishkin fossero in visita per controllare le scorte di Novichok contribuisca a scagionarli resta un mistero.
La ripetizione è la madre di tutta la disinformazione
Per ottenere l’impatto desiderato, i messaggi di disinformazione devono essere ripetuti costantemente, attraverso il maggior numero possibile di canali — come ad es. il rapporto RAND Il modello di propaganda russo “Firehose of Falsehood” descritto già due anni fa. E alcune delle “vecchie glorie” della disinformazione sono state effettivamente riproposte anche questa settimana, prendendo di mira organizzazioni e individui che sono molto in alto nella lista degli obiettivi della propaganda russa. Così, abbiamo appreso: “i Caschi Bianchi contrabbandano cloro in Siria e inscenano provocazioni”; “Angela Merkel pianifica di ricollocare 500.000 migranti in Georgia”; e “dopo aver inscenato rivoluzioni colorate in Georgia e in Ucraina, George Soros sta ora pianificando una rivoluzione colorata negli USA”. Vedi la tabella per le smentite.
Tutta questa comunicazione mostra la chiara distinzione tra i veri media da un lato e, dall’altro, gli strumenti di una campagna di disinformazione.Mentre i media reali potrebbero commettere un errore, ma quando viene dimostrato che hanno torto lo correggeranno, i canali di disinformazione pro-Cremlino continuano deliberatamente a ripetere messaggi falsi, indipendentemente da quante volte vengano loro presentati i fatti.