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COVID-19 senza giornalismo indipendente

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Immagina una crisi da coronavirus senza giornalisti che raccontino i fatti e tengano le autorità responsabili.

Una simile realtà esiste: in Russia, una giornalista di Novaya Gazeta, Elena Milashina, è stata prima picchiata; poi minacciata dal leader della regione russa della Cecenia; le è stato negato sostegno e, infine, ha visto un articolo sul COVID-19 con la sua firma rimosso dal sito web del giornale, in seguito a una richiesta delle autorità federali russe.

“La morte per coronavirus è un male minore”

Il caso di Elena Milashina può essere seguito in inglese grazie alla newsletter di Novaya Gazeta, che ha descritto un’aggressione fisica contro di lei e l’avvocata Marina Dubrovina a febbraio; le minacce del leader ceceno Ramzan Kadyrov in un videomessaggio pubblico ad aprile; e l’ordine del governo russo di rimuovere l’articolo che aveva provocato la rabbia di Kadyrov.

L’articolo ora cancellato su Novaya Gazeta, “La morte per coronavirus è un male minore,” (una versione russa archiviata è stata conservata qui) descrive come i cittadini in lockdown per il COVID-19 in Cecenia nascondano il fatto di essere malati per paura di ritorsioni da parte delle autorità, che li hanno paragonati a “terroristi”.

Novaya Gazeta ha reagito con una dichiarazione intitolata “Non una scelta editoriale: l’Ufficio del Procuratore Generale ha chiesto di bloccare un articolo di Novaya [Gazeta], che era”””criticata da Ramzan Kadyrov” (vedi l’immagine in alto).

Elena Milashina dopo l’attacco subito a febbraio. Immagine: Facebook/Novaya Gazeta.

A seguito degli appelli a sostenere la sig.ra Milashina e Novaya Gazeta, il portavoce del Cremlino ha liquidato le minacce di Kadyrov definendole “piuttosto emotive”, aggiungendo che “d’altra parte, l’attuale situazione [del coronavirus] è molto emotiva.”

Reazioni internazionali e interne

La comunità internazionale ha reagito con parole forti a sostegno di Elena Milashina, incluse dichiarazioni da parte di l’UE e di il rappresentante dell’OSCE per la libertà di stampa, così come hanno fatto le ONG per i diritti umani, tra cui Human Rights Watch.

La Delegazione dell’UE in Russia ha twittato: “Siamo preoccupati per le notizie di minacce contro la giornalista E. Milashina. Esortiamo le autorità russe a garantire la sicurezza dei giornalisti che svolgono il loro lavoro.La libertà di stampa è il fondamento di uno Stato democratico e deve essere rispettata soprattutto in questo momento difficile”.

La Federazione europea dei giornalisti ha segnalato il caso alla Piattaforma del Consiglio d’Europa per la protezione del giornalismo, e più di 100 attivisti russi per i diritti umani, politici, scienziati e artisti hanno sostenuto Milashina in una dichiarazione pubblica.

Il giornalismo come opposto della disinformazione

Il giornalismo può essere visto come in fondamentale opposizione alla disinformazione: quando il giornalismo è indebolito, è più probabile che la disinformazione domini.

Il giornalismo può anche contrastare direttamente la disinformazione: gran parte del lavoro che viene svolto per smascherare la disinformazione filocremlina – ad es. sull’abbattimento del volo MH17; l’attacco Skripal a Salisbury e la situazione in Crimea illegalmente annessa – è svolto da giornalisti indipendenti e investigativi provenienti dalla Russia e dall’Ucraina.

Anche il governo più democratico non può farcela da solo nel contrastare la disinformazione.Il giornalismo non dovrebbe soltanto godere del valore universale della libertà; il giornalismo detiene una chiave unica di cui ha bisogno qualsiasi società che voglia sostenere e sviluppare la trasparenza, il pensiero critico e dibattiti politici informati.

Se vuoi sostenere Elena Milashina e i suoi colleghi giornalisti e seguire il loro lavoro, iscriviti alla newsletter in lingua inglese di Novaya Gazeta, Russia, Explained.

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Immagine in alto: screenshot da Novaya Gazeta.

AGGIORNAMENTO 9 maggio 2020: l’8 maggio, le autorità russe hanno consentito a Novaya Gazeta di pubblicare una versione censurata dell’articolo di Elena Milashina, “Morire di coronavirus è un male minore”. Una sezione dell’articolo è stata sostituita da un quadrato nero. Sul suo account Facebook, Elena Milashina ha commentato che “le accuse di menzogne palesi si sono rivelate essere una menzogna palese”.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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