Questo articolo è stato tradotto con l'aiuto dell'IA e potrebbe contenere imprecisioni ed errori. Clicca qui per visualizzare l'articolo originale

Dal riciclaggio di informazioni alle attività di influenza: le impronte della Russia nei paesi nordico-baltici

Click here to request the narration for this article
Immagine: NATO StratCom CoE

 

Il rapporto L’impronta della Russia nell’ambiente informativo nordico-baltico presenta le attività della Russia nel panorama della (dis)informazione in Danimarca, Estonia, Finlandia, Islanda, Lettonia, Lituania, Norvegia e Svezia – la regione nordico-baltica.

Inizia con una spiegazione di come le narrazioni possano essere comprese nel contesto della comunicazione strategica, seguita da un caso di studio incentrato su come il Cremlino pianifica e impiega attività di influenza informativa. Il rapporto contiene anche un’analisi delle narrazioni promosse dai media filo-Cremlino e si conclude con un capitolo su ciò che costituisce il riciclaggio dell’informazione e su come questo influisca sugli ambienti informativi negli Stati nordici.

Attacchi alla democrazia in generale

Il capitolo sulle attività di influenza informativa del Cremlino utilizza il caso della Lettonia, dove il sistema educativo del Paese sta passando alla lingua lettone nelle scuole pubbliche di lingua russa, dove attualmente lo studio è suddiviso 60-40 tra le lingue lettone e russa rispettivamente.Ovviamente, la riforma non è accolta favorevolmente da alcuni e pertanto gli Stati stranieri utilizzano attività di influenza informativa per interferire in discussioni interne già esistenti, cercando di polarizzare la società attraverso l’inganno per offuscare, fuorviare e disinformare.

Il sostegno della Federazione Russa alla causa degli attivisti scolastici filo-russi in Lettonia e la semplificazione populistica del problema comportano un rischio a lungo termine di (a) polarizzare la società e (b) indebolire la fiducia nel governo, nelle forze dell’ordine, nella pubblica amministrazione e nella democrazia in generale.

Vale la pena notare che, oltre ai media filocremlini che prendono di mira il pubblico in Lettonia, il Cremlino è attivo anche nelle organizzazioni internazionali:

I tentativi internazionali del Cremlino e dei suoi proxy di dipingere la Lettonia come un paese neonazista che attua politiche volte a cancellare l’identità di una minoranza etnica raggiungono due obiettivi: (a) collocare la Lettonia come estranea ai valori comuni europei e della democrazia liberale, inaccettabile per la famiglia occidentale dei paesi democratici, e (b) giustificare gli interventi esteri della Russia (inclusi quelli militari) presso il proprio pubblico interno mantenendo continuamente la percezione che i connazionali russi all’estero siano minacciati.

Narrazioni alimentate dai media filocremlini

Il rapporto fornisce una panoramica di quali siano le narrazioni sui paesi nordico-baltici che il Cremlino sta cercando di promuovere a livello internazionale e di come siano cambiate.L’analisi prende in esame i principali media filocremlini — Sputnik, RT e Pervyi Kanal — e confronta i risultati dell’anno 2016 con quelli del 2018.

Le narrazioni presenti in entrambi gli anni sono le seguenti:

  • I rifugiati e i migranti come fattore destabilizzante
  • Il progetto Nord Stream 2 non fallirà
  • Questioni di tutela dei minori nel NB8
  • L’idea di una minaccia russa è ridicola
  • L’Islam radicale è un fattore destabilizzante
  • Ascesa dei nazionalisti di estrema destra
  • La cultura islamica è un fattore destabilizzante
  • Finlandia e Russia sono buoni partner
  • I paesi NB8 discriminano le minoranze
  • Alcuni paesi NB8 glorificano i collaboratori nazisti
  • Il 9 maggio viene commemorato in tutto il mondo
  • La NATO attira Finlandia e Svezia a entrare nell’Alleanza

Tuttavia, sono emerse diverse nuove narrazioni e quelle vecchie si sono ampliate. Per esempio, l’affermazione secondo cui “la Russia non concorda che l’Unione Sovietica abbia occupato i Baltici” si è evoluta dal 2016 in “le popolazioni baltiche mancano di rispetto alla Grande Guerra Patriottica e all’eredità sovietica”.

Inoltre, nello studio del 2016 non era presente il termine dell’epoca sovietica shpionomaniya o “mania delle spie”, che implica timori infondati di spionaggio sovietico in Occidente.Questa espressione ridicolizzante è stata ripresa nel 2018 in relazione all’avvelenamento dell’ex agente russo Sergei Skripal e di sua figlia a Salisbury nel 2018 e all’espulsione di diplomatici russi da parte di numerosi Paesi.

La russofobia e il sentimento anti-russo, strettamente legati alla “mania delle spie”, sono stati presentati come un’elaborazione della vecchia narrazione secondo cui l’Occidente complotta per fare della Russia il capro espiatorio di tutto. Sempre nuove nel 2018 sono state le affermazioni secondo cui la NATO sarebbe una minaccia per la sicurezza in Europa e le affermazioni secondo cui alcuni dei Paesi NB8 si sarebbero spinti fino a estremi assurdi promuovendo un’interpretazione molto liberale dei diritti umani.

Riciclaggio di informazioni

Il rapporto si conclude con un’analisi approfondita delle operazioni di riciclaggio di informazioni. Analogamente al riciclaggio di denaro, informazioni false o ingannevoli vengono legittimate attraverso una rete di intermediari che applicano gradualmente una serie di tecniche per distorcerle e occultare la fonte originaria.

L’analisi di 570 singoli attori in 52 casi rappresentativi di riciclaggio ha confermato che il riciclaggio viene effettuato in ogni Paese NB8, con attori domestici che facilitano la diffusione dell’influenza del Cremlino all’interno del Paese e in tutta la regione

Immagine: NATO StratCom CoE

Il rapporto si conclude con un’analisi approfondita delle operazioni di riciclaggio di informazioni.In modo simile al riciclaggio di denaro, informazioni false o ingannevoli vengono legittimate attraverso una rete di intermediari che applicano gradualmente una serie di tecniche per distorcerle e oscurarne la fonte originale.

L’analisi di 570 singoli attori in 52 casi rappresentativi di riciclaggio ha confermato che il riciclaggio viene effettuato in ogni paese NB8, con attori interni che facilitano la diffusione dell’influenza del Cremlino all’interno del paese e in tutta la regione.

Sebbene l’attenzione del riciclaggio informativo sia rivolta all’attività della NATO in generale, esso viene utilizzato anche per criticare la politica ucraina e le sanzioni dell’Unione europea contro la Russia, insieme ad affermazioni di russofobia. Lo studio rivela come gli attori del riciclaggio informativo diffondano narrazioni ideologicamente cariche, spesso sovrapposte a ideologie estremiste.

Puoi saperne di più sullo studio L’impronta della Russia nell’ambiente informativo nordico-baltico e sui contributori qui.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

    Why do you not like our audio?

    it will help us to improve it

      CONDIVIDI LE TUE OPINIONI

      Informazioni sulla protezione dei dati *

        Subscribe to the Disinfo Review

        Your weekly update on pro-Kremlin disinformation

        Data Protection Information *

        The Disinformation Review is sent through Mailchimp.com. See Mailchimp’s privacy policy and find out more on how EEAS protects your personal data.

        🎵 Playlist