Disinformazione come dialogo
Come il concetto di «sovranismo» viaggia nello spazio e nel tempo
La comunicazione non è mai a senso unico. Anche il megafono propagandistico più rigido deve aggiustarsi, affinarsi e adattarsi al pubblico. I canali di propaganda filocremlini ascoltano molto attentamente il pubblico; analizzano risultati, impatto e portata. Si potrebbe persino dire che mentire richiede più da un comunicatore che dire ostinatamente la verità. I fatti sono fatti, che vi piacciano o no. Le menzogne devono essere gradevoli, appetibili, seducenti.
Il processo di disinformazione è un dialogo; in cui il bugiardo si adatta con cura ai valori del pubblico; cogliendo concetti, idee, moltiplicando i messaggi e confezionando dure menzogne in un morbido involucro di mezze verità e fatti, estrapolati dal contesto.
Un esempio di questo dialogo è il concetto di «sovranismo», comparso relativamente di recente nella terminologia politica europea. Il concetto sembra essere entrato nella lingua inglese in relazione al movimento indipendentista nella provincia canadese del Québec negli anni ’60 – Mouvement souverainiste du Québec.
Il sovranismo arriva in Europa
Il termine è entrato nel discorso dell’UE nei primi anni 2000. In questo contesto è diventato parte della disputa perpetua tra «federalisti» e «unionisti».Il concetto di “sovranismo” è fortemente collegato a Henri Guaino, un consigliere dell’ex presidente francese Nicolas Sarkozy, che espresse una visione volta a rafforzare gli interessi nazionali francesi, opponendosi a una più forte integrazione dell’UE.
La parola суверенизм/суверенист compare in russo pressappoco nello stesso periodo. Il filosofo nazionalista russo Aleksandr Dugin la menziona nel 2005 in un commento al referendum francese sulla Costituzione europea . Dugin usa la parola per descrivere l’opposizione al processo euro-atlantico guidato da Washington. L’opposizione di Francia e Germania alla guerra in Iraq promossa dagli Stati Uniti dimostrò, secondo Dugin, il crollo del progresso euro-atlantico e un’occasione per la Russia di migliorare la propria posizione geopolitica.
In Russia il termine finì per simboleggiare l’idea di mettere gli interessi “sovrani” della Russia al primo posto, a prescindere dalla cooperazione internazionale, dall’integrazione in un sistema collettivo di sicurezza europea e così via.
L’influente insider del Cremlino Vladislav Surkov utilizzò il concetto di sovranità come elemento centrale per delineare un’idea nazionale per la Russia. Alla fine venne concepito il concetto di “democrazia sovrana” – una sorta di democrazia definita non dagli standard democratici tradizionali, ma dalle tradizioni nazionali russe di sovranità.Surkov è tornato al concetto di un sistema politico, superiore al concetto occidentale di democrazia, sottolineando l’intrinseca capacità del Sovrano di comprendere i bisogni del popolo e di rispondervi.
Sovranismo invece della Democrazia
Il politologo bulgaro Ivan Krastev ha usato il termine “sovranista” per descrivere l’ideologia del Cremlino, mostrando il collegamento con i teorici politici europei come Francois Guizot (1787 – 1874) e Carl Schmitt (1888 – 1985). Secondo Krastev, Surkov identifica, seguendo Guizot, il concetto di “sovrano” come “il consenso delle élite nazionali responsabili”.
Saltando da un continente all’altro, il concetto di “sovranista” è stato caricato di nuovi significati sin dal suo avvento in Canada. All’inizio, era una visione di indipendenza nazionale, in questo caso, per il Quebec.In Europa è diventata associata a un’idea di opposizione contro il “globalismo”, il “Nuovo Ordine Mondiale”, il “Deep State” ecc.
La parola, inizialmente un concetto piuttosto raro nel discorso politico europeo, è recentemente diventata di uso comune, utilizzata nei dibattiti televisivi e nella pubblicità politica.
Possiamo vedere questa idea ancora aleggiarsi nell’articolo di Vladislav Surkov di inizio anno, in cui descrive la capacità unica del Presidente russo di comprendere, ascoltare e tener conto dei bisogni del popolo. Il suo patrono in persona ha recentemente espresso il proprio principio di democrazia. Contro la democrazia liberale, Putin porta avanti l’idea dei valori tradizionali, insiti nel sovrano: “L’idea liberale è superata; è diventata contraddittoria rispetto agli interessi della stragrande maggioranza”. Putin aggiunge più avanti, secondo la trascrizione del sito Kremlin.ru: “I valori tradizionali sono più stabili per milioni di persone rispetto all’idea liberale che, a mio avviso, ha cessato di esistere”.
Le parole di Putin sulla democrazia liberale superata riecheggiano l’articolo di Surkov, che descrive il vantaggio del sistema politico di Putin:
la capacità di [Putin] di ascoltare e comprendere il popolo, vederlo correttamente fino nelle sue profondità e agire di conseguenza – questa è la caratteristica unica e più importante dello Stato di Putin.Ciò corrisponde con il popolo ed è in linea con le sue ambizioni e non è soggetto ad alcuna delle correnti contrarie della storia. È efficiente e duraturo.
Disempowerment del Popolo
L’idea sovranista, così come è stata plasmata da Vladislav Surkov, è ispirata alla sfiducia nel pluralismo e nel suffragio universale. I governanti dovrebbero governare; i sudditi dovrebbero essere subordinati ai sovrani. Possiamo vedere come gli organi di disinformazione filocremlini impieghino sistematicamente questo concetto. Di recente, il presidente della Russia, Vladimir Putin, ha espresso sfiducia nel movimento dell’adolescente svedese Greta Thunberg:
Quando bambini e adolescenti vengono usati per fini egoistici, ciò deve essere condannato.
Pertanto, il concetto di sovranismo può essere usato come un “contenitore” per la disinformazione. Qualsiasi sfida, che si tratti di questioni di ecologia, diritti umani o di qualsiasi altro elemento dei diritti universali così come sono intesi nella Carta delle Nazioni Unite, può essere liquidata come cospirazioni contro gli “affari interni”.
L’evoluzione del termine “sovranismo” dimostra come il Cremlino stia prendendo parte a un ampio dibattito europeo, dettando le agende, influenzando i processi decisionali e, al tempo stesso, adottando idee europee.Carl Schmitt era un teorico del diritto nella Germania nazista, Guizot – un monarchico francese, che tentava di restaurare la monarchia dopo la Rivoluzione francese e l’era napoleonica. Il Cremlino partecipa a, alimenta ed è influenzato da un dialogo secolare di disinformazione, volto a danneggiare la democrazia.