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Figura della settimana: 7

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7 fattori che rendono la disinformazione attraente per il nostro cervello

Le bugie si diffondono più velocemente della verità, e lo studio della Eindhoven University of Technology suggerisce perché.

La risposta potrebbe risiedere nel nostro cervello e nell’evoluzione delle nostre preferenze cognitive, il che significa che alcuni tipi di informazioni sono semplicemente più attraenti, catturano maggiormente l’attenzione e sono più memorabili di altri.

A differenza dei fatti, la disinformazione non è vincolata dalla realtà e può essere modellata in modo da renderla più attraente per noi. Pertanto, sostiene la ricerca, la disinformazione online può essere vista non solo come informazione di bassa qualità che si diffonde a causa di carenze della comunicazione online, ma come informazione di alta qualità che si diffonde grazie alla sua efficienza. Solo che in questo caso la “qualità” non si riferisce alla veridicità, bensì all’attrattiva psicologica.

Per illustrare questa possibilità, i ricercatori hanno analizzato il contenuto di 260 articoli pubblicati su testate note per diffondere bufale e disinformazione. Hanno cercato la presenza di sette fattori che avevano probabilità di aumentare l’attrattiva degli “articoli sospetti” per il pubblico online e hanno scoperto che l’86% degli articoli analizzati li conteneva.I risultati, i dati e la metodologia più estesi di questo studio esplorativo sono disponibili online.

EUvsDisinfo ha deciso di utilizzare le intuizioni di questo studio per dare un’occhiata a esempi recenti di disinformazione pro-Cremlino alla ricerca di elementi che potrebbero renderli attraenti per il pubblico. Ecco cosa abbiamo trovato:

Fattore di attrattività 1: Minacce

La ricerca accademica suggerisce che le persone tendono a condividere più voci legate alle minacce che quelle legate ai benefici, anche quando le minacce in questione non le riguardano direttamente. Gli esseri umani sono anche inclini a cercare ulteriori informazioni sulle minacce più spesso che su altri argomenti. Tutto ciò può essere spiegato dal nostro bisogno evolutivo di sopravvivere.

La disinformazione pro-Cremlino sfrutta pesantemente il bisogno umano di anticipare il pericolo e fa leva sulle nostre paure. Si considerino, ad esempio, alcune delle narrazioni disinformative più ricorrenti, come l’imminente inizio della Terza guerra mondiale o l’Europa che crolla sotto l’assalto della migrazione e del terrorismo.

Fattore di attrattività 2: Sesso

Che “il sesso venda” è una vecchia verità nel settore pubblicitario, ma a quanto pare il sesso può anche aiutare la diffusione della disinformazione.Secondo i ricercatori, temi sessuali erano presenti in quasi ogni quinto articolo di “fake news” esaminato.

Gli argomenti sessuali non sono tabù per la disinformazione filocremlino, che ha affermato di recente che la Svezia insegnerà agli immigrati come fare sesso con donne svedesi.

Abbiamo anche osservato come i media filocremlino combinino informazioni legate al sesso con narrazioni sulle minacce della migrazione (vedi n. 1), producendo affermazioni secondo cui i tedeschi e i francesi sono costretti a chiedere scusa ai loro stupratori, che il governo svedese ha dato ordini di non indagare sugli stupri per proteggere gli immigrati e che la polizia britannica ignora gli stupri di ragazze minorenni per evitare di essere definita razzista.

Fattore di attrattiva 3: Disgusto

Secondo lo studio, il bias del disgusto è tra i fattori più studiati che favoriscono il successo delle narrazioni. Leggende metropolitane popolari, voci e storie per bambini spesso hanno elementi che suscitano disgusto. Tali elementi includono informazioni su cibo contaminato, malattie, mutilazioni, secrezioni corporee e atti sessuali “innaturali”, e la macchina della disinformazione filocremlino li utilizza generosamente.Ricordi la storia del bordello danese per zoofili? Ci sono anche affermazioni secondo cui Paesi europei starebbero legalizzando necrofília e bestialità, e numerosi esempi di disinformazione su armi biologiche raccapriccianti scatenate dal malvagio Occidente contro popolazioni ignare.

Fattore di attrattiva 4: Contro-intuizione

Che cosa rende così popolari certe fiabe e leggende? A quanto pare, potrebbe essere il “contenuto minimamente controintuitivo”, cioè affermazioni che in parte contraddicono le nostre aspettative intuitive sugli altri. Normalmente tale contenuto è presente nelle storie di finzione su esseri soprannaturali che, da un lato, agiscono proprio come chiunque altro (per esempio hanno fame o si irritano), ma dall’altro possiedono qualità inattese, come l’immortalità o la lettura del pensiero. Sono proprio questi elementi a rendere storie come Cenerentola (o Twilight) così accattivanti.

Quando si tratta di disinformazione, però, la ricerca indica che tali elementi sono relativamente rari. Anche i disinformatori cercano di mantenere una qualche forma di credibilità, e un’attenzione eccessiva al soprannaturale potrebbe essere controproducente.Tuttavia, la disinformazione pro-Cremlino è riuscita ad attribuire la colpa sia agli alieni sia ai rituali satanici per l’incendio di Notre Dame.

Fattore di attrattiva 5: Innaturalità

O ciò che i ricercatori chiamano “violazioni delle credenze essenzialiste”. In parole semplici, l’essenzialismo è la visione secondo cui ogni essere vivente è definito dalla propria essenza, un insieme di attributi che ne definiscono identità e funzioni. Le narrazioni che contraddicono l’essenza degli esseri – come le modifiche genetiche e i cloni – diventano probabilmente più memorabili di quelle che non lo fanno.

La disinformazione pro-Cremlino ha cercato di spaventare il proprio pubblico proprio con queste narrazioni, sostenendo che gli USA stanno seminando colture geneticamente modificate in Ucraina per provocare una carestia, oppure che l’accordo di libero scambio UE-USA porterebbe OGM, pollo depurato con cloro e mucche clonate nel vecchio continente. Casi del genere mostrano anche che le narrazioni disinformative possono contenere diversi fattori che le rendono più interessanti per noi: pollo depurato con cloro – non è disgustoso? (vedi n. 3).

Fattori di attrattiva 6 e 7: Pettegolezzi e celebrità.

A chi non piacciono un po’ di pettegolezzi, soprattutto se riguardano qualcuno che conosciamo o almeno crediamo di conoscere? Lo studio ha rilevato che gli articoli di disinformazione contenenti informazioni sociali – pettegolezzi o celebrità – erano i più diffusi.Inoltre, la maggior parte delle “celebrità” negli articoli esaminati erano in realtà figure politiche, mentre attori, musicisti e star dello sport erano presenti solo nel 16% di essi.

Queste tendenze sono ampiamente applicabili anche ai media pro-Cremlino. EUvsDisinfo ha documentato numerosi casi di disinformazione su politici ucraini, europei e americani, incluse affermazioni secondo cui il presidente dell’Ucraina fa parte di una campagna globale guidata da Clinton contro Trump; che tutti i politici di alto livello negli Stati baltici sono implicati nella pedofilia, e accuse secondo cui il defunto senatore statunitense John McCain avrebbe sostenuto Daesh.

I media pro-Cremlino inoltre non esitano ad attaccare figure di spicco al di fuori degli ambienti politici, come l’autrice vincitrice del Premio Nobel Svetlana Alexievich, l’artista ucraina Jamala, e persino la rock band tedesca Rammstein.

La prossima volta che ti imbatti in una storia che è semplicemente troppo bella/brutta/disgustosa per essere vera, considera che potrebbe effettivamente essere così.

Basato su: Acerbi, Alberto. “Attrazione cognitiva e disinformazione online.” Palgrave Communications 5.1 (2019): 15.

 

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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