Glossario: chi è chi nel mondo FIMI

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La 3a relazione del SEAE sulle minacce di manipolazione delle informazioni e ingerenza da parte di attori stranieri (FIMI) offre una ricchezza di approfondimenti sulle operazioni di manipolazione delle informazioni. La nostra serie di articoli di approfondimentosvela i retroscena e introduce un innovativo approccio analitico per smascherare le operazioni FIMI. Si focalizza inoltre sull’architettura delle operazioni FIMI russe, utilizzando la metafora dell’iceberg per dimostrare come gran parte di questa architettura manipolatoria sia nascosta sotto la superficie. La Relazione allarga inoltre il campo di analisi per esaminare la portata delle reti manipolatorie e le interrelazioni al loro interno, in quella che chiamiamo la galassia FIMI.

Le relazioni possono talvolta essere troppo tecniche e cadere nella trappola di utilizzare un gergo e un insieme di termini specifici sconosciuti al grande pubblico. Naturalmente, la nostra piattaforma ha sempre spiegato e contrastato la manipolazione delle informazioni, fornendo gli strumenti di apprendimento necessari a chiunque desideri fare lo stesso. Per facilitare questo percorso di approfondimento sulla manipolazione delle informazioni e una navigazione sicura tra le pagine delle nostre relazioni, proponiamo un utile glossario dei termini così anche tu potrai conoscere chi è chi nel mondo FIMI.

Non tutte le informazioni sono uguali: le nozioni di base

Iniziamo dalle basi. Che cos’è la misinformazione e in cosa si differenzia dalla disinformazione? Per l’Unione europea, la misinformazione è costituita da contenuti falsi o fuorvianti diffusi senza alcuna intenzione dannosa o malevola. Non fatevi ingannare: anche se le intenzioni non sono malevole, la diffusione di informazioni false può comunque avere conseguenze dannose. Ad esempio, non tutti i contenuti fuorvianti sulla pandemia di COVID-19 sono stati diffusi da operatori statali della Russia o della Cina, le cui intenzioni avrebbero potuto essere malevole. Ma a prescindere da chi fosse a diffondere i contenuti fuorvianti sul COVID-19 o dai motivi che lo spingessero, l’impatto sulla riluttanza alla vaccinazione c’è stato ed ha aumentato il danno pubblico.

La definizione di disinformazione, invece, si riferisce a informazioni la cui falsità è verificabile e che vengono create, presentate e diffuse per ottenere vantaggi economici o politici o per ingannare intenzionalmente il pubblico e causare danni alla società. Tali danni comportano inoltre minacce ai processi politici e decisionali democratici, nonché alla salute, all’ambiente o alla sicurezza. Per facilitarne la comprensione, abbiamo raccolto nel nostro database oltre 18 000 esempi di disinformazione.

Decifrazione degli acronimi

Quando si parla di disinformazione, solitamente si pensa a notizie fuorvianti o a narrazioni inventate con l’intento di ingannare. Ma la manipolazione delle informazioni può andare ben al di là delle mistificazioni. Ecco perché l’Unione europea ha concettualizzato questa minaccia definendola come manipolazione delle informazioni e ingerenza da parte di attori stranieri, o FIMI (Foreign Information Manipulation and Interference).

Cosa significa realmente? Ebbene, la FIMI è focalizzata su comportamenti manipolatori anziché sulle sole narrazioni ingannevoli. Descrive un modello comportamentale non definibile di per sé illegale, che però minaccia o influisce negativamente su valori, procedure e processi politici. La FIMI è manipolatoria e condotta in modo intenzionale e coordinato. Può essere portata avanti da attori sia statali che non statali e può avvalersi di intermediari che operano a livello domestico o dall’estero.

Ecco altre utili decifrazioni degli acronimi e dei termini che utilizziamo quando parliamo di FIMI o, più in generale, di manipolazione delle informazioni.

Un incidente FIMI è un’azione perpetrata da uno o più autori di minacce che perseguono obiettivi specifici, il cui intento è ingannare. È composto da una combinazione di elementi osservabili, come un post sui social, un video o un articolo su un sito web, e alcune tattiche, tecniche e procedure (TTP) mirate alla conduzione di attività FIMI. Il verificarsi di più incidenti FIMI correlati può segnalare l’attuazione di una campagna FIMI più estesa.

Nel contesto FIMI, le TTP sono pattern comportamentali utilizzati dagli autori delle minacce per manipolare l’ambiente informativo. Le tattiche segnalano gli obiettivi operativi. Le tecniche descrivono le modalità utilizzate dagli autori delle minacce FIMI per raggiungere tali obiettivi. Le procedure identificano la combinazione specifica e le singole tecniche utilizzate nelle diverse tattiche (o fasi di un attacco) che puntano all’intento. Ecco un’utilissima raccolta di TTP identificate dalla Fondazione DISARM.

A volte, quando si parla di tecniche di manipolazione dell’informazione, si fa riferimento anche al comportamento inautentico coordinato o CIB (Coordinated Inauthentic Behaviour). Questo può essere considerato semplicemente come un insieme di tecniche: si tratta di sforzi organizzati, deliberati e manipolatori volti a fuorviare il pubblico coordinando l’utilizzo di più account falsi o non autentici. In generale, comprende reti di account e pagine sui social che collaborano per diffondere disinformazione nascondendone la natura. Le piattaforme di social media come Meta preferiscono questa terminologia, quindi la manipolazione delle informazioni è descritta con il termine CIB nei loro Adversarial Threat Report.

Il termine “autore della minaccia” da noi utilizzato può apparire impersonale e minaccioso. Stiamo in realtà riferendoci a organizzazioni, governi, individui o gruppi che rappresentano una minaccia alla sicurezza poiché portano avanti attività dannose come campagne FIMI, attacchi informatici o altre azioni dannose. I motivi che portano tali autori delle minacce a compiere attività dannose possono essere diversi. Per alcuni, l’obiettivo è il guadagno economico o l’influenza politica, per altri lo spionaggio e la destabilizzazione dei processi democratici.

Strumenti di reazione

Per reagire alle minacce di manipolazione delle informazioni, l’Unione europea ha inoltre sviluppato una serie di strumenti. Questi strumenti sono comunemente denominati “Toolbox (cassetta degli strumenti) FIMI”. La creazione della Toolbox è stata avviata dalla Bussola Strategica, che definisce un piano d’azione per rafforzare la politica di sicurezza e difesa dell’UE. e riconosce la manipolazione delle informazioni come una notevole minaccia per la sicurezza dell’UE. La Toolbox FIMI è quindi un catalogo completo di reazioni e strumenti organizzato in quattro grandi aree tematiche: consapevolezza della situazione, rafforzamento della resilienza, regolamentazione e azione diplomatica.

Continuando ad affinare gli strumenti a disposizione della Toolbox FIMI, la 2a relazione SEAE sulle minacce FIMI introduce il Quadro di reazione alle minacce FIMI. Si tratta di un metodo sistematico per organizzare e concettualizzare i processi di analisi e reazione alle operazioni FIMI, nonché di una guida su come i difensori possano prevenire, approntare la reazione agli attacchi FIMI e riprendersi da quelli riusciti, migliorando continuamente la propria sicurezza in vista di attacchi futuri. Il flusso di lavoro del quadro di reazione coordina le azioni nelle diverse fasi dell’analisi delle minacce e della reazione.

Infine, abbiamo già trattato la Matrice di Esposizione FIMI in un articolo di approfondimento distinto. Ricapitolando, la Matrice di Esposizione è un approccio innovativo alla comprensione e attribuzione delle attività FIMI che fornisce uno strumento in grado di rivelare l’architettura digitale completa e multistrato messa in atto da regimi autoritari come la Russia e la Cina per condurre le loro operazioni FIMI.

In termini pratici, ciò significa mappare i canali dell’infrastruttura FIMI durante e dopo l’attribuzione, dando priorità agli indicatori comportamentali e tecnici che consentono di comprenderne le interconnessioni e l’allineamento. Inoltre, vengono combinate diverse fonti di dati per classificare le reti FIMI e le loro operazioni, migliorando nel contempo le capacità di monitoraggio e reazione. La Matrice di Esposizione include quattro categorie: tre sono attribuite a un attore di minaccia, mentre la quarta include le fonti ancora non attribuite che svolgono però un ruolo significativo nelle attività FIMI.

Campagne di manipolazione delle informazioni

Naturalmente, il contrasto alla FIMI non è solo un esercizio concettuale mirato allo sviluppo di una nuova terminologia. La metodologia, le conoscenze approfondite, le pratiche e gli approcci sviluppati dal SEAE con molti importanti partner, tra i quali governi, organizzazioni internazionali, gruppi della società civile, accademici e organismi di ricerca che condividono gli stessi principi, hanno notevolmente rafforzato la comunità dei difensori dalla FIMI producendo risultati tangibili nel denunciare le campagne FIMI.

A differenza della terminologia tecnica FIMI, la convenzione sulle denominazioni di queste campagne è molto più creativa: solo per citarne alcune abbiamo la campagna Doppelgänger, l’Operazione False Façade, l’Operazione Overload, Portal Kombat e l’Operazione Matryoshka. Un nome accattivante può servire ad attirare l’attenzione su queste operazioni di manipolazione delle informazioni, ma a volte può creare confusione e non risultare ben chiaro sulla reale minaccia alla sicurezza che si nasconde dietro questi titoli creativi. Ecco quindi una breve panoramica di alcune delle campagne FIMI più evidenti scoperte fino ad ora.

Doppelgänger

Doppelgänger è una campagna FIMI attribuita alla Russia, attiva dalla metà del 2022. Secondo i dati raccolti dal SEAE, è costituita da 228 domini e 25.000 reti CIB che operano in diverse lingue. La campagna ha una presenza di rilievo all’interno dell’infrastruttura FIMI russa. Doppelgänger è stata ampiamente denunciata dai difensori dalla FIMI sia nella società civile che nel governo.

L’obiettivo principale della campagna Doppelgänger è quello di espandere l’influenza russa a livello globale, attraverso sia la segmentazione del pubblico che i contenuti manipolatori localizzati. Inizialmente, Doppelgänger si spacciava per testate giornalistiche occidentali o siti web governativi, ma ha finito per evolversi in un’operazione FIMI su più livelli. Si avvale di reti composte da migliaia di domini falsi progettati per manipolare gli algoritmi delle piattaforme, pubblica annunci sponsorizzati per stimolare il traffico e si avvale di estese reti CIB. Continuate a leggere per scoprire chi o cosa sia stato preso di mira dalla campagna Doppelgänger nel contesto delle elezioni europee.

Operazione False Façade (Storm-1516)

L’operazione False Façade, detta anche Storm-1516, lanciata alla fine del 2023, consiste in una rete di 230 siti web non autentici, che includono domini attivi e inattivi. Imita i media occidentali incorporando nel proprio brand nomi di città dell’Unione Europea, del Regno Unito e degli Stati Uniti, ad esempio Boston Times o London Crier. Questo comportamento indica come l’obiettivo geografico di questa operazione FIMI sia quello di influenzare l’Occidente. La campagna è incentrata sul riciclaggio di informazioni relative a contenuti appositamente selezionati da fonti sia attribuite che non attribuite. Per saperne di più sull’operazione False Façade, fate clic qui.

Portal Kombat

La creazione di Portal Kombat (o rete Pravda) risale al 2022 per gestire almeno 200 testate giornalistiche false che si rivolgono a un pubblico locale e regionale in Europa, Africa e Asia. Questa campagna FIMI è stata inizialmente identificata dalle autorità francesi. Portal Kombat sembra principalmente dare priorità all’espansione della propria influenza in Africa. Nella nostra ultima relazione FIMI abbiamo identificato 73 episodi che evidenziano come Portal Kombat si affidi alla ripubblicazione automatica ad alta frequenza di contenuti FIMI russi provenienti da fonti selezionate, tra cui enti governativi russi ufficiali, media affiliati allo stato, influencer russi su Telegram e testate locali anti-establishment.

Operazione Overload/Operazione Matryoshka

A volte, la manipolazione delle informazioni non si espleta nella diffusione di contenuti ingannevoli o manipolatori. Nel caso dell’Operazione Overload, l’obiettivo era sovraccaricare o saturare la capacità dei fact-checker delle redazioni e dei media di tutto il mondo con richieste di verifica su affermazioni dubbie che danneggiavano la reputazione di Ucraina, Francia e Germania, tra gli altri.

L’operazione ha comportato l’invio di migliaia di immagini, screenshot e video falsificati alle redazioni, con il supporto di un’azione coordinata su Telegram e X, per diffondere artificialmente contenuti falsificati. L’operazione Overload è stata condotta in tandem con l’operazione Matryoshka. Quest’ultima è stato giustamente denominata facendo riferimento alle bambole russe, poiché i contenuti ingannevoli generati da questa operazione generalmente impersonano personaggi pubblici e media nordamericani ed europei. Ciò nonostante, un esame più attento rivela che la maggior parte dei contenuti era già stata pubblicata su canali Telegram in lingua russa già identificati in altre operazioni di informazione pro-Cremlino.

L’intento alla base di queste operazioni è chiaro. Intralciare il lavoro dei fact-checker con diversivi per impedire loro di rispondere alle richieste reali, dando quindi maggiore visibilità alle narrazioni disinformative quando tali affermazioni dubbie vengono smentite in massa. Maggiori informazioni sull’Operazione Overload sono disponibili qui.

Non fatevi ingannare.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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