Guida rapida all’autocensura online
Polina Petruseva, conosciuta anche con lo pseudonimo Polina Danilevich, ha ricevuto una multa per questo post su VKontakte, che mostrava la sua città natale, Smolensk, nella Russia occidentale, sotto l’occupazione della Germania nazista durante la Seconda guerra mondiale.Il motivo era che la svastica era visibile su una bandiera nella foto (Immagine: RFE/RL)
La Russia ha tradizionalmente goduto di un alto grado di libertà su internet e per molti anni il controllo politico ha preso di mira quasi esclusivamente le trasmissioni televisive.
Ora, in vista del prossimo ciclo elettorale, iniziamo a vedere delinearsi la versione russa di una stretta sulla libertà di parola online.
La nuova realtà online
Un’analisi delle sentenze emesse dai tribunali russi nell’ultimo anno (pubblicata dal centro di ricerca Sova e menzionata nel Disinformation Digest della scorsa settimana) è giunta a due importanti conclusioni sulla nuova realtà: sono principalmente le leggi che vietano le “incitazioni all’estremismo”, e l’“estremismo” stesso, a essere utilizzate come quadro giuridico per reprimere la libertà di parola online; e il numero di casi è in aumento (138 casi nel 2014 contro 194 nel 2015 e 3 condanne nel 2007).
GUIDA RAPIDA ALL’AUTOCENSURA SU INTERNET IN RUSSIA
- NON METTERE IN DISCUSSIONE SE LA CRIMEA APPARTENGA ALLA RUSSIA
- NON METTERE IN DISCUSSIONE LA NARRATIVA UFFICIALE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE
- NON MOSTRARE IMMAGINI DI SIMBOLI NAZISTI IN RUSSIA*
- EVITA DI USARE IL SOCIAL NETWORK VKONTAKTE
- RIPUBBLICARE = APPROVAZIONE
*NEPPURE SU FOTO STORICHE A SCOPO ILLUSTRATIVO!
Unsfortunata tendenza “sovietica”
Martedì, il sito indipendente Meduza ha evidenziato che i tribunali russi non fanno differenza tra condividere e scrivere post; in diverse occasioni, dei cittadini sono stati condannati per aver semplicemente premuto il pulsante di condivisione.
Sergey Smirnov dell’ONG per i diritti umani MediaZone lo spiega come una sfortunata tendenza “sovietica”, cioè la pratica per cui le autorità “semplicemente selezionano questi casi per raggiungere un certo risultato statistico nel loro lavoro.”
Andrei Soldatov, direttore di agentura.ru, lo vede come parte di una tendenza: “A differenza dei tradizionali sistemi totalitari, le autorità russe si sono concentrate non su come bloccare l’accesso alle informazioni, ma su come sopprimere le discussioni libere;[..] per intimidirli il più possibile affinché non partecipino a discussioni su importanti questioni politiche”.
VKontakte trasmette informazioni alle autorità
In secondo luogo, Meduza rileva che, l’anno scorso, quasi tutti i casi si sono verificati sul più grande social network russo, Vkontakte.
Questo perché Vkontakte ha proprietari russi, afferma Sakis Darbinian dell’ONG per i diritti umani online Roskomsvoboda:
“Ciò significa che le forze dell’ordine possono facilmente ottenere qualsiasi informazione di interesse relativa all’utente.VKontakte rispetta incondizionatamente […] la cosiddetta legge sui blogger [che] obbliga gli amministratori di un social network a raccogliere e conservare tutti i log, tutti i dati di registrazione degli utenti per sei mesi. E se Facebook e Twitter non sono contenti di condividere questo tipo di informazioni, VKontakte li trasmette alle autorità su richiesta. Senza questi dati, è impossibile istruire un procedimento penale e provare la colpevolezza nel processo penale.”