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Il gelo profondo dell’inverno che non c’è stato

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Le narrazioni del Cremlino e le dure realtà raramente si incontrano. In uno dei tanti esempi, i canali di disinformazione filocremlini e controllati dallo Stato russo hanno incessantemente dichiarato, dall’invasione su larga scala del febbraio 2022, che la “operazione militare speciale” sta andando bene, nonostante il fatto che l’Ucraina abbia ripreso almeno metà del territorio che la Russia aveva inizialmente occupato.

Ma, tra tutte queste imprese di pensiero illusorio, forse la più eclatante è stata la determinazione del Cremlino a credere che, senza gas russo importato, l’Europa sarebbe morta di freddo. Raramente narrazioni di disinformazione sono emerse con un clamore così drammatico di imminente rovina, solo per scomparire relativamente in fretta in un silenzio sconfitto e ignominioso.

Tuttavia, le narrazioni fondamentali della disinformazione del Cremlino non muoiono mai. Al contrario, si ritirano dalla luce del sole, forse per riemergere con l’arrivo della notte.E versioni della narrativa della «Europa che congela» – inclusa questa, che sostiene che la perdita del gas russo a basso costo stia causando la «deindustrializzazione» della Germania – riappaiono occasionalmente alla luce del dibattito pubblico.

Quindi rivediamo come i propagandisti russi abbiano minimizzato la narrativa della «Europa che congela» e quali alternative vi abbiano trovato.

Le falsità sull’energia evaporano con la primavera

La Russia ha iniziato a tagliare le forniture di gas all’Europa nell’estate del 2022. Gli obiettivi dei tagli erano, molto probabilmente, vendicarsi delle sanzioni europee imposte alla Russia dopo l’invasione militare su vasta scala dell’Ucraina da parte di quest’ultima e fare pressione sull’Europa affinché le revocasse. I tagli alle esportazioni si sono approfonditi in agosto, ancora prima delle esplosioni del gasdotto Nord Stream a settembre.

All’epoca, come abbiamo riportato lo scorso novembre, i funzionari russi prevedevano con entusiasmo che l’Europa avrebbe congelato senza il gas russo. Un video diffuso tramite i social media, presumibilmente dal colosso energetico russo Gazprom, è persino emerso e pretendeva di mostrare che, senza gas russo, l’Europa avrebbe congelato.In effetti, i canali e i commentatori filorussi erano certi che una carenza di gas russo avrebbe fatto aumentare i prezzi dell’energia a tal punto che la crisi risultante avrebbe provocato caos nelle strade europee e, alla fine, le sanzioni contro la Russia sarebbero state revocate.

Poi però l’inverno è passato senza disordini e, la scorsa primavera, i commentatori hanno smesso di parlare di un’Europa che si sarebbe congelata. Invece, i propagandisti hanno iniziato a spostare l’attenzione sulle presunte sanzioni occidentali controproducenti e sugli alti prezzi dell’energia di cui ora gli europei starebbero soffrendo. Alcuni articoli, tuttavia, hanno deciso di spostare i pali della porta e hanno rimandato l’apocalisse agli inverni futuri.

Per esempio, questo articolo in russo sosteneva che «la vera crisi energetica in Europa deve ancora arrivare». Un pezzo simile dichiarava che «il prossimo inverno per l’Europa sarà più difficile». A volte i canali hanno concentrato il loro allarmismo sulla Germania, un bersaglio tipico. Nel marzo di quest’anno, News Front France ha proclamato: «La Germania potrebbe affrontare carenze di gas il prossimo inverno». Un altro noto canale filocremlino, Sputnik, tuttavia, ha rimandato i conti con l’energia in Germania al 2025.

I tentativi del Cremlino di cambiare argomento cadono come foglie d’autunno

Questo autunno, i principali media russi controllati dallo Stato e altri canali e commentatori filocremlino hanno completamente abbandonato le precedenti affermazioni secondo cui un’apocalisse energetica incomberebbe minacciosamente sull’Europa.Invece, hanno promosso narrazioni più vaghe fingendo di non aver mai sostenuto che l’Europa sarebbe gelata.

Tra queste narrazioni di disinformazione annacquate, la più dominante affermava che le sanzioni europee sui combustibili fossili russi stanno danneggiando l’Europa aumentando i prezzi dell’energia e distruggendo le economie europee, in particolare quella della Germania. In questa versione, le sanzioni sono responsabili di tutti i mali. Avrebbero persino causato un’infestazione di cimici dei letti in Francia. Ma notate lo spostamento. Invece di inverni apocalittici, l’Europa affronta una semplice stagflazione.

Come al solito, i media filocremlini non affrontano mai il tema della responsabilità russa. È stata, dopotutto, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, non provocata, illegale e su vasta scala, nel febbraio 2022, a innescare le sanzioni occidentali, ed è stata la Russia a iniziare a chiudere le forniture di gas quell’estate. Invece, i propagandisti usano una tattica a loro cara – spostare la colpa – per evocare il mito, anch’esso caro, che l’Europa sia sull’orlo del collasso.

Altre narrazioni a volte sostituiscono il tema dell’«Europa che gela». I media filocremlini parlano di come le sanzioni stiano rafforzando la Russia, nonostante il loro evidente desiderio di vedere tali sanzioni rimosse.A loro piace anche dipingere l’UE come «schiavizzata» dagli USA perché gli europei non si sono sottomessi al ricatto energetico russo. E amano mettere in mostra le divisioni all’interno dell’UE sulle sanzioni che, a loro dire, finiranno per fratturare il blocco.

Non vediamo però affermazioni secondo cui questo inverno, o forse il prossimo, o quello dopo ancora, porterà finalmente al profondo congelamento europeo che i propagandisti del Cremlino bramano così evidentemente. Su questo tema, l’infosfera filocremlinese è sterile come la tundra artica.

Come dimenticano in fretta le cose che dicevano

I propagandisti filocremlinesi mentono su tutto, sempre. A volte preferiscono il tipo di falsità nebulose che contengono un granello di verità avvolto dalla disinformazione. Per esempio, riguardo alla narrazione «la Russia sta vincendo», il Cremlino può indicare la presa di Bakhmut, una piccola vittoria ottenuta a un costo enorme, omettendo al contempo tutti i territori che sono stati liberati dalle forze armate ucraine.

È discutibile che la narrazione dell’«Europa che congela» sia diversa. I propagandisti filorussi fecero una previsione specifica per un momento specifico: che nelle città europee sarebbe scoppiato il caos durante l’inverno 2022-2023. E le previsioni non si sono nemmeno avvicinate a realizzarsi. Un simile fallimento, in qualsiasi organizzazione mediatica occidentale credibile e mainstream, avrebbe portato a licenziamenti, mesi di profonda autocritica e promesse di fare meglio.La risposta degli organi di informazione statali russi era prevedibile: silenzio, e goffi tentativi di cambiare argomento.

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I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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