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Il mondo dell’odio: come i media filocremlini continuano a giustificare la deviazione forzata di un volo Ryanair

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Questa settimana ha visto la prosecuzione degli sforzi di disinformazione filocremlini volti a giustificare la deviazione forzata e l’atterraggio a Minsk di un volo Ryanair, allo scopo di detenere un dissidente bielorusso, il giornalista Raman Pratasevich.

In modo simile alle campagne di disinformazione successive all’avvelenamento e all’arresto del politico dell’opposizione russa Alexey Navalny, i canali filocremlini hanno iniziato a sostenere che questo palese atto di pirateria sponsorizzata dallo Stato fosse in realtà una provocazione contro la Bielorussia e che i servizi segreti occidentali vi fossero coinvolti.

Secondo l’edizione lituana di Sputnik, i servizi segreti occidentali hanno fatto trapelare informazioni sul viaggio di Pratasevich a Minsk, come pretesto per vietare i voli bielorussi sopra l’UE. L’edizione spagnola dello stesso canale sostiene che l’obiettivo del “Ryanairgate” fosse sabotare gli Accordi di Minsk, mentre in Armenia Sputnik afferma che Pratasevich sia semplicemente diventato un peso per i suoi referenti occidentali e sia stato abbandonato. Abbandonato, per provocare sanzioni contro la Bielorussia.

Tali messaggi, sebbene difficilmente convincenti, hanno diversi scopi. In primo luogo, presentano i responsabili come vittime, mirando a oscurare il legame tra le azioni delle autorità bielorusse (russe) e le loro conseguenze per il Paese.In secondo luogo, presentare Raman Pratasevich (Alexey Navalny) come uno strumento dei servizi segreti occidentali priva queste persone della loro autonomia: opporsi a regimi sempre più autoritari non è quindi mai una questione di volontà individuale, ma piuttosto un sinistro complotto occidentale. E infine, molte rivendicazioni diverse, anche se reciprocamente esclusive e che alimentano alcune strampalate teorie del complotto, fungono anche da cortina fumogena per creare confusione su ciò che è realmente accaduto.Abbiamo visto tattiche di disinformazione di questo tipo applicate ad altri atti difficili da difendere, per esempio al recente rafforzamento militare russo vicino all’Ucraina.

Sui doppi standard

Questa settimana, sia i media filocremlini sia i media bielorussi controllati dallo Stato hanno trovato un ulteriore modo per difendere l’assediato Alyaksandr Lukashenka: accusare l’Occidente di presunti “doppi standard”.

Il catalizzatore di questo tipo di narrazione è stato l’atterraggio non programmato di un volo Ryanair da Dublino a Cracovia a Berlino il 30 maggio 2021 a causa di una possibile minaccia alla sicurezza a bordo.

La mattina seguente, il portavoce del Ministero degli Affari Esteri russo ha chiesto, su Facebook, perché la NATO non avesse rilasciato una dichiarazione e perché nessuno avesse richiesto un’indagine internazionale.

La risposta è ovvia per chiunque sia al di fuori della cerchia di disinformazione filocremlina: a differenza di una settimana prima, la deviazione del volo non è stata forzata e, quando non è stato rilevato alcun pericolo reale sull’aereo, tutti i passeggeri hanno proseguito il loro viaggio.

Ma la falsa equivalenza non avrebbe fermato i disinformatori.L’incidente è stato ampiamente trattato dalla TV bielorussa controllata dallo Stato, condividendo generosamente la posizione della portavoce del MFA russo, e con politici bielorussi che sostenevano che questo fosse il caso più evidente di “doppi standard”.

Una simile affermazione è la continuazione di un mantra di disinformazione che abbiamo osservato la scorsa settimana: non solo che “lo fanno tutti”, ma, a quanto pare, succede anche “in continuazione”.

 

La denigrazione di Raman Pratasevich continua

In modo analogo, la denigrazione di Raman Pratasevich continua. I media filo-Cremlino lo descrivono costantemente non solo come un “cattivo soggetto”, ma come un “cattivissimo soggetto” – un estremista e un mercenario, sospettato di genocidio e terrorismo, che avrebbe combattuto al fianco di “neo-nazisti” in Ucraina.

Non c’è alcuna prova a sostegno di nessuna di queste affermazioni, come mostra l’indagine della testata indipendente Meduza, né esse sono in alcun modo rilevanti per il caso.Ma per i media filocremlino, messaggi del genere aiutano a prendere due piccioni con una fava: non solo a screditare il dissidente bielorusso incarcerato, ma anche a perpetuare la narrativa dell’“Ucraina nazista”.

Il mondo dell’odio

La disinformazione filocremlino sulla deviazione forzata e l’atterraggio di un aereo civile e il successivo arresto di un giornalista bielorusso mira non solo a difendere il presidente illegittimo della Bielorussia.

È significativo che, nel coprire l’incontro tra i presidenti russo e bielorusso a Sochi, i media filocremlino non abbiano dovuto ricorrere alla disinformazione, affermando che:

“per la Bielorussia, la Russia è ora l’unico vicino verso cui i suoi aerei possono volare. Questo incontro di Sochi sarà diverso da tutti gli altri, poiché la Bielorussia si è ritrovata nella più profonda crisi di sempre con l’Occidente”.

Non c’è bisogno di mentire, qui il lavoro è già fatto.

Ciononostante, concentrarsi sulla Bielorussia e sulle reazioni internazionali alle sue azioni consente agli spin doctor filocremlino di dipingere il mondo come pieno di “doppi standard” e di odio diretto contro la Russia e i suoi amici.Nelle parole del conduttore televisivo russo Dmitry Kiselyov, attualmente soggetto a sanzioni dell’UE:

“L’odio verso la Russia e la Bielorussia, e qui siamo sulla stessa barca, può essere spiegato dal fatto che non cediamo alla follia occidentale – America ed Europa – che hanno abbandonato il percorso della loro cultura tradizionale, dalle parate gay e dagli interventi di cambio di sesso fino alla distruzione dei monumenti dei padri fondatori e all’ammirazione del nazismo in Ucraina. Noi siamo diversi e, in questo senso, siamo estranei all’Occidente”.

Il mondo della disinformazione è davvero cupo e alienante.

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I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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